/// O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

mercoledì 27 novembre 2013

La favola di Pepén dall’inizio ai giorni nostri -1-

LUIGI CLERICI: "PEPÉN, MIO PADRE"
Raccontiamo in due puntate la storia della celebre paninoteca di borgo Sant’Ambrogio - Oggi rievochiamo il primo periodo, dal 1945 al 1962, attraverso i ricordi di Luigi Clerici, il primogenito dei leggendari Pepèn e Lidia - “Oltre ai panini i miei genitori proponevano anolini pasticciati, tortelli, gnocchi” - “Papà inventò anche un richiestissimo servizio di catering” - “Nel 1962 scelse l’esilio volontario nel Tigullio, ma diceva sempre: po tornèmma a Pärma” - “A Bocco di Leivi riuscì a parmigianizzare i liguri”
di ACHILLE MEZZADRI
* PRIMA PUNTATA*
Ci vorrebbe una guida turistica che trattasse la paninoteca Pepèn di borgo Sant’Ambrogio alle stregua di Duomo, Battistero, parco Ducale, Teatro Farnese, San Giovanni, Camera di San Paolo, Palazzo del giardino, Cittadella, Teatro Regio e via di questo passo. Perché Pepèn non è una paninoteca bastachessia. È piuttosto un monumento, un trionfo di profumi, una gioia per il palato. Insomma, l’essenza stessa della parmigianità. Questo capolavoro lo inventò, nel 1945, Giuseppe Clerici, detto appunto Pepèn, fratello dei celebri attori Italo e Giulio, che aveva al suo fianco una donna straordinaria, Lidia Del Monte, volto, mani e cuore da rezdóra. Una storia dal profumo di Parma che vogliamo raccontare in due puntate perché …….
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2 commenti:

Massimo il Panaco ha detto...

che post spétacolär a 'm vén bélè fama

ACHILLE MEZZADRI ha detto...

Anca a mi