/// O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

mercoledì 12 giugno 2013

Le strade e le piazze di Parma nei volti dei personaggi a cui sono intitolate -28-


"UNA VIA, UN VOLTO": VIA ANTONIO GALLENGA
A Parma vale da anni la buona abitudine di affiancare ai nomi delle strade e delle piazze anche l'antica denominazione - Sarebbe interessante se accanto ai nomi dei personaggi ci fosse anche un ritratto - A questa piccola lacuna sopperisce Pramzanblog - Oggi proponiamo Via Antonio Gallenga, che, nel quartiere Molinetto, collega Via Volturno con Via Isola
ANTONIO GALLENGA (Parma 4 novembre 1810 - The Falls Llandogo 16 dicembre 1895). Fu un giornalista e patriota. Per aver partecipato ai moti del 1831 a Parma, andò in esilio prima in Corsica e poi a Marsiglia.  Iscritto alla Giovane Italia con il nome di battaglia di "Procida", si propose di pugnalare il re di Sardegna, Carlo Alberto, ma poi rinunciò. Nel 1836 si imbarcò a Gibilterra e sbarcò a New York, per poi stabilirsi a Boston, dove entrò nel giro degli intelletttuali. Tre anni dopo si trasferì a Londra dove lavorò come giornalista e firmò molti articoli con lo pseudonimo di Luigi Mariotti. All’inizio del 1842 tornò nel Nordamerica, attrattovi dalla promessa di una cattedra di lingue e letterature moderne a Windsor, nella Nuova Scozia, ma dopo un solo anno, deluso dal livello del college, si dimise. Al ritorno a Londra lo attese una vita di sacrifici.Nel 1847, naturalizzatosi inglese, sposò a Manchester Juliet Schunk, figlia di un ricco industriale tessile di origine tedesca, che morì nel 1855 dopo avergli dato due figli. Nel 1858 fu la volta dell’irlandese Ann Johnstone, che lo rese padre altre due volte. Nel 1848 rientrò in Italia e si adoperò per l'annessione di Parma al Regno di Sardegna. Nel 1854 fu eletto deputato alla Camera Subalpina. Nel suo libro in inglese History of Piedmont, pubblicato nel 1855, rivelò il suo antico proposito di uccidere Carlo Alberto e a seguito delle polemiche che ne seguirono, fu costretto alle dimissioni dalla sua carica parlamentare. Continuò a lavorare come giornalista, seguendo come corripondente del Times la seconda Guerra d'Indipendenza, la spedizione dei Mille, la guerra di secessione americana, la guerra austro-prussiana del 1866  e quella franco-prussiana del 1870-71.

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