/// O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

sabato 29 giugno 2013

Paolo Bucci si prepara alla sua terza “Badwater”

SI CHIAMA ANDREA LA BELLA RUNNER
CHE AFFIANCHERÀ BUCCI NELLA VALLE DELLA MORTE
L’ultrarunner di San Polo di Torrile è ormai pronto ad affrontare per il terzo anno consecutivo la Badwater, la corsa più massacrante del mondo - Quest’anno, a precedenza delle due edizioni passate, avrà al suo seguito un team di supporter di tre persone: il regista e videomaker Walter Perotti (già suo compagno di avventura l’anno scorso), il francese Christian Aubert e un’affascinante runner californiana di 38 anni, Andrea Casella Kooiman, madre di due figli - “Quando sono cominciati i nostri contatti per l’inserimento nel mio team”, dice Paolo “credevo, dal nome, che fosse un uomo, invece...” - “Speriamo che durante la corsa la sua bellezza non mi distragga”
di ACHILLE MEZZADRI
Tempo fa, quando Paolo Bucci mi parlò per la prima volta della sua terza partecipazione alla Badwater (che si svolgerà dal 15 al 17 luglio) mi disse che avrebbe avuto al suo seguito un team di supporter formato da tre persone: Walter Perotti, che già gli fu partner l’anno scorso, un francese, Christian, e un californiano, Andrea. Invece poi: “Parola torna indrè: quell’Andrea californiano non è un uomo ma una gran bella donna di 38 anni, sposata e madre di due figli, con una passione sfrenata per le trail”. Proprio così. Andrea Casella Kooiman, californiana, 38 anni compiuti l’8 febbraio, residente a Mission Viejo, Caifornia, è una tipa ..........
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Oggi festeggiamo il compleanno di...

