/// O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

sabato 7 dicembre 2013

Una triste notizia per Parma e l'ambiente della musica: la morte di Elena Formica

È SCOMPARSA LA GIORNALISTA ELENA FORMICA
La giornalista, preziosa collaboratrice della "Gazzetta di Parma", aveva solo 51 anni
di ACHILLE MEZZADRI
Ciao Elena, pubblico, tratta dalla "tua" Gazzetta di Parma, la tua fotografia. So bene che non ti piaceva  apparire come una protagonista e che preferivi metterti al servizio degli altri piuttosto che "apparire". È la dote dei migliori ed io, anche se ti ho conosciuto "di striscio", penso che abbia fatto parte di questa categoria. Ci siamo conosciuti una volta, a una cena dopo un concerto del tuo amico (ma ne avevi tantissimi) Marco Berti. Sei stata tu ad agevolarmi, creandomi un posto accanto a lui, per consentirmi di "rompergli le scatole", giornalisticamente parlando, durante la cena. Poi ci siamo sentiti al telefono un paio di volte, tutto qui. Ma ero certo che, se avessi avuto ancora bisogno di te, tu mi avresti aiutato con il cuore. L'anno scorso, in occasione di un servizio sul concorso verdiano di Busseto, Paolo Zoppi nella sua rubrica "Su il sipario" mi mandò varie foto e in una c'eri tu. Poi mi telefonò: "Elena chiede di togliere la sua foto. Non ci tiene". E io la tolsi subito, anche se non felicissimo,  per rispetto a una persona che stimavo. Oggi, dopo aver appreso che ci hai lasciato così presto, a soli 51 anni, ho telefonato a Mauro Biondini, uno dei tuoi tantissimi amici. Senti cosa mi ha detto: "Elena era una persona speciale. Una storica collaboratrice della Gazzetta, ma non solo. Collaborava a prestigiose riviste musicali, ha visto spettacoli importanti dappertutto, nei più importanti teatri, era amica personale di tantissimi grandi cantanti. Ha curato l'ufficio stampa di molte manifestazioni, ha fatto bellissime recensioni ai miei lavori, aveva uno stile chiaro, diretto, comprensibile da tutti e non soltanto dagli addetti ai lavori. Era per me una vera amica e sono qui a chiedermi come si può perdere una persona così.  Fino all'ultimo, fino a quando nell'estate scorsa è stata aggredita da una malattia che non perdona, ha lavorato per la musica, per Parma, per onorare la sua grande passione. Curava l'organizzazione di una grande mostra a Parigi per il Bicentenario verdiano. Lascia un vero vuoto e non è un luogo comune nel suo caso"
Achille Mezzadri
IL SERVIZIO DELLA GAZZETTA DI PARMA

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