O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìrt al nì / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vris andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär. / Int’il gróndi cuànd a pióva / l’àcua t‘ f a la sérenäda / e in-t-il tòrri traforädi / dvénta muzica anca al vént. /O lezgnolén ch’a t’ gh’é la góla dòra / indo ät imparé a cantär csi bén? / Al to gorghègg da ‘dentor tutti al fóra / e il coppiètti alóra is fan l’océn. / J’ò imparé a stär su ‘na pianta / cla se spécia in-t-un laghètt / indo gh’é un izolètta / con di ciggn bianch e morètt. / Tutt il siri là sentiva / i béj cant ädla coräla / e ’l me cór picén al capiva / che csì sól a s’ pól cantär.


martedì 12 maggio 2020

"Pensiero libero": Ma il rispetto esiste ancora?

MA IL RISPETTO ESISTE ANCORA?
Il ritorno a casa di Silvia Romano, la volontaria rimasta ostaggio dei terroristi per 18 mesi ha suscitato reazioni opposte: soddisfazione per la liberazione di una ragazza che era andata in Africa per aiutare i bambini e sdegno perché, secondo molti, lo Stato italiano non avrebbe dovuto trattare  con i terroristi per ottenere la liberazione di Silvia che per altro si è convertita all’Islam - La politica ha messo il naso anche qui, Guelfi e Ghibellini, come sempre - Nessun rispetto per il dramma di Silvia, nessun rispetto per i suoi famigliari, né pazienza per attendere di sapere come sono andate realmente le cose

di ACHILLE MEZZADRI

Il ritorno a casa di Silvia Romano, la ventiquattrenne milanese del Casoretto che è stata ostaggio dei terroristi in Somalia per un anno e mezzo, ha scatenato il solito e deprimente teatrino della politica, grazie anche alla cassa di risonanza fornita da molti social. Mentre da una parte ci sono state reazioni di comprensibile soddisfazione per la liberazione di una ragazza che era andata in Kenia come volontaria di una piccola organizzazione umanitaria per aiutare i bambini, dall’altra si è scatenato lo sdegno di parti politiche che hanno inveito contro lo Stato italiano, colpevole, a loro dire, di aver trattato, a suon di soldoni, con i terroristi, per liberare una ragazza che per altro durante la prigionia si era convertita all’Islam. Gli “starnazzi” di molti social hanno incrementato lo sdegno. Silvia, a loro dire, e con lei Africa Milele Onlus, l’organizzazione che l’ha mandata in Kenia, è stata un’irresponsabile visionaria che ha voluto partire per l’Africa martoriata dalle bande terroristiche. E poi ha anche offeso, anzi tradito, il suo Paese offrendosi all’Islam, dando a questo la patente di “vincitore”. Silvia insomma...

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