venerdì 28 giugno 2013

La scomparsa di un grande frate: padre Berardo Rossi


QUANDO PADRE ROSSI CI DISSE:
PER PADRE LINO PROVVEDERÀ LA PROVVIDENZA
Avrebbe compiuto 91 anni il prossimo 5 agosto - Fu tra i fondatori dell'Antoniano di Bologna di cui fu direttore per 40 anni - Fu, accanto a Mariele Ventre, l'anima dello Zecchino d'oro - A Parma dal 2003, nel 2008 ricevette il premio Sant'Ilario di Parma Nostra e nel 2008 rilasciò a Pramzanblog una preziosa intervista, nella quale parlò del processo di beatificazione di Padre Lino
di ACHILLE MEZZADRI
Parma ha perso un frate molto amato: padre Berardo Rossi, che il prossimo 5 agosto avrebbe compiuto 91 anni. Un frate importante: all'Annunziata da dieci anni, nato a Montecuccolo di Pavullo nel Frignano, era stato per 40 anni direttore dell'Antoniano, diventando anche, assieme a Mariele Ventre, la mai dimenticata direttrice del coro dei bambini, l'anima dello Zecchino d'oro. Curiosamente, quando l'Antoniano decise di prendere in carico l'organizzazione dello Zecchino d'oro, di fronte all'entusiasmo dei suo confratelli, fu lui l'unico, padre Rossi, ad opporsi, e anche con vivacità. Ma poi accettò il progetto e diventò il punto di riferimento del concorso canoro. Io ebbi la fortuna di conoscerlo, a Bologna, quando mi recai all'Antoniano per mettere i sei gemelli Giannini, allora di 4 anni, nelle mani di Mariele che li preparò per una partecipazione canora a Domenica in. Sorridente, paterno, simpatico, molto "bolognese": questo fu il ricordo che mi portai via da Bologna. Poi padre Rossi l'ho ritrovato cinque anni fa, dopo la nascita di Pramzanblog, grazie a una preziosa intervista che mi concesse in ottobre, imperniata sul tema del lentissimo processo di beatificazione di padre Lino. Parlammo tanto di questo e mi disse: "Ci vuole un miracolo, ma provvederà la Provvidenza". Parlammo anche  del rapporto dei parmigiani con la fede, dell'integrazione degli immigrati. Una bella intervista, che riproponiamo integralmente.
L'INTERVISTA DEL 30 OTTOBRE 2008
A parlare di Padre Lino, ma non solo, con Padre Berardo Rossi, 86 anni, frate minore del Convento della Santissima Annunziata.  Padre Berardo è a Parma solo dal 2003, ma è diventato subito, da allora, un'istituzione della città. Perché è arrivato preceduto da un passato illustre (è stato tra i fondatori e poi direttore dell'Antoniano di Bologna, ha scritto un sacco di libri - tra i quali una biografia di Raimondo Montecuccoli (suo compaesano, di Pavullo nel Frignano, in provincia di Modena), la storia dello Zecchino d'oro e la  biografia di  Mariele Ventre, la mitica direttrice del coro dell'Antoniano), ma anche perché è diventato uno dei cuori pulsanti dell'Oltretorrente, del quale il Convento dell'Annunziata (con la spartana cella di Padre Lino ancora spoglia come la lasciò il "santo") è la "porta d'ingresso", baluardo di spiritualità. E infine perché, particolare non minore, è vicepostulatore della causa di beatificazione di Padre Lino. Ed è proprio del frate dalmata che entrò nel cuore dei parmigiani, senza mai più uscirvi, che comincio l'intervista con Padre Berardo.
Parliamo subito, se non le dispiace, del processo di beatificazione di padre Lino. Per i parmigiani il frate dalmata è già santo da un pezzo, ma il processo di beatificazione è cominciato nel 1942 e frate Lino è Venerabile dal 26 marzo 1999. Però, di beatificazione, non se ne parla ancora... Come mai, padre Berardo? Lo chiedo a lei che dovrebbe saperne qualcosa, visto che è vicepostulatore.
Lo so, a questo punto c'è un po' di impazienza. Tutti a Parma lo vorrebbero già santo, ma i tempi della Chiesa, nei processi di canonizzazione, sono molto lenti. Non c'è da meravigliarsi. Però vorrei citare il grande scrittore parmigiano Giovannino Guareschi che diceva: "Perché lo volete fare santo? Ma lasciamolo così...". E Guareschi aveva molto amato Padre Lino. Aveva 16 anni quando lui morì, e probabilmente lo aveva anche conosciuto. Anzi, quasi certamente, perché chi non aveva conosciuto padre Lino, allora? Guareschi ha anche ricordato il frate in un bellissimo racconto.
D'accordo, Guareschi in fondo interpretò il pensiero dei parmigiani: che cosa conta fare santo Padre Lino, tanto per noi lo è già. Però resta il fatto che sono passati 84 anni dalla scomparsa del frate...
Tutti sappiamo che l'iter è lungo e pieno di ostacoli da superare, perché la Chiesa è estremamente rigorosa e valuta ogni aspetto della vita dello scomparso. Prima l'iter prevede l'indagine in sede diocesana, che si è concluso ed è stato rimesso alla Santa Sede. Nuove indagini, e conclusione anche di queste. Così Padre Lino, nel 1999, ha ottenuto il titolo di Venerabile.
Almeno quello. Ce n'è voluto di tempo: settantacinque anni...
Be', direi che c'è stata anche un pochino di disattenzione...
E adesso che cosa manca per arrivare almeno alla beatificazione?
La certificazione di un miracolo.
Che però non arriva...
Ormai, da anni, c'è una grandissima difficoltà nell'ottenere la certificazione dei miracoli, anche per motivi di privacy. E' diventato estremamente arduo ottenere la documentazione di guarigioni "miracolose". E questo spiega perché ormai da tempo i miracoli vengono quasi tutti "accertati" in Africa, Asia, Sudamerica. Qui da noi è sempre più difficile. D'altro canto la Chiesa ha regole severissime: senza certificazioni di miracoli la causa non va avanti.... Sono regole così restrittive che sembra che la Santa Sede abbia intenzione di modificare un po' le disposizioni.
Allora, per quanto riguarda Padre Lino...
La Santa Provvidenza provvederà...
In ogni caso, ribadisco, Padre Lino è già Santo per i parmigiani...
Non solo per i parmigiani. Papa Paolo VI, nel 1967, in un discorso ai Francescani, riportato dall'Osservatore Romano, disse che c'erano due esempi da seguire: quello di San Francesco e quello di frate Lino da Parma... Un fatto unico: un Papa in persona ricordare le virtù del nostro frate!
Anche i giovani venerano Padre Lino?
Certamente. Per esempio l'anno scorso il Comune di Parma ha bandito un concorso nelle scuole per la realizzazione di piccoli filmati sul frate: Pensi che una scuola di Baganzola, quindi un altro comune, ha chiesto una deroga per poter partecipare...
Viene molta gente a visitare la sua cella?
Molta gente non è possibile, per difficoltà logistiche e anche di sicurezza. Ma la cella, che è stata riportata alla stessa spartanità in cui si trovava ai tempi di padre Lino, è visitabile, su prenotazione.
Come si manifesta la devozione dei parmigiani a Padre Lino?
In molti modi, con grande spontaneità. E lo vediamo anche alla Villetta, soprattutto in questo periodo. L'Ade poi, con il suo presidente Carletto Nesti,  con uno spirito di grande sensibilità, ha favorito il movimento popolare, con serie di iniziative molto apprezzate.
A che livello è secondo lei il rapporto dei parmigiani con la fede?
Posso dire che Padre Lino è un veicolo di religiosità notevole. La sua presenza a Parma ha lasciato il segno. Pochissimi scritti, nessun trattato teologico, ma la sua presenza nel carcere di San Francesco, nel riformatorio, nelle strade, nei borghi... Questa sua presenza non è mai stata dimenticata ed è entrata nei cuori dei parmigiani. L'esempio della sua saggezza. Faccio un esempio. Morì un massone e il vescovo, il Guido Maria Conforti, parmigiano, vietò il funerale. Ma un corteo funebre si formò egualmente e padre Lino vi partecipò, seguendo la bara e facendo recitare il rosario a tutti. Fu una trasgressione e non mancò chi lo fece presente al vescovo Conforti, il quale rispose: "Vorrei che molti trasgredissero le mie direttive in questo modo"...
Lei è un un punto chiave della città, proprio all'ingresso dell'Oltretoprrente, pieno di immigrati. C'è razzismo a Parma?
Assolutamente no. Il nostro Convento è un buon punto di monitoraggio perché alla Mensa di Padre Lino viene ogni giorno un centinaio di immigrati, di ogni colore e nazionalità. Nessuno ci ha mai segnalato episodi che si possano collegare al razzismo.
È possibile l'integrazione degli immigrati?
Bisogna che un frate ci creda. Ma anche un frate ha un po' di difficoltà a interpretare, per esempio, il rapporto con i musulmani, per lo meno con quelli più intransigenti, quelli che chiamano i cristiani "gli infedeli". In questi casi il rapporto diventa difficilissimo.
Secondo lei Padre Lino, che fu il paladino dei detenuti e dei diseredati, adesso nell'Oltretorrente sarebbe il paladino degli immigrati?
Penso proprio di sì. Le ricordo che Padre Lino, ai tempi, era suddito di Cecco Beppe, l'imperatore Francesco Giuseppe d'Austria, che governava un impero sterminato, con tante razze diverse. Il nostro frate, prima in Dalmazia poi a Parma, ebbe a che fare con varie etnie. E si trovò bene con tutti. Quindi non vedo come adesso potrebbe comportarsi diversamente.
Achille Mezzadri(Foto, dall'alto: 1) Padre Berardo Rossi; 2) Padre Rossi con i minicoristi dell'Antoniano; 3) La cella di Padre Lino; 4) Padre Berardo; 5) La veneratissima tomba del frate alla Villetta; 6) Frate Lino da giovane; 7) Foto di padre Lino con autografo)
I funerali si terranno domani presso la Chiesa dell'Annunziata di Parma alle ore 9 e poi e nella Basilica dell'Antoniano di Bologna a mezzogiorno.

