/// O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

giovedì 1 agosto 2013

L'Editorialino - Parliamoci chiaro / La condanna di Berlusconi

SILVIO BERLUSCONI CONDANNATO
(per il momento senza interdizione):

COMUNQUE SI TRATTA DI UNA SCONFITTA ITALIANA



La Corte di Cassazione ha confermato la condanna dell’ex premier a 4 anni di reclusione (tre “risparmiati” dall’indulto) per frode fiscale, ma ha rinviato alla Corte di appello la determinazione riguardante l’interdizione dai pubblici uffici - Da oggi Berlusconi, per la prima volta da quando è implicato in una miriade di processi, è a tutti gli effetti un pregiudicato - Ma i suoi avversari politici e tutti coloro (milioni) che lo vedono come fumo negli occhi, hanno poco da rallegrarsi, in attesa della determinazione del tempo di interdizione - La sconfitta definitiva di Berlusconi in questo processo (anche se per il momento parziale) è anche una nuova bruciante sconfitta di questo Paese, che in “soli” 150 anni di Unità nazionale ha dovuto sorbirsi una dittatura, una guerra civile, la P2, ministri condannati in via definitiva (Previti), parlamentari condannati in secondo grado addirittura per associazione mafiosa (Dell’Utri) - Insomma, nessuno può cantar vittoria: povera Italia...
di ACHILLE MEZZADRI

Parliamoci chiaro: gli avversari politici e tutti coloro che lo vedono come fumo negli occhi, da vent’anni, da quando è sceso in campo, hanno poco da rallegrarsi per la condanna definitiva per frode fiscale di Silvio Berlusconi nel processo Mediaset (4 anni di reclusione di cui tre “risparmiati” dall’indulto anche se l’eventuale interdizione dai pubblici uffici dovrà essere rideterminata in Corte d’Appello). La sconfitta (per ora non completa, comunque definitiva) dell’ex premier, la prima da quando è implicato in una miriade di processi (in alcuni dei quali si è salvato non perché fosse innocente ma per prescrizione) non riguarda soltanto l’uomo di Arcore. È anche una nuova bruciante sconfitta della nostra Italia, che in “soli” 150 anni ...

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