O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìrt al nì / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vris andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär. / Int’il gróndi cuànd a pióva / l’àcua t‘ f a la sérenäda / e in-t-il tòrri traforädi / dvénta muzica anca al vént. /O lezgnolén ch’a t’ gh’é la góla dòra / indo ät imparé a cantär csi bén? / Al to gorghègg da ‘dentor tutti al fóra / e il coppiètti alóra is fan l’océn. / J’ò imparé a stär su ‘na pianta / cla se spécia in-t-un laghètt / indo gh’é un izolètta / con di ciggn bianch e morètt. / Tutt il siri là sentiva / i béj cant ädla coräla / e ’l me cór picén al capiva / che csì sól a s’ pól cantär.


giovedì 4 aprile 2019

Zona franca: Vittorio Tessera presenta la "Draisina"

L'ANTENATA DELLE BICICLETTE
(CI FECE UN GIRO GARIBALDI)
È... NEL MUSEO DEGLI SCOOTER
Siamo stati a Rodano, vicino a Milano, dove nel celebre museo di Tessera, con 175 rari modelli di scooter, si può ammirare anche la Draisina, il "fiore all'occhiello" della minicollezione di velocipedi ottocenteschi - Fu inventata nel 1818 dal barone tedesco Karl von Drais - Non si può escludere che questo esemplare, adesso uno dei pochissimi al mondo, possa essere stato visto, e anche provato, da Giuseppe Garibaldi - Il video dell'intervista a Tessera è su Pramzanblog Tv


di ACHILLE MEZZADRI
A prima vista sembra una bicicletta, ma non la è. Non ha i pedali e nemmeno i freni, ma nel 1818, quando il barone tedesco Karl von Drais la inventò, fece furore tra i nobili del tempo che potevano permettersela. Salivano in sella, mettevano le mani sul manubrio e sullo sterzo e, via... Spingendo il mezzo con una camminata veloce raggiungevano in certi tratti anche la velocità "supersonica" di 10 chilometri all'ora. Invidiatissimi. Della Draisina, così fu chiamata in onore del suo inventore, sono rimasti al mondo pochissimi esemplari, e uno di questi, forse il più bello e in perfetto stato di conservazione, è ospitato a Rodano, vicino a Milano, nella piccola sezione dei velocipedi che si trova all'interno del celebre Museo dello scooter e della Lambretta, fondato da uno dei principi del collezionismo, Vittorio Tessera. Tessera, 58 anni, ne aveva 19 quando aprì un'officina specializzata nel restauro di scooter d'epoca e da allora ha dato vita a un piccolo "impero": "Casa Lambretta", che fornisce pezzi di ricambio a collezionisti di mezzo mondo, il "Museo degli scooter e della Lambretta", con ben 175 esemplari rarissimi, uno più straordinario dell'altro, e il "Petit musée du Velo", con una ventina di modelli ottocenteschi, tra i quali spicca appunto la Draisina. Questa "nonna" delle biciclette moderne che si può vedere a Rodano, non è soltanto preziosa per la sua età e per il suo straordinario stato di conservazione, ma anche perché Tessera è riuscito a comprarla da un erede della famiglia di Luigi Perelli Paradisi, che ne fu, come risulta dai documenti, il primo proprietario. Perelli non è un benestante basta  che sia: nel suo tempo fu molto conosciuto e fu addirittura tra i finanziatori di Giuseppe Garibaldi, di cui era amico, per la sua Impresa dei Mille. L'Eroe dei due Mondi andò più volte a trovare Perelli nella sua casa di campagna e, come ci ha detto Tessera nell'intervista che si può  vedere su Pramzanblog Tv, "è molto probabile  che Garibaldi abbia fatto un giro su questa bicicletta".

