/// O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

Un po' in anticipo....


sabato 1 dicembre 2018

Una nuova rubrica di Pramzanblog: "Pensiero libero"

A PROPOSITO DELL'ULTIMO SALUTO

Secondo le statistiche ogni giorno, nel mondo, muoiono di fame ventiquattromila persone ed altre tremilacinquecento in incidenti stradali. Aggiungiamoci tutte quelle che se ne vanno per guerre, omicidi, esecuzioni capitali e malattie e si può capire che quotidianamente il genere umano è in lutto perenne. Ma come reagisce? I modi, così come le tipologie di morti, sono i più disparati. Ci sono il pianto gridato e quello sommesso, la lacerazione esteriore e quella interiore, la partecipazione sincera dei veri amici e quella dei figuranti che devono “assolutamente esserci”, per far parte del coro nello show del dolore. Faccio queste riflessioni perché troppo spesso assisto al trionfo dell’ipocrisia, con la corsa a dimostrare sui social, oppure con i necrologi sui giornali, che l’estinto (o l’estinta) era un amico carissimo, una persona meravigliosa, un esempio di rettitudine morale. E magari invece...

2 commenti:

bedo 1° ha detto...

Sacrosanto....

Unknown ha detto...

Condivido e tu sai il perché