/// O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

mercoledì 2 ottobre 2013

SPECIALE FESTIVAL VERDI 2013 - La critica di Zoppi per "Simon Boccanegra"

LO SPETTACOLO HA FUNZIONATO
MA PER L'ENTUSIASMO C'È TEMPO

di PAOLO ZOPPI - Ventiquattro anni e la creazione di capolavori come Un ballo in maschera, La forza del destino, Don Carlo e Aida, furono necessari a Verdi per trasformare Simon Boccanegra da opera a capolavoro. Ventiquattro anni o poco più, venticinque a dire il vero, come recita la didascalia del libretto, sono stati necessari affinché l’agnizione si disvelasse e il destino si compisse. Lasso di tempo, il primo, iniziato con il fermo proposito da parte del Maestro di non prendere più impegni a data fissa, ricusando per ben due volte le richieste della Fenice per la composizione di una nuova opera.
I cosiddetti “anni di galera” rappresentavano un fardello ancora troppo pesante. Verdi, non appena affrancatosi dagli impegni “istituzionali”, volle essere libero di comporre quando, come e per chi voleva lui. Periodo tanto lungo per il secondo aspetto, da rendere la vicenda abbastanza complicata, riconoscendo così sempre maggior valore all’imprescindibile unità aristotelica di tempo e azione. Alla fine però, in seguito alla diplomatica ma ferma insistenza di Giulio Ricordi, Verdi si decise a prendere in mano lo spartito ....

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