Da non perdere: lo spettacolo di Cludia Koll a Salsomaggiore

Le strade e le piazze di Parma nei volti dei personaggi a cui sono intitolate -35-


"UNA VIA, UN VOLTO": STRADA POMPONIO TORELLI
A Parma vale da anni la buona abitudine di affiancare ai nomi delle strade e delle piazze anche l'antica denominazione - Sarebbe interessante se accanto ai nomi dei personaggi ci fosse anche un ritratto - A questa piccola lacuna sopperisce Pramzanblog - Oggi proponiamo Strada Pomponio Torelli, che collega piazzale Risorgimento a via Montebello
POMPONIO TORELLI (Montechiarugolo 1539 - Parma 9 aprile 1608).  Figlio primogenito di Paolo Torelli, conte di Montechiarugolo, fu scrittore e poeta. Rimasto orfano in tenera età di entrambi i genitori,  crebbe sotto la tutela del duca di Parma. Postosi al servizio della corte parmigiana gli furono affidati molti incarichi non solo in Italia, ma anche nelle Fiandre e presso le corti di Parigi e Madrid, concludendo con Filippo II di Spagna la trattativa per la restituzione di Piacenza nelle mani dei Frnese. In segno di riconoscenza, nel 1583, fu nominato precettore del duca Ranuccio I Farnese. Importante fu anche il suo ruolo culturale: compose liriche, prose e cinque tragedie in versi. La strada gli fu intitolata il 30 ottobre 1926.

