O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìrt al nì / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vris andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär. / Int’il gróndi cuànd a pióva / l’àcua t‘ f a la sérenäda / e in-t-il tòrri traforädi / dvénta muzica anca al vént.


giovedì 13 dicembre 2018

Zona franca: intervista con Jacopo Piana, il signore dell'algoritmo

UNA MATTINATA NEL GIARDINO DEI TALENTI
PER CAPIRE COME SARÀ IL NOSTRO FUTURO
Pramzanblog ha trascorso qualche ora al "Talent Garden" di via Calabiana, a Milano, una vera e propria centrale operativa dell'innovazione, recentemente visitata anche dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, per parlare di algoritmi e di intelligenza artificiale con Jacopo Piana, un giovane di 32 anni che dopo le prime esperienze accademiche e lavorative all'estero ha scelto di tornare in Italia per avviare una startup, che ha già sedi anche a Londra, Dubai e a Lima
di ACHILLE MEZZADRI
Si fa presto a dire algoritmo. Penso che molti sappiano che cos’è senza in realtà saperlo. E soprattutto senza capire davvero che in un modo o nell’altro, in particolare dall’avvento dell’era informatica, l’algoritmo ci ha cambiato la vita e ha praticamente il passepartout del futuro dell’umanità. Ecco perchè, grazie a un volo Emirates da Dubai alla Malpensa, avendo avuto come vicino di poltrona il dottor Jacopo Piana, un giovanotto di 32 anni che con gli algoritmi ci va a colazione, mi è venuta la folgorazione di conoscerlo meglio attraverso un’intervista che ospito qui, nelle pagine di “Zona franca”. Perché credo che possa servire a chiarire le idee non soltanto a me, della generazione prima metà del secolo scorso, ma anche a tutti coloro che sarebbero felici di capire com’è possibile che il magico mondo degli algoritmi e dell’intelligenza artificiale possa spalancarci le porte del futuro, aiutando l’uomo ad avere sempre maggiori opportunità. L’incontro è avvenuto in via Calabiana 6, a Milano, e precisamente al Talent Garden, una specie di centrale operativa dell’innovazione, dove Piana si è ritagliato uno spazio con la sua startup che ha battezzato, guarda un po’, Quick Algorithm, con sedi estere a Londra, Dubai e Lima. Cominciamo subito a conoscerlo attraverso le sue parole. “Da bambino ero un sognatore, come tutti quelli nati nel segno dei Gemelli. Però non avevo un sogno particolare, ne avevo tanti. E non sono cambiato. Mi considero una persona volatile, ho svariate passioni. All’algoritmo sono arrivato per gradi, dopo averne appreso il significato... 

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