/// O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

martedì 3 settembre 2013

Bconsén 'd storja -1- Quando Maria Luigia "licenziò" San Paolo

MARIA LUIGIA, PRIMA ANCORA DI ARRIVARE A PARMA,
"LICENZIÒ" SAN PAOLO IN FAVORE DI SAN LUDOVICO
La duchessa, prima ancora di prendere possesso del suo Ducato, decise di ricavare dalla chiesa di San Paolo, chiusa dal 1810, la cappella palatina, destinata alle funzioni religiose della sua Corte - E le fece anche cambiare nome: da San Paolo a San Ludovico, in onore del santo di cui lei portava il nome (San Luigi, patrono di Francia)   - Il tempio fu aperto il 6 febbraio 1816, Maria Luigia partì da Vienna il 7 marzo e arrivò a Parma il 18 aprile
L'attuale ex chiesa di San Ludovico, in borgo del Parmigianino, da cui prende il nome la galleria d'arte comunale, ha origini antiche. La chiesa, originariamente dedicata a San Paolo (faceva parte del complesso del monastero benedettino di San Paolo) fu eretta nel 985 per volere del vescovo di Parma Sigifredo II che vi collocò le reliquie della martire cristiana Santa Felicola. La chiesa su rifatta nel 1584 e fu riconsacrata il 29 giugno 1604. Soppresso poi il monastero, la chiesa e la parrocchia furono soppresse dal vescovo Carlo Francesco Caselli nel 1810. Quando Maria Luigia, dal Congresso di Vienna, ebbe in dote il Ducato di Parma e Piacenza, pensò subito di avere una cappella palatina da destinare alle funzioni religiose della sua Corte, e scelse appunto la chiesa di San Paolo, facendole però cambiare nome. Scese quello di chiesa di San Lodovico, in omaggio a San Luigi (patrono di Francia) di cui portava il nome. Il tempio fu aperto il 6 febbraio 1816, mentre Maria Luigia partì da Vienna il 7 marzo e arrivò a Parma il 18 aprile. La facciata della chiesa fu rifatta dall'architetto Antonio Bettoli, mentre l'interno fu ridisegnato nel 1817 dal figlio Nicola Bettoli. Con l'Unità d'Italia la chiesa fu poi sconsacrata e agli inizi del '900 fu adibita a centrale elettrica. Dagli anni '90 del secolo scorso è nuovamente aperta al pubblico ed è utilizzata come galleria comunale per mostre temporanee ed eventi culturali.

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