giovedì 27 giugno 2013

Adriano Malori partecipa per la terza volta al Tour de France

ARIA DI FRANCIA PER "MALO"
Il campione traversetolese della Lampre Merida, reduce dal terzo posto al campionato italiano a cronometro, sta per affrontare la Grande Boucle che comincerà in Corsica sabato 29, con la tappa da Porto Vecchio a Bastia - Nelle due cronometro individuali del 10 e del 17 luglio ritroverà grandi avversari come Tony Martin, Chris Froome, Alberto Contador, Richie Porte
Su Facebook Adriano Malori, prima di partire per la Corsica, da dove sabato 29 comincerà il Tour de France del centenario, ha scritto: "Con le forze ridpotte al lumicino oggi si parte per la Corsica. Non per ferie, ma per la gara più importante del mondo, il Tour de France".  "Malo" infatti è stato scelto per partecipare alla Grande Boucle assieme a Cunego, Bono, Cimolai, Favilli, Ferrari, Mori, Niemiec e Serpa Perez. Questa è la sua terza partecipazione al Tour, dopo quelle del 2010 (170°) e del 2011 (91°).
La prima delle due "crono" individuali
Non parte ovviamente con mire alla classifica, visto che si metterà al servizio di Cunego, però punterà alle due cronometro individuali del 10 luglio (Avanches - Mont Saint Michel di 33 chilometri) e del 17 luglio (Embrun - Chorges di 32 chilometri), nelle quali troverà avversari molto tosti, come il campione del mondo crono Tony Martin, Chris Froome, Alberto Contador, Richie Porte... 
La seconda delle due "crono" ijdividuali
Ma nel cuore il "Malo" ha anche il sogno di ripetere (e magari migliorare)  l'impresa del 2011 quando nella sesta tappa Dinan - Lisieux fu protagonista di una fuga solitaria di 215 chilometri: fu ripreso a poco più di due chilometri dall'arrivo. Forza Malo!

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mercoledì 26 giugno 2013

Le strade e le piazze di Parma nei volti dei personaggi a cui sono intitolate -34-

 "UNA VIA, UN VOLTO": VIA FELICE CORINI

A Parma vale da anni la buona abitudine di affiancare ai nomi delle strade e delle piazze anche l'antica denominazione - Sarebbe interessante se accanto ai nomi dei personaggi ci fosse anche un ritratto - A questa piccola lacuna sopperisce Pramzanblog - Oggi proponiamo Via Felice Corini, che collega strada Paradigna con via San Leonardo
FELICE CORINI (Parma 13 dicembre 1889 - Pegli 22 dicembre 1946). Ingegnere e politico. Frequentò le scuole dei Fratelli delle Scuole Cristiane e dei Salesiani e si laurerò in ingegneria al Politecnico di Torino nel 1912 e in matematica nel 1915 all'Università di Bologna. Dopo la fondazione del Partito Popolare Italiano fu segretario della sezione di Parma e poi segretario provinciale.  Nel 1924 fu eletto deputato per la circoscrizione dell'Emilia Romgna. Aderì alla secessione dell'Aventino e squadre di fascisti devastarono il suo studio. Nel novembre 1925 fu dichiarato decaduto da incarichi parlamentari. Da allora si dedicò alla professione e all'insegnamento.


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martedì 25 giugno 2013

Gli 80 anni di Claudio Abbado nella rubrica "State Allegri"

