/// O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

mercoledì 20 novembre 2013

E se non vi interessa il ciclismo, il 30 novembre…. via con il dialetto!

LA BENEMERITA AVIS SAN MARTINO PRESENTERÀ
I PRAMZÀN ARIÓS IN "AL ZIO CME STAL?" 
Non solo la Malori's Night il 30 novembre, ma anche un appuntamento molto ma molto sfizioso per gli amanti delle commedie dialettali - Nel teatro parrocchiale Beato Cardinal Ferrari in via Paradigna, l'Avis San Martino propone un'esilarante commedia della compagnia "Pramzàn Ariòs": Al zio cme stal?, di Daniele Pecorari
Non solo ciclismo la sera di sabato 30 novembre. Mentre a Fidenza, nella sede della Pinko, si celebrerà la "Malori's Night", anche gli appassionati di dialetto avranno la loro serata "gaudiosa". La benemerita (e attivissima) Avis San Martino propone infatti un appuntamento dialettale che, nel Teatro parrocchiale Beato Cardinal Ferrari di via Paradigna vedrà in scena la compagnia "Pramzàn ariòs" con l'esilarante commedia di Daniele Pecorari Al zio cme stal?. Noi che (con maestro di cerimonie Giuseppe Mezzadri) cerchiamo di avventurarci nel sentiero del dialetto scritto "puro" (usando come "Vangelo" il dizionario Capacchi) dovremmo storcere il naso anche solo di fronte al nome della compagnia scritto in locandina: "Pramzàn ariòs", mentre si dovrebbe scrivere "arjóz", e anche al cospetto del titolo della commedia Al zio cme stal?, dove si dovrebbe scrivere st'al?. Ma, intendiamoci, chissenefrega: quello che conta è tener vivo il dialetto e farlo conoscere ai giovani, unica possibilità per diffonderlo. Quindi, con tutto il rispetto per il compianto purista doc Capacchi, ben vengano anche i "dissacratori del purismo". Che poi lo stesso Daniele Pecorari (che recitò da ragazzino con Bruno Lanfranchi e l'Ettorina Cacciani) autore della commedia e fondatore nonchè anima della compagnia assieme alla moglie, la primattrice Irene Mori, spiega: "Noi non vogliamo dissacrare niente. Par caritè. Ė che non è facile scrivere il dialetto e gli stessi attori si troverebbero in difficoltà a leggere copioni pieni di accenti acuti e gravi, dieresi, i lunghe e via di questo passo. Allora, per la filosofia del pärla cme 't magn, io tutte le mie commedie (che sono già sedici) le ho scritte… come si parla. E gli attori, che parlano il dialetto ma non lo sanno scrivere, così imparano le parti senza fatica". In fondo al gh'à ragión anca Pecoräri. Basta che la gente venga a teatro, si diverta e… ci torni. "Le soddisfazioni non mancano", spiega. 
La compagnia "Pramzàn ariós"
"La nostra base generalmente è il teatro parrocchiale di Corcagnano e lì facciamo sempre dei pienoni. E anche questa Al zio cme stal?, che ha debuttato al festival del teatro dialettale di Varano Marchesi, è già, con Paradigna, alla quarta recita. Piace e diverte. Ma non stiamo fermi, sapete? Stiamo già provando il nuovo lavoro teatrale, che è sulla vita, a Parma, di padre Lino, e che andrà in scena, ancora con l'Avis San Martino, nella prossima primavera, a ridosso del 90° anniversario della scomparsa del frate santo. Si intitolerà Padre Lino al Sant ädla Nonziäda.  Vedrà in scena 15 personaggi, un lavorone. Io ovviamente sarò Padre Lino. Ho studiato tanto la figura del frate, ho letto libro, ho visto il film con Cavina, mi ha aiutato tanto il compianto padre Berardo Rossi, insomma ci teniamo tanto a fare una bella cosa per ricordare "al nostor Sant".
La primattrice della compagnia, Irene Mori

1 commento:

Massimo il Panaco ha detto...

dopo la partìda a g' vag pärché i 'm pjäson :-)