/// O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

martedì 14 febbraio 2017

Considerazioni su San Valentino e altre feste

THE SYSTEM
La mimosa d’ordinanza per la festa delle donne. I baci Perugina per quella degli innamorati. I fiori per la mamma. Il portachiavi per il papà. Va così. È THE SYSTEM a volere queste liturgie. Per un giorno TUTTI dobbiamo ricordarci che c’è una mamma, un papà, o la nostra “metà”. THE SYSTEM vuole perfino ricordarci che ci sono le donne… Allora perché non la festa degli idraulici, delle prostitute, degli insegnanti di educazione fisica, dei geometri? A THE SYSTEM (traduzione del “il consumismo al potere”) non gliene frega niente delle mamme, dei papà, degli innamorati, tanto più delle donne (basta vedere certe pubblicità dove le donne hanno perdite, puzzano e danno giù di matto per un brillantante). THE SYSTEM è implacabile. PER UN GIORNO son tutte belle le mamme del mondo, anche quelle che dei figli non gliene frega un bel nulla (ci sono, ci sono), anche quelle che li abbandonano…. E per gli altri giorni? Vadano a farsi fottere. THE SYSTEM la pensa uguale per le donne. Tonnellate di mimose, gioiellini, fiorellini PER UN GIORNO. A tutte. Alle belle, alle brutte, alle minorenni, alle tardone, alle nordiche e alle terrone. Tutti inchinati alle donne PER UN GIORNO. Affari d’oro per i fioristi e i gioiellieri. Poi uscita libera per i maschilisti, gli sfruttatori, gli stupratori. Ma THE SYSTEM non si fa mancare nulla e vuole dire la sua anche per SAN VALENTINO. Anche lì, cioè anche OGGI, fiumi di parole (d’amore), tonnellate di fiori, gioielli e gioiellini, cenette al lume di candela. PER UN GIORNO. E poi? Che gli innamorati vadano a farsi fottere. Senza lavoro o con lavori precari. Senza la possibilità di “mettere su casa”, di fare figli. In molti casi ancora sulle spalle dei genitori. Ma, eh diamine, San Valentino DEVE essere la festa dell’amore. Una grande festa. Un’indimenticabile festa. Il giorno dopo puoi anche sputarci in faccia alla tua bella. Non fa denari.
Allora, qual è il senso di questo sfogo? Che sarebbe una bella cosa ribellarsi (tutti insieme si può) a questo SYSTEM. Omaggiare le donne (rispettandole) 364 giorni all’anno, all’infuori dell’8 marzo. Ricordarsi dei papà 364 giorni all’anno, all’infuori del 19 marzo. Amare le madri (quelle che meritano -che sono la maggioranza- quelle che ci hanno insegnato a camminare nella vita e che non si sono limitate a trastullarci) ogni santo giorno. Rispettare ed amare la propria “metà” ogni momento del giorno e delle notte. Senza ipocrisie, noie e paranoie. Sentire la “responsabilità” dell’amore, senza se e senza ma. Senza trincerarsi dietro frasi becere e passatiste come “ma i tempi sono cambiati”. Certi valori non cambiano mai. L’amore, il rispetto, l’amicizia, la lealtà.  Non è che si possono maltrattare, sfregiare, uccidere le donne perché adesso “lo fanno tutti”. Non è che certi preti possono avere le amanti perché anche altri loro colleghi le hanno. Eccetera eccetera.
Insomma, l’amore va messo alla prova ogni giorno. Ricordandosi SEMPRE che ogni nostra METÀ è appunto una nostra METÀ. Fa parte di noi. Non sono i fiori o i gioiellini a fornire la percentuale di un amore. Sono le condivisioni di vita, nei giorni felici e in quelli tristi. Sono i piccoli momenti quotidiani. Addormentarsi abbracciati o mano nella mano, rimboccare le coperte con amore al proprio bambino o al proprio cagnolino, fare la spesa insieme, superare con serenità le sterminate praterie della passione (dove tutto va bene sempre) per vivere poi con profonda consapevolezza le stagioni seguenti, che, volendo, possono dare gioie perfino maggiori, perchè possono durare per sempre.

Questo si dovrebbe dire oggi, SAN VALENTINO 2017, alla propria “metà”. Solo due parole: TI AMO.

2 commenti:

bedo 1° ha detto...

"Ti amo": due parole meravigliose da usare tutti i giorni, a partire dalla vita quando apri gli occhi fino alla sera quando li chiudi...

Carlo Castriota ha detto...

Scusami, Achille, se mi approprio di uno spazio per motivi diversi dalla sua creazione, ma vado subito a spiegarmi: mi chiamo Carlo Castriota, giornalista romano che sta raccogliendo quanto più materiale possibile sulla mitica TAMARA BARONI. Ti chiedo se possibile una tua collaborazione a questo mio fine, anche se - ripeto - lo faccio in una sede impropria: il fatto è che non ho rintracciato sul tuo blog la possibilità di contattarti altrimenti.
Puoi scrivermi ed inviarmi qualsiasi cosa alla mia e-mail:
carlo_castriota59@libero.it

Grazie!

Carlo Castriota