TANTI AUGURI MAESTRO ABBADO
Renzo Allegri ripropone una "storica" intervista che fece molti anni anni fa per "Gente" al direttore d'orchestra Claudio Abbado che domani 26 giugno compie ottant'anni - L'intervista destò scalpore per le dichiarazioni del maestro, contestate da una parte politica alla quale sembrava vicino - Ma Abbado non smentì mai le sue dichiarazioni, per altro registrate dal giornalista
Il maestro Claudio Abbado, uno dei più famosi direttori d'orchestra del mondo, domani compie ottant'anni e Renzo Allegri, il noto giornalista e scrittore che su Pramzanblog tiene la rubrica "State Allkegri" ci regala una "chicca": celebra a suo modo il compleanno del Maestro riproponendo una "storica" intervista che gli fece tanti anni fa per il settimanale "Gente". Diciamo "storica" perché destò scalpore, in quanto Abbado rispose senza reticenze anche a domande considerate poco pertinenti dal suo entourage, suscitando reazioni stizzose di una parte politica, il Pci, che si considerava a lui vicina. Molti chiesero la ritrattazione di alcune dichiarazioni, ma il Maestro non lo fece, anche perché le sue parole erano state tutte registrate da Allegri. Insomma, quello che potete leggere oggi è un articolo davvero interessante, per chi ama la musica e considera Abbado, qual è, un "grande" della musica contemporanea.

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lunedì 24 giugno 2013

La notizia del giorno: Silvio Berlusconi condannato

BERLUSCONI CONDANNATO IN PRIMO GRADO A SETTE ANNI DI DETENZIONE PER IL CASO RUBY
E ALL'INTERDIZIONE PERPETUA DAI PUBBLICI UFFICI

Le strade e le piazze di Parma nei volti dei personaggi a cui sono intitolate -33-

"UNA VIA, UN VOLTO": STRADA MACEDONIO MELLONI
A Parma vale da anni la buona abitudine di affiancare ai nomi delle strade e delle piazze anche l'antica denominazione - Sarebbe interessante se accanto ai nomi dei personaggi ci fosse anche un ritratto - A questa piccola lacuna sopperisce Pramzanblog - Oggi proponiamo Strada Macedonio Melloni, che collega strada Cavour a strada Garibaldi
MACEDONIO MELLONI (Parma 11 aprile 1798 - Portici 11 agosto 1854). Fu uno dei maggiori fisici italiani della prima metà dell'Ottocento. Dopo aver studiato presso la Reale Accademia di Belle Arti a Parma e aver studiato privatamente matematica e fisica, si recò a Parigi per apprendere l'arte dell'incisione. Nel 1827 gli fu assegnata la cattedra di fisica teorica sperimentale dell'Università di Parma. Nel 1830 si trasferì a Firenze. Nel 1837 re Ferdinando II di Borbone lo nominò professore di fisica a Napoli, direttore del Conservatorio di Arti e Mestieri e, dal 1847, dell'Osservatorio Vesuviano. La sua partecipazione attiva ai moti del 1848 gli costò una destituzione. Morì di colera nella sua casa di Portici. Nel 1882 gli fu intitolata l'antica Strada del Teatro, così chiamata perché conduceva al vecchio Teatro Ducale.

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domenica 23 giugno 2013

Val di Non... titolo per Adriano Malori

MELE TRENTINE INDIGESTE PER "MALO"
Nella crono Mollaro - Marilleva di 38,8 chilometri valevole per il campionato italiano professionisti su strada (sponsorizzata dalla Melinda) si è imposto il trentasettenne Marco Pinotti, della Bmc - Secondo Stefano Pirazzi,  della Bardiani, a 1'11", soltanto terzo il traversetolese Adriano Malori della Lampre Merida, a 1'28"
 Il "Malo" un po' se la sentiva. Alla vigilia della prova a cronometro in Val di Non, valevole per il campionato italiano, era un po'preoccupato per il percorso, non adattissimo alle sue caratteristiche e per la sua condizione fisica non ottimale. Sulla sua pagina di Facebook aveva scritto: "Eccoci qui alla vigilia del tanto atteso campionato italiano! Il percorso non è adatto a me, il fisico non è come lo vorrei... però la testa è tremendamente ON e carica di rabbia! Come direbbero gli 883, domani, nessun rimpianto! nessun rimorso! Vaaaaamo0sssss". Purtroppo oggi non ce l'ha fatta a vincere quel titolo "crono" che aveva conquistato due anni e fa e poi perso l'anno scorso per un solo secondo dietro a Cataldo. Quest'anno in Val di Non, nella patria delle mele Melinda, si è dovuto accontare del terzo posto, a 1 minuto e 28 secondi dal vincitore, il trentasettenne Marco Pinotti (sesto titolo in carriera) e a 17 secondi dallo scalatore Stefano Pirazzi del team parmigiano Bardiani.  Quarto il campione italiano uscente Dario Cataldo (a 1'43"), quinto Manuele Boaro (a 1'51").
L'altimetria della cronometro di oggi
La proverbiale grinta di "Malo" non è bastata. In effetti il percorso, più adatto ai passisti scalatori, non lo favoriva. Comunque il campione di Traversetolo, già uscito un po' abbacchiato dalla cron0metro nel Giro di Slovenia (dopo il trionfo nel Giro di Baviera) non deve abbattersi. Il mondiale a cronometro di settembre a Montecatini lo aspetta per rifarsi. Ha tutte le carte in regola per puntare in alto e migliorare almeno (e di molto) il decimo posto dello scorso anno.

