/// O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

mercoledì 18 settembre 2013

Parma nelle cartoline di una volta -5-

UN FIORE ALL'OCCHIELLO DELLA CITTÀ: LA FIACCADORI
A occhio anche adesso strada al Duomo è così, almeno in questo scorcio, a parte il campanile, che è ancora ingabbiato. Ma quello che colpisce è soprattutto la dicitura della cartolina: "Libreria Fiaccadori". Significava l'orgoglio della città per la storica società editrice e libreria che il guastallese Pietro Fiaccadori, indoddisfatto di come procedeva la sua attività, a causa della censiura, nel Ducato di Modena e Reggio, aprì a Parma nel 1829, facendola diventare un punto di riferimento per tutto il mondo culturale di Parma e non solo. Dopo la scomparsa di Pietro Fiaccadori la libreria è passata di mano parecchie volte.

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