O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìrt al nì / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vris andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär. / Int’il gróndi cuànd a pióva / l’àcua t‘ f a la sérenäda / e in-t-il tòrri traforädi / dvénta muzica anca al vént. /O lezgnolén ch’a t’ gh’é la góla dòra / indo ät imparé a cantär csi bén? / Al to gorghègg da ‘dentor tutti al fóra / e il coppiètti alóra is fan l’océn. / J’ò imparé a stär su ‘na pianta / cla se spécia in-t-un laghètt / indo gh’é un izolètta / con di ciggn bianch e morètt. / Tutt il siri là sentiva / i béj cant ädla coräla / e ’l me cór picén al capiva / che csì sól a s’ pól cantär.


domenica 5 aprile 2020

Servizio speciale coronavirus: inchiesta a Parma e non solo

COME PASSANO IL TEMPO I PARMIGIANI
BLOCCATI IN CASA CON IL COVID-19
Chi sta ai fornelli e chi fa videochiamate con  i parenti - Chi scrive un libro e chi segue online i concerti dei Berliner - Chi porta a spasso
i parmigiani, ma virtualmente e chi prega cinque volte al giorno - Chi fa tortelli dolci e chi si consola con i suoi trofei

di ACHILLE MEZZADRI
Non avrei mai immaginato di tornare a fare un’inchiesta, dopo tanti anni, su Pramzanblog. Ma il coronavirus, o meglio il covid-19, aguzza l’ingegno e chiedere ai miei tanti amici della mia città come passano il tempo in queste settimane (o mesi?) di arresti domiciliari, mi è parsa una buona idea per riaprire il mio filo diretto con gli amici e nello stesso tempo per tornare a fare il giornalista. Telefonata dopo telefonata non soltanto ho appreso come stanno ma ho anche scoperto, o riscoperto, i loro “vizi e virtù” che non conoscevo prima, quando li frequentavo. Non sto qui a fare la lista di chi ho contattato, perché sarebbe troppo lunga. Ecco i loro racconti, uno per uno....

giovedì 19 marzo 2020

Emergenza pandemia: come passare le giornate chiusi in casa

"GIORNI DI QUARANTENA"
Mezzadri, nel suo video, cerca di affrontare in modo leggero il tema della segregazione tra le mura domestiche attuata per frenare l'avanzata del Covid19, senza per questo ignorare i drammatici momenti che l'Italia e il  mondo stanno attraversando - Nel filmato dà qualche esempio di alcune attività se si possono svolgere  

Emergenza pandemia: il Paese è in ginocchio, ma...

"ITALIA UNITA": L'EFFETTO DI UN VIRUS
Mentre si contano i contagiati, i morti e i guariti, mentre una schiera di eroi (medici e infermieri) rischia la vita (e alcuni la perdono) il popolo italiano dimentica, temporaneamente, bizze e divisioni e riscopre la solidarietà, come durante e dopo le guerre - Autore del video: Achille Mezzadri

sabato 7 marzo 2020

La scomparsa di Dante Passerini, ex tipografo della “Gazzetta di Parma”

CIAO DANTE, L’AMICO RITROVATO SU FACEBOOK
E’ stato stroncato dal coronavirus, che lo ha portato via in modo fulmineo - Aveva 81 anni - Tutti ricordano la sua semplicità, il suo sorriso, la sua vita di uomo perbene - Ai tempi lontani della “Gazzetta” le nostre strade  correvano parallele - Spesso in tipografia componeva le pagine che io curavo e il 31  luglio 1969 stavamo lavorando insieme quando ci arrivò una telefonata: le nostre mogli erano insieme in sala parto per dare alla luce il loro bambino: per la mia era il primogenito, Neil, per Ida, la sua, era il secondogenito, Massimo - Dante era anche una delle colonne della squadra di calcio della “Gazzetta” che partecipava al Trofeo delle Sirene, da me organizzato - Nel 1971 le nostre strade si separarono, ma nel 2014 lui mi ritrovò su Facebook
di ACHILLE MEZZADRI
Ciao Dante! Ma che terribile scherzo mi hai fatto? Eri nella lista dei miei tanti amici parmigiani di un tempo che, in occasione dei miei prossimi ritorni a Parma, avrei voluto ritrovare, per un caffè, per scambiare due chiacchiere e ricordare quei tempi tanto lontani. Ma sono tanti quegli amici e chissà quando ti avrei rivisto. Però,  almeno, nell’agosto del 2014, mi avevi ritrovato su Facebook e da allora ho potuto  in un qualche modo seguirti. Ora so che purtroppo quel caffè a Parma non potremo più prenderlo insieme. Da poco ho saputo, dal comune amico Giovanni Ferraguti, che il coronavirus ti ha portato via in modo fulmineo, nello stesso modo in cui sta seminando panico e morte in Cina, Sud Corea, Iran, Italia e in tutto il mondo. Perfino a Parma, la  nostra città, e tu hai il triste primato di essere uno dei primi parmigiani a essere stato abbattuto da questa bestia.
Mi ha molto colpito leggere quello che ha scritto un’ora fa su Facebook tuo figlio Massimo:.......