martedì 19 febbraio 2019

Zona Franca: come un ligure-milanese va alla conquista della Spagna

DA MILANO A VALENCIA PER ENTRARE
NEL CLUB DEI RE DEI COCKTAIL
Dario Amoretti, 40 anni, ligure milanesizzato, ha avuto grande successo nella metropoli lombarda con "Bibendum" poi, amante delle sfide, ha lasciato baracca e burattini per aprire un nuovo locale a Valencia,  che ha battezzato "Interno Mediterrraneo" - Si trova in uno dei quartieri più trendy della città e ha già conquistato soprattutto i giovani - Vi si gustano splendide pizze gourmet e clamorosi cocktail, nonché piatti tipici spagnoli - Un'ottima proposta anche per i parmigiani, e tutti gli italiani, che vogliono programmare un viaggio in una delle più belle città spagnole
di ACHILLE MEZZADRI
Uno si sveglia la mattina e pensa: “Basta, voglio cambiare aria, faccio baracca e burattini e me ne vo all’estero. Se mi è andata bene qui, anzi benissimo, mi andrà ancor meglio là. Mi piacciono le sfide”.  A sommi capi è quello che ha pensato, l’anno scorso, Dario Amoretti, 40 anni,  ligure di Imperia, che a Milano ha avuto grande successo, assieme al socio Enzo, con “Bibendum”, l’ormai celebre locale di via Castel Morrone. Ma ci vuole coraggio per tuffarsi in una nuova avventura, lasciare il certo per l’incerto. “Sì, ci vuole coraggio”, dice Dario con un sorriso intinto nel sole del mediterraneo “ma io ce l’ho. E, inutile nascondersi, ho fiducia nel mio spirito imprenditoriale. Ho lasciato Milano, l’Italia, dove è sempre più complicato fare l’imprenditore: affitti altissimi, tasse sempre più alte, lacci e laccetti. Insomma, non è facile. Allora ho pensato alla Spagna, dove tira un’altra aria. Prima ho voluto conoscerla bene la Spagna, sono venuto qui parecchie volte, Alicante, Cadiz, Siviglia, Valencia e ho capito che....

giovedì 14 febbraio 2019

San Valentino: il giorno (non l'unico) degli innamorati

C'è un modo per trasformare San Valentino da festa consumistica dell'amore a momento essenziale d'amore. Può bastare un sorriso complice, uno sguardo, una mano nella mano. O un biglietto, una dedica. Le parole valgono molto più di una mimosa, di un'orchidea, di un Bacio Perugina, di un braccialetto con brillanti per lei, di un orologio per lui... Buon San Valentino a tutti e a tutte

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domenica 10 febbraio 2019

La scomparsa di Umberto Cocconcelli

QUELLE NOTTI ALL’HASH CLUB… 
Dalle Filippine, alcuni giorni fa, è arrivata la tristissima notizia della scomparsa di “Lallo” Cocconcelli, mai dimenticato animatore delle notti parmigiane con l’Hash Club e fondatore con Marcello Pallini di Radio Emilia 1, fucina di creatività e trampolino di lancio di tanti giornalisti

di ACHILLE MEZZADRI

Arrivo buon ultimo, e con alcuni giorni di ritardo, a ricordare Lallo, il grande Umberto Cocconcelli, che parecchi anni fa, lasciata Parma, aveva cominciato una seconda vita a Cebu, nelle Filippine. Se ne è andato improvvisamente il 4 febbraio, troppo presto, a 71 anni, lasciando il vuoto in tanti amici che ancora, da Parma, non avevano spezzato il filo che li aveva legati e che spesso chiacchieravano con lui grazie al web. La triste notizia, lanciata dalla moglie filippina, si è diffusa a Parma  tra lo scoramento generale, perché Lallo era Lallo e nella sua città aveva lasciato il segno. Il web, oltre a tante sciocchezze, offre anche tante ottime possibilità, come quella di ritrovare amici lontani e di cancellare lontananze. Io scherzavo con Victor Poletti e con Lallo,  il primo a Modena, il secondo nelle Filippine, io a Milano… Nel 2011, grazie a Pramzanblog, lo inserii ...

