/// O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

domenica 14 aprile 2013

Il 15 aprile 1970 una tragedia che sconvolse Parma

QUANDO LUIGI SALVARANI E LA MOGLIE
FURONO UCCISI
DA UN CAMION CHE IGNORÒ LO STOP
Nel pomeriggio del 15 aprile di 43 anni fa a metà pomeriggio arrivò dalla Puglia una notizia che destò sgomento a Parma: un avvocato di Brindisi comunicò ai fratelli Salvarani, titolari dell'omonima azienda, che il fratello Luigi e la moglie (in attesa del quinto figlio) erano morti in un incidente stradale presso Grottaglie di Taranto

Il 15 aprile del 1970 i fratelli Salvarani erano in azienda, a Baganzola, quando dalla Puglia arrivò una telefonata: l'avvocato Russo di Brindisi dava lo straziante annuncio che il fratello Luigi, diretto a Taranto per affari, con la moglie Brunetta Corain, in attesa del quinto figlio, avevano perso la vita in un incidente stradale avvenuto in provincia di Taranto, sulla Francavilla - Carosino, in contrada Susanna, al quadrivio con la provinciale che collega Grottaglie con San Marzano. Nell'incidente  era morto anche il quarantunenne  Ugo Russo, fratello dell'avvocato e titolare dei punti vendita della Salvarani a Brindisi, Lecce, taranto, fasano, Ostuni, Francavilla, Naglie, Martinafranca e Manduria. La moglie del Russo era rimasta ferita gravemente. I Salvarani ed i Russo viaggiavano sulla Flavia del Russo (che era alla guida) quando un camion, condotto dal ventitreenne Francesco De Vitis, li ha investiti in pieno. Il pesante mezzo ha trascinato la Flavia per una ventina di metri, poi la vettura si è schiantata contro un albero ed infine è precipitata in una piccola scarpata sottostante. Sopra, schiacciandola, è caduto il camion. Luigi Salvarani, seduto accanto al conducente dell'auto, è morto sul colpo. Sulla Gazzetta di Parma del 16 aprile, che dedicò la quarta pagina alla tragedia, si legge tra l'altro: "Va subito detto che la responsabilità dell'incidente ricade totalmente su De Vitis, che arrivato velocissimo al crocevia, non ha rispettato lo stop, ben visibile con segnaletica orizzontale e verticale. Pare che non abbia nemmeno tentato la frenata". I fratelli di Luigi, Antonio, Gianni e Mario Salvarani, raggiunti dalla telefonata a Baganzola, partirono subito alla volta di Grottaglie, dove furono raggiunti da Roma dal fratello Renzo, che si trovava nella capitale per partecipare all'assemblea della Confindustria. Luigi Salvarani e la moglie Brunetta lasciarono quattro figli: Monica, che allora aveva 8 anni, Federica, 4, Francesca, 3 e Pierluigi di 10 mesi.

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