domenica 1 marzo 2020

Il saluto al giornalista Vincenzo Mollica che va in pensione

L’IRONIA (PER GLI ALTRI) È UNA FATICA

“Domenica in” ha dedicato una grande festa a Mollica che dopo 40 anni di onoratissimo servizio alla Rai si è messo a riposo - Quasi tutti i personaggi dello spettacolo che ha intervistato nella sua lunga carriera, da Fellini a Benigni, da Mastroianni alla Loren sono diventati suoi cari amici - Morbo di Parkinson, diabete e glaucoma non hanno fermato il suo straordinario senso dell’ironia - Nonostante la fama e il successo ha sempre protetto da qualsiasi tentazione il suo pregio maggiore: l’umiltà

di ACHILLE MEZZADRI
In un tempo così gramo come quello che stiamo vivendo, condizionato dalla minaccia del coronavirus, sono tante le persone che si lasciano abbattere prendere dall’angoscia, dal pessimismo. Ma oggi in Tv, durante la puntata di Domenica in condotta da Mara Venier, è stato festeggiato un grande giornalista, un uomo straordinario, unico, che può essere da esempio per tutti noi: Vincenzo Mollica, che con addosso il morbo di Parkinson, il diabete e un glaucoma che l’ha reso quasi completamente cieco, continua a vivere con ottimismo, allegria, perfino baldanza, grazie al suo proverbiale senso dell’ironia. Un uomo che, festeggiato dalla Rai e da una schiera di grandi personaggi dello spettacolo perché, dopo 40 anni... 

sabato 29 febbraio 2020

La scomparsa di Pier Paolo Mendogni: l'intervista pubblicata da Pramzanblog

NEL 2013 CI RACCONTÒ LA SUA VITA: DALLE BOMBE DEL '44, AL "LA SALLE"
E AL "ROMAGNOSI", AI PRIMI ARTICOLI A 16 ANNI,
AL PARMA CALCIO CHE SEGUIVA AI TEMPI DEL PRESIDENTE AGNETTI
Mendogni apprezzava "Pramzanblog" e per un  certo periodo collaborò anche nella rubrica "Spazio alla cultura", nata appositamente per lui - Il 23 gennaio 2013 ci rilasciò anche una lunga e piacevolissima intervista nella quale raccontò tutta la sua vita - Nel ricordo di un grande giornalista e di un amico la ripubblichiamo integralmente

La scomparsa di un grande giornalista e critico d’arte

LA CULTURA DI PARMA 
PERDE UN ALTRO PEZZO:
PIER PAOLO MENDOGNI

Aveva 84 anni, compiuti il 10 febbraio - Lasalliano, laureato in giurisprudenza, iniziò giovanissimo a collaborare al “Resto del Carlino” - Passò nel 1977 alla “Gazzetta di Parma”, dove scalò tutti i gradini fino a diventare condirettore - Fino al 2015 ha diretto il quadrimestrale “Aurea Parma” - Ha scritto numerosi libri e saggi inseriti in libri e riviste 


      di ACHILLE MEZZADRI
Un altro grande pezzo della cultura parmigiana se ne va. È scomparso nella notte, a 84 anni compiuti il 10 febbraio, Pier Paolo Mendogni, un grande giornalista, che ha lasciato il segno in campo culturale, lasciando a chi resta uno scrigno prezioso, il suo sito Internet, nel quale ha raccolto gran parte dei suoi scritti, nei quali ha raccontato il Correggio, il Parmigianino, le mostre che ha descritto e gli artisti che ha incontrato, il Duomo, il Battistero, le chiese, i palazzi e i musei, i castelli e le chiese in provincia, scampoli di Storia di Parma. Ovviamente questo scrigno prezioso (www.pierpaolomendogni.it) va aggiunto ai numerosissimi libri che Mendogni ha pubblicato: da Sant’Antonio Abate, uno scrigno rococò, del 1979 (Battei Editore), fino a Arte a Parma nel Novecento (MUP) del 2017, passando per numerose pubblicazioni di Pps, Il Battistero di Parma, Il Correggio a Parma e il Monastero di San Paolo, Il Duomo di Parma, Guida alle chiese di Parma, Antonio Allegri e il Correggio e numerosi altri, ma anche Il Correggio a Parma (Guanda), Parma: nuova guida artistica (Silva Editore).
LEGGETE L'ARTICOLO COMPLETO