"Pensiero libero": a proposito dell'esito del Festival di Sanremo

Non pensavo di tornare a parlare del Festival di Sanremo a così breve distanza dal “pensiero libero” sul Volo, ma dopo la vittoria di Mahmood (che per altro è un artista che apprezzo, così come la sua canzone) vedo che è in corso una rivolta per l’esclusione dal podio di Loredana Bertè, la quale, evidentemente molto delusa dall’esito finale del Festival, ha rifiutato di presentarsi a Domenica in, tradizionale liturgia televisiva del dopofestival. E come lei si è rifiutato anche Ultimo, che non ha accettato il secondo posto dietro Mahmood. E come loro sembra che altri si stiano rifiutando di seguire la “liturgia”, in solidarietà con Loredana. Mara Venier, grande estimatrice della Bertè e sua amica, ha cercato in un qualche modo di rassenerarla dicendole “sono solo canzonette”. Ma non si può non rimanere basiti di fronte allo spettacolo del pubblico del Teatro Ariston che fischia il verdetto inneggiando alla Bertè, non si può non avere perplessità su un ministro dell’Interno, Salvini, che ostenta perplessità sulla vittoria del cantante italo-egiziano (ma italianissimo, nato e cresciuto a Milano), mentre l’ex morosa del ministro, Elisa Isoardi, ha invece esternato la sua soddisfazione, scrivendo su Instagram che...

venerdì 8 febbraio 2019

"Pensiero libero": a proposito del Volo

Premetto che non conosco personalmente Piero Barone, anni 25, Ignazio Boschetto, anni 24 e Gianluca Ginoble (che lunedì prossimo compirà 24 anni), cioè i tre ragazzi del Volo, ma non ho dubbi che, se li conoscessi, molto probabilmente condividerei le lodi  che di loro tessono tanti stimati personaggi dell’ambiente italcanoro: perché sono bravi ragazzi, hanno splendide voci e sono genuini. Ma rivedendoli in Tv in questi giorni del sessantanovesimo Festival di Sanremo non riesco a digerire, come già accadde quattro anni fa quando vinsero sul palco dell’Ariston con Grande amore, lo schieramento di tanti personaggi (tra questi Marino Bartoletti, stimatissimo collega e prezioso “storico” del Festival sanremese) che li difendono appassionatamente dalle tante critiche  che continuano a piovere loro addosso. Spesso esageratamente astiose e quindi fuori luogo, ma se queste critiche continuano a investirli nonostante la vittoria sanremese del 2015 e il terzo  posto all’Eurovision Song Contest, è proprio assurdo domandarsi come mai questi bravi ragazzi abbiano tanti fan ma pure altrettanti detrattori? Ci si può domandare come mai proprio loro sono stati i primi artisti italiani a firmare un contratto con una major statunitense, la Geffen Records e come mai all’estero tutti si strappano i capelli dalla gioia mentre in Italia moltissimi storcono il naso, me compreso? Non credo proprio che si tratti di un’avversione di carattere personale. Anzi...

domenica 27 gennaio 2019

"Melaverde" alla scoperta del Prosciuttificio Ruliano di Riano di Langhirano

MO CME L'É PRAN BÓN AL PARSUTT ÄD PÄRMA
Il popolare programma di Canale 5, nella puntata odierna ha dedicato un ampio servizio del gastronomo Edoardo Raspelli al prosciuttificio della famiglia Montali, una delle tante eccellenze della nostra Food Valley, famose in tutto il mondo

Si fa presto a dire prosciutto... Mica tutti uguali. Poi ognuno ha il diritto di avere le sue preferenze e può fare una classifica personale tra i vari prosciutti: il San Daniele, il Cinta Senese, il Toscano, il Carpegna, il Pata Negra, il Prosciutto di Parma... Oggi Melaverde, la storica trasmissione di Canale 5, ha certificato, anche se non ce ne sarebbe bisogno, l'eccellenza del Prosciuttificio Ruliano di strada Pranello 6 a Riano di Langhirano, creatura della famiglia Montali e certamente uno dei "fiori all'occhiello" dei tantissimi prosciuttifici della nostra Food Valley. Perché, si sa, di prosciuttifici a cinque stelle nella nostra provincia ce ne sono parecchi. Per  esempio a Langhirano, Galloni, resuscitato alla grande dopo un incendio, Pio Tosini, Bedogni, Ghirardi. Ma anche, a Mulazzano Ponte di Lesignano, Sant'Ilario e Devodier...
Chiudiamola qui perché rischiamo di lasciar fuori altri meritevoli prosciuttifici e non sarebbe giusto. Però oggi Melaverde si è soffermata sul Ruliano e posso garantire, me lo dice il mio palato, che è davvero un'eccellenza assoluta, frutto della creatività, della passione della famiglia Montali, da tre generazioni. Raspelli, per Melaverde, ha girato l'azienda in lungo e in largo, ha intervistato il presidente, Daniele Montali e due delle sue tre figlie, Carlotta e Costanza, e ne è venuto fuori un ritratto del prosciutto di Riano che veniva l'acquolina in bocca soltanto a sentire la descrizione del Perex Suctum, il prosciutto "top" della loro produzione. Ed ecco, tanto per capire di che gente parliamo, la ricetta dell'ormai celebre panino di Carlotta Montali: “pane ai cereali, prosciutto Perex Sectum, burrata, papaia, gambero rosso, olio evo, polvere di cacao". Non male... (a.m.)
Nelle foto, tratte dalla trasmissione di Canale 5: a) Daniele Montali; b) Carlotta Montali; c) Costanza Montali; d) Carlotta Montali e Edoardo Raspelli


