O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìrt al nì / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vris andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär. / Int’il gróndi cuànd a pióva / l’àcua t‘ f a la sérenäda / e in-t-il tòrri traforädi / dvénta muzica anca al vént. /O lezgnolén ch’a t’ gh’é la góla dòra / indo ät imparé a cantär csi bén? / Al to gorghègg da ‘dentor tutti al fóra / e il coppiètti alóra is fan l’océn. / J’ò imparé a stär su ‘na pianta / cla se spécia in-t-un laghètt / indo gh’é un izolètta / con di ciggn bianch e morètt. / Tutt il siri là sentiva / i béj cant ädla coräla / e ’l me cór picén al capiva / che csì sól a s’ pól cantär.


mercoledì 19 giugno 2013

Le strade e le piazze di Parma nei volti dei personaggi a cui sono intitolate -31-

"UNA VIA, UN VOLTO": VIA FERDINANDO BERNINI

A Parma vale da anni la buona abitudine di affiancare ai nomi delle strade e delle piazze anche l'antica denominazione - Sarebbe interessante se accanto ai nomi dei personaggi ci fosse anche un ritratto - A questa piccola lacuna sopperisce Pramzanblog - Oggi proponiamo Via Ferdinando Bernini, che collega via Emilia Ovest con via Ravasini, nel quartiere San Pancrazio
FERDINANDO BERNINI (San Secondo Parmense 18 maggio 1891 - Bologna 12 marzo 1954). Fu sottosegretario alla Pubblica Istruzione nel terzo governo De Gasperi. Figlio del sindaco di San Secondo, l'ingegner Italo Bernini, e, per parte di madre, nipote dell'eroico garibaldino Luciano Dosi, distintosi nella battaglia di Bezzecca, dopo aver frequentato il liceo classico a Parma, si laureò alla Normale di Pisa nel 1913. Socialista, dal 1922 insegnò greco e latino prima al liceo di Arpino, poi al Romagnosi. Il regime fascista lo costrinse a ritirarsi dall'attività politica e dedicarsi totalmente agli studi filologici e storici. Esimio latinista, pubblicò un dizionario, diversi manuali di latino e la prima edizione della Cronica di fra Salimbene. Dopo il 25 luglio 1943 rappresentò il PSI nel Comitato d'azione antifascista di Parma e fu nominato direttore della Gazzetta di Parma. Fu eletto per il PSI nel consiglio comunale di Parma  il 2 giugno 1946 all'Assemblea Costituente. Dal 1947 tornò ai suoi studi e curò la Storia di Parma, pubblicata postuma nel 1954. La via che porta il suo nome gli fu intitolata nel 1965, sostituendo la denominazione provvisoria di strada A del quartiere Buffolara Marchi.

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