giovedì 6 febbraio 2020

Il Festival di Sanremo: il perché di una favola italiana

È SBAGLIATO AMARE IL FESTIVAL?
Ogni anno, nel periodo dell’ormai storica kermesse canora, si scatena la “guerra civile” tra i fedelissimi e i detrattori - Chi ha ragione? - Davvero si tratta di una cosa obsoleta, fuori tempo, oppure è un prezioso pezzo di storia (minore), entrata nel cuore di milioni italiani?
di ACHILLE MEZZADRI
Lo confesso, e non mi vergogno, di essere un “pasdaran” del Festival di Sanremo. Un fedelissimo che non l’ha mai tradito, sia nei tempi migliori, sia in quelli del declino. Non ho dubbi che non freghi niente a nessuno quale sia il mio sentimento nei confronti della kermesse canora, però oggi, in piena Settantesima edizione, nei giorni in cui nell’era per me infausta dei social, si sono scatenati come ogni anno i pro e contro, mi sento perfino in dovere di intervenire su questo tema: perché il Festival ha tanti amanti e tanti detrattori? Qual è la causa di questa specie di “guerra civile” che, per un concorso di canzoni, divide gli italiani? Io francamente non capisco. I detrattori, convinti di possedere l’esclusiva dell’intelligenza umana, disdegnano la kermesse canora accusandola di essere roba vecchia, da buttare nella spazzatura, una cosa per il popolino, gente stupida che ancora si appassiona ai confronti tra Al Bano e Zucchero, Patty Pravo e Ornella  Vanoni, poveracci che si commuovono al ricordo di Mike Bongiorno, che cantano a memoria L’italiano di Toto Cutugno, che fanno l’una e mezzo di notte per non perdersi un secondo della gara e dello spettacolo. Be’, mi inchino rispettoso di fronte a chi ritiene di avere l’esclusiva dell’intelligenza umana, però, modestamente, anche se per colpa delle mie convinzioni mi sento trascinato dentro la bolgia dantesca del popolino, degli stupidotti che si “bevono” il Festival appassionandosi alle canzoni, ai cantanti di ieri e di oggi, ai gossip, alle annuali polemiche, vorrei cercare di capire.
Davvero siamo tutti fessi noi che dal ’51 non ci siamo persi una canzone prima alla radio poi alla Tv? Davvero siamo tutti cerebrolesi noi che...

venerdì 31 gennaio 2020

Giornalismo, Tv, cinema: ma quante cose sa fare (bene) Majo, addetto stampa del Parma

GABRIELE MAJO ATTORE NEL FILM SU LIGABUE
Il noto giornalista parmigiano, ora responsabile delle relazioni esterne del settore giovanile e femminile crociato, ha fatto il suo debutto di attore nel film "Volevo nascondermi" sul pittore Ligabue, che arriverà nelle sale il 27 febbraio
(a.m.) Mi ha fatto molto piacere la notizia che il 27 febbraio arriverà nelle sale cinematografiche il film Volevo nascondermi, dedicato alla figura del pittore naïf Ligabue. Ci si può domandare: come mai? Perché la parte del protagonista è interpretata da Elio Germano, uno dei più bravi attori italiani? Perché il film sarà in concorso al 70° Festival del cinema di Berlino? Niente di tutto questo. Il mio gradimento personale deriva dal fatto che in Volevo nascondermi, diretto dal regista bolognese Giorgio Diritti, c'è spazio per un "cameo" del giornalista parmigiano Gabriele Majo, ex capo ufficio stampa del, Parma calcio, ora responsabile delle relazioni esterne del Parma che verrà, cioè il settore giovanile e femminile crociato. Sì, Gabriele, mio caro amico fin dai tempi di Pramzanblog, quindi da una decina d'anni, in questo film ha debuttato come attore e addirittura si vede il suo intervento perfino nel trailer.
La passione di Majo per il set era nota: era già apparso come comparsa in Baciato dalla fortuna, nella Certosa di Parma, in Un giorno all'improvviso, in Fai bei sogni, ma mai finora gli era stato chiesto di recitare una parte, seppur piccola. L'ha fatto invece il regista Diritti e Majo ha accettato con entusiasmo. Poi, con professionalità da attore consumato, ha imparato perfettamente la parte del padrone di casa del castello di Padernello, scopritore e magnate di Ligabue. La scena con Majo è stata girata il 28 maggio 2018 alla Corte Castiglioni, storica corte lombarda fortificata di Casatico, frazione di Marcaria, in provincia di Mantova. Insomma, che dire? Felice per Majo e ansioso di vedere il film. Complimenti all'amico Gabriele, che ai tempi di Pramzanblog, fece parte anche del "Superblog-pramzàn", una specie di joint-venture in salsa parmigiana.
Da leggere anche: l'articolo su Stadiotardini.it