O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìrt al nì / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vris andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär. / Int’il gróndi cuànd a pióva / l’àcua t‘ f a la sérenäda / e in-t-il tòrri traforädi / dvénta muzica anca al vént. /O lezgnolén ch’a t’ gh’é la góla dòra / indo ät imparé a cantär csi bén? / Al to gorghègg da ‘dentor tutti al fóra / e il coppiètti alóra is fan l’océn. / J’ò imparé a stär su ‘na pianta / cla se spécia in-t-un laghètt / indo gh’é un izolètta / con di ciggn bianch e morètt. / Tutt il siri là sentiva / i béj cant ädla coräla / e ’l me cór picén al capiva / che csì sól a s’ pól cantär.


venerdì 24 aprile 2020

Coronavirus: anche un tablet può aiutare i pazienti Covid-19

ROTARY CONNETTE: CHE IDEA
Una dottoressa dell’Ospedale San Carlo di Milano, Francesca Cortellaro, alcune settimane fa, ha lanciato un appello per consentire ai pazienti ricoverati
per Covid-19 in terapia intensiva o preintensiva, di restare collegati  direttamente con i familiari - L’appello è stato raccolto dal Rotary Club Milano Europa 
 che ha immediatamente avviato il progetto per la  distribuzione di tablet e smartphone già configurati e con traffico illimitato - Chiunque
 può fare una donazione, ecco l’Iban

di ACHILLE MEZZADRI

Io che non sono socio del Rotary mai avrei immaginato che una sera sarei stato presente, con mia moglie Anna, a una “riunione conviviale” del Rotary Club Milano Europa. Invece è successo, grazie all’invito che ci è stato fatto dalla cara amica e collega di rusconiana memoria, Cristina Berretta. Così, alle 21 in punto, assieme a una novantina abbondante di presenti virtuali (tutti rigorosamente nelle rispettive abitazioni), in una videoconferenza con Zoom, che può essere estesa fino a 100 partecipanti, abbiamo seguito la riunione, che è stata aperta, dopo i tre inni rituali, l’italiano, l’europeo e quello dal Rotary e con il rituale tocco di campanella. 

Il tema era il Covid-19, e precisamente il prezioso progetto  Rotary Connette. Una grande idea, conseguenza di un  appello rivolto alcune settimane fa dalla dottoressa Francesca Cortellaro, direttore dell’UOC (Unità Operativa Complessa) di Pronto Soccorso e Degenze Brevi dell’Ospedale San Carlo di Milano: “I pazienti sono soli e isolati, lucidi fino alla fine. Potrebbero morire senza poter salutare un’ultima volta i loro cari. Noi cerchiamo con i nostri cellulari personali di metterli in contatto. Ma non sempre ci riusciamo, occorrerebbero dei tablet per videochiamate”...

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