/// O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

giovedì 13 giugno 2013

Giuseppe Barigazzi: il figlio Jacopo e i colleghi lo ricordano dieci anni dopo

CARO BARIGA, TI RICORDIAMO COSÌ
Il 14 giugno 2003, a Milano, moriva una delle firme più illustri del giornalismo parmigiano e nazionale - Cresciuto giornalisticamente alla Gazzetta di Parma, si affermò a Milano in varie testate e come autore di libri di grande successo - Il ricordo del figlio Jacopo e di Maurizio Chierici, Bruno Rossi, Renzo Magosso, Massimo Borgnis e Fulvio Scaglione
di ACHILLE MEZZADRI

Ricordare Bariga. Già, noi lo chiamavamo così, per far prima, ma soprattutto, direi, come indice di affetto. Perché Giuseppe Barigazzi, scomparso dieci anni fa precisi, il 14 giugno 2003, era uno che sapeva farsi voler bene. Un grande pro-fessionista, ma anche un gentiluomo d’altri tempi, con valori che la società moderna purtroppo continua a perdere giorno dopo giorno. Un uomo assetato di cultura, che amava l’arte, la musica, la letteratura, la storia, che aveva una biblioteca sterminata, più di 15 mila volumi, che odiava la superficialità e che con pazienza certosina andava a sfrugugliare le pagine dei suoi tanti libri per andare a trovare la “chicca” che potesse impreziosire un articolo. Felice, quando si presentava il caso,  di poter aiutare un collega. Conobbi .........

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