Pramzanblog veste i colori della città, il giallo e il blu

UN'ESTATE ALLA PRAMZÀNA CON MAGLIETTA E CAPPELLINI
Anche la nostra mascotte, la cagnolina Cindy, è tra i testimonial della maglietta e dei capellini targati Pramzanblog

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venerdì 21 giugno 2013

La protesta dilaga in Brasile e tocca (di striscio) anche un angolo di Parma

ANCHE NATAL (DOVE VIVE TAMARA) SOTTO ASSEDIO
Da dieci giorni il Paese sudamericano una delle proteste popolari più veementi della sua storia recente - Centinaia di migliaia di brasiliani tengono sotto assedio 388 città, tra cui 22 capitali - Tra queste Natal, dove vive la parmigianissima Tamara Baroni con il marito e i figli - "Qui son tutti contrari agli sprechi statali e non vogliono il mondiale di calcio dell'anno prossimo" - "A Natal è tutto fermo e i miei figli, per prudenza, hanno lasciato i loro uffici  e sono tornati a casa"
Così si presentava ieri sera uno dei corsi di Natal, la capitale dello Stato brasiliano di Ro Grande Do Norte, dove vive Tamara Baroni (nel tondo) con il marito e i figli
Giornali, radio e televisioni stanno documentando quello che sta succedendo in Brasile da dieci giorni. Folle oceaniche sono scese nelle strade e nelle piazze dell'intero Stato federale per protestare contro gli sprechi statali e in particolare contro gli investimenti per la Confederation Cup (in corso di svolgimento), per il Mondiale di calcio dell'anno prossimo e per le Olimpiadi di Rio de Janeiro nel 2016. Si conta già un morto nello Stato di San Paolo. Sotto assedio 388 città, tra cui 22 capitali. Una di queste è Natal, capitale dello Stato Rio Grande Do Norte, dove vive Tamara Baroni con il marito Gianni Garbellini e i tre figli, Ciro, Sara e Marco.  "Sì, la protesta è arrivata anche qui, migliaia di persone invadono le strade", ci ha detto al telefono l'ex attrice ora scrittrice e poetessa "e tutto è fermo. La gente, in massa, protesta contro lo Stato e la presidente Dilma Rousseff per i massicci investimenti in campo sportivo. Tutti contro il mondiale di calcio dell'anno. Noi fortunatamente siamo al sicuro, ma i miei figli, tutti e tre avvocati, hanno lasciato per prudenza i loro studi e sono tornati a casa".

Scosse telluriche di magnitudo 5.2 avvertite in tutto il Centro Nord

SCOSSA DI TERREMOTO ALL'ORA DI PRANZO
GAZZETTA DI PARMA
PARMA.REPUBBLICA

Torna l’annuale Rozäda äd San Zvàn

A MANGIAR TORTELLI SOTTO LE STELLE
Domenica 23 giugno all’insegna della tradizione con tavolate di mangiatori di tortelli d’erbetta sia in città, sia in provincia, in attesa della magica “rozäda”
La rozäda äd San Zvàn, la rugiada di San Giovanni, che da una vita ha perso il suo reale marchio di fabbrica per diventare, tout-court, “tortellata di San Giovanni”. Perché, il tutto avviene nella notte in cui si attende la “rugiada”, ma in realtà si tratta di un convivio generalizzato di sbafatori di tortelli, in città come in provncia. Che poi la rugiada arrivi, si “senta” sulla pelle o nelle ossa, poco importa. Quello che importa è che i tortelli siano buoni. E anche i salumi, la torta frita, il lambrusco. Festa popolare che, a Parma e provincia, risale alla notte dei tempi. La notte di San Giovanni, si sa, quella tra il 23 e il 24 giugno infatti rientra nelle celebrazioni del solstizio d’estate. Ma di quale Giovanni si parla? Secondo il calendario liturgico si celebra .....
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Le strade e le piazze di Parma nei volti dei personaggi a cui sono intitolate -32-

