Chiedi chi era Cilién, il re della burla

Chiedi chi era Cilién, il re della burla

posted in: Blog | 0

Io avevo 21 anni quando è morto Cilién, il 27 ottobre 1966, a 69 anni, e quindi ho avuto la fortuna di vederlo (non di conoscerlo) e di apprendere dal vivo” le sue gesta. Dico fortuna, perché Cilién (all’anagrafe Icilio Pelizza) era un monumento alla parmigianità. Un monumento piccolo, perché era alto (si fa per dire) poco più di un metro, ma formidabile per simpatia, carisma, senso della spettacolo. Era un corto-pramzan che tutti amavano, rispettavano, un po’ invidiavano per quel suo straordinario carattere che l’aveva portato a trasformare uno scherzo della natura in un talento. Non era una macchietta, nonostante potesse sembrarlo. Era un uomo di grande spessore. Un valente orologiaio, Cilién: nel suo negozio di via Farini inventò un meccanismo che, grazie all’utilizzo di metalli termosensibili, caricava da solo gli orologi. Un grande attore dialettale, Cilién: amico inseparabile di Alberto Montacchini, noto ai pramzan come Bèrto Montachén, diede vita a memorabili interpretazioni sui palscoscenici di Parma e provincia. Ma non solo nella compagnia di Montachén.

 

Anche quelle di Italo e Giulio Clerici e di Cesare Gobbo e di Peppino Schenoni). Recitò anche in un film, Torniamo in campagna, girato a Parma nel 1934 da Franco Guerci, con Mario Lanfranchi. L’ultimo suo spettacolo fu il 30 settembre 1945, al Teatro Ducale: la rivista “Benvenuta la libertà”, nella quale faceva la parte del corto-sovrano Re Vittorio Emanuele III, mentre Giulio Clerici era Mussolini e Italo Clerici Hitler. Il re della burla, Cilién: con Montachén, ma anche da “solista”, diede vita a scherzi memorabili. Come quello, storico, quando si avvicinò a una signora e le chiese con voce da bambino: “Signora mi aiuta a fare la pipì che non riesco a sbottonare i pantaloncini?”. La signora, premurosa, spolverò il suo senso materno e, aperta la patta, scappò scandalizzata, urlando… Un grande appassionato di moto, Cilién: negli anni Trenta, addirittura, partecipò a diverse gare con una Nsu che si era fatto costruire su misura a Reggio Emilia. Cilién, un corto-pramzan che con il suo metro di vitalità ha saputo entrare nella storia, minima, di Parma.
(Nelle foto, dall’alto: Cilién in una commedia /dal sito Parma in dialetto/, Cilién nel film “Torniamo in campagna /dal libro “Parma e il cinema”, di Roberto Campari, Silvana editoriale, 1986, pag. 17)