venerdì 25 gennaio 2019

Il “Dizionario dei parmigiani grandi e piccini” di Molossi

BAGNÉN, SIFOLÓN, CORNÉN, ZIRÓN, BUDLO:
MA CHE BELLI GLI STRANOMM D’UNA VOLTA
Il mai dimenticato Baldassarre Molossi, nel suo “Dizionario dei parmigiani grandi e piccini”, edito nel 1957, non scrisse solo le biografie di personaggi illustri, da Padre Lino al sindaco Giovanni Mariotti, dall’editore Luigi Battei al senatore Giuseppe Micheli, ma anche quelle di parmigiani “minori”, non per questo meno popolari, e che portavano nomignoli assolutamente pittoreschi - Pramzanblog continua ad offrire alcune delle ”chicche” che Molossi raccolse nel suo libro

di ACHILLE MEZZADRI

Adesso si dice “nomignoli” o “soprannomi”, una volta a Parma erano gli “stranomm” ed erano staordinariamente belli. Non venivano dati a prelati, musicisti, uomini di scienza, bensì a uomini e donne del “popolino”, in particolare dell’Oltretorrente. Persone con storie “minori”,  ma sempre di grande umanità, che per il loro modo di vivere erano generalmente amati da tutti. Il mai dimenticato Baldassarre Molossi, direttore storico della Gazzetta di Parma dal 1957 al 1992, nel suo bel Dizionario dei parmigiani grandi a piccini, che qui abbiamo l’onore di ospitare e che continuiamo, senza fretta, a “rimpolpare”, accanto alle storie di grandi parmigiani (di nascita o di acquisizione), ha aggiunto quelle “minori” di personaggi che comunque, per il loro modo di vivere, avevano conosciuti momenti di gloria. La gente li amava o li sopportava, a seconda delle circostanze, e affibbiava loro stranomm meravigliosi. Se ne trovano più d’uno nel dizionario di Molossi. Per esempio.... 
(Nella foto: Cornén)

martedì 15 gennaio 2019

"Pensiero libero": a proposito della parmigianità

Molti, ma molti anni fa, un caro amico e collega, Giuseppe Barigazzi, mi portò al “Parmigiano”, un ristorante di Milano che non c’è più e dove si mangiavano squisiti tortelli d’erbetta, per conoscere Antonio Guerci, Console della Famìja Pramzàna a Milano. L’intento era quello di farmi entrare di striscio per dare una mano nel Consolato meneghino. Fui lusingato, ma feci capire senza indugi che il caro Console, simpaticissimo e arguto, non poteva contare su di me perché per Gente giravo l’Italia - e non solo - e avevo spesso la valigia pronta, la mattina non sapevo dove avrei dormito la sera. Molti anni dopo il destino ha voluto che, sul mio Pramzanblog, scrivessi proprio della chiusura ufficiale del Consolato milanese, che avvenne quando il 21 ottobre 2012, il Console Guerci e il suo Gran Ciamberlano Franco Guaglione vennero a Parma a riconsegnare lo Stendardo. Poi il 12 luglio dell’anno seguente, a 91 anni, morì anche Guerci. Si era chiusa definitivamente un’era. L’era della parmigianità dilagante, quando i parmigiani strajè erano tanti, sparsi in tante città della penisola e anche all’estero ed erano in gran parte legati dal senso di appartenenza, che li portava ad aggregarsi, a ritrovarsi in svariate occasioni, S.Ilario, la Rozäda, al Cestén ‘d Nadäl… Nella storia della Famìja ci sono stati Consolati a Milano...
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