"UNA VIA, UN VOLTO": BORGO DEL CORREGGIO

A Parma vale da anni la buona abitudine di affiancare ai nomi delle strade e delle piazze anche l'antica denominazione - Sarebbe interessante se accanto ai nomi dei personaggi ci fosse anche un ritratto - A questa piccola lacuna sopperisce Pramzanblog - Oggi proponiamo Borgo del Correggio, che collega piazzale San Giovanni a strada Aurelio Saffi
ANTONIO ALLEGRI, DETTO "IL CORREGGIO" (Correggio agosto 1489 -  Correggio 5 marzo 1534). A Parma, dove fu attivo dal 1520, quando dipinse il "Ritratto di dama", ora all'Ermitage, lasciò capolavori come la Camera della Badessa nel Monaster di San Paolo, gli affreschi delle cupole di San Giovanni e del Duomo. Il borgo gli fu intitolato con delibera del consiglio comunale del 23 agosto 1882. In precedenza era chiamato borgo Pescara, forse perché in quel luogo vi era una fossa ove si pescava pesce per la cui tassa pagata dall'appaltatore il comune traeva un certo reddito. La via fu anche chiamata borgo degli Uccellacci, per i dipinti esistenti sulle facciate delle case di proprietà del convento di San Giovanni.

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mercoledì 19 giugno 2013

Un nuovo alloro per la società crociata

I CROCIATI BABY CAMPIONI D'ITALIA
Gli allievi del Parma allenati da Cristiano Lucarelli (che va al Perugia) hanno conquistato oggi il titolo italiano battendo l'Empoli 2 a 1
IL SERVIZIO DI STADIOTARDINI.IT

Gli indimenticabili della nostra storia-9-

SPAZIO ALLA CULTURA: IL CENTENARIO DELLA NASCITA DI ARISTIDE BARILLI, IL PITTORE PRESTATO AL GIORNALISMO
Per la rubrica "Spazio alla cultura" che, senza scadenze fisse presenta "chicche" di storia, di arte, di letteratura, riproponiamo un bell'articolo che Pier Paolo Mendogni ha pubblicato sulla "Gazzetta di Parma" in occasione del centesimo anniversario della nascita di Aristide Barilli, che fu personaggio di primo piano sia nel campo del giornalismo, sia in quello pittorico

Le strade e le piazze di Parma nei volti dei personaggi a cui sono intitolate -31-

"UNA VIA, UN VOLTO": VIA FERDINANDO BERNINI

A Parma vale da anni la buona abitudine di affiancare ai nomi delle strade e delle piazze anche l'antica denominazione - Sarebbe interessante se accanto ai nomi dei personaggi ci fosse anche un ritratto - A questa piccola lacuna sopperisce Pramzanblog - Oggi proponiamo Via Ferdinando Bernini, che collega via Emilia Ovest con via Ravasini, nel quartiere San Pancrazio
FERDINANDO BERNINI (San Secondo Parmense 18 maggio 1891 - Bologna 12 marzo 1954). Fu sottosegretario alla Pubblica Istruzione nel terzo governo De Gasperi. Figlio del sindaco di San Secondo, l'ingegner Italo Bernini, e, per parte di madre, nipote dell'eroico garibaldino Luciano Dosi, distintosi nella battaglia di Bezzecca, dopo aver frequentato il liceo classico a Parma, si laureò alla Normale di Pisa nel 1913. Socialista, dal 1922 insegnò greco e latino prima al liceo di Arpino, poi al Romagnosi. Il regime fascista lo costrinse a ritirarsi dall'attività politica e dedicarsi totalmente agli studi filologici e storici. Esimio latinista, pubblicò un dizionario, diversi manuali di latino e la prima edizione della Cronica di fra Salimbene. Dopo il 25 luglio 1943 rappresentò il PSI nel Comitato d'azione antifascista di Parma e fu nominato direttore della Gazzetta di Parma. Fu eletto per il PSI nel consiglio comunale di Parma  il 2 giugno 1946 all'Assemblea Costituente. Dal 1947 tornò ai suoi studi e curò la Storia di Parma, pubblicata postuma nel 1954. La via che porta il suo nome gli fu intitolata nel 1965, sostituendo la denominazione provvisoria di strada A del quartiere Buffolara Marchi.