/// O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

giovedì 25 aprile 2013

25 aprile: quando l'Italia uscì dall'incubo

E ANCHE I PARMIGIANI GRIDARONO: "È FINITA!"
La liberazione "ufficiale" avvenne nella nostra città giovedì 26, ma era nell'aria da giorni, nonostante ci fossero ancora momenti carichi di tensione e di paura
La Liberazione. Giorno impresso nella storia. Per sempre. I parmigiani, quel giorno, si presero la rivincita, sì, proprio quello stesso giorno, su quel 25 aprile di bombe e di devastazione, l'anno prima, quando i bombardieri dell'Air Force americana avevano distrutto il centro storico, causando 130 vittime e 150 feriti. Il destino aveva voluto che quello stesso giorno, a 12 mesi di distanza, sarebbe stato invece, per la maggioranza della popolazione, di festa, di gioia straripante. Il 25 aprile 1945, si sa, è una data emblematica, una data di riferimento "media". Era impensabile che nello stesso giorno, in ogni angolo d'Italia, potesse "scoppiare la pace" nella stessa ora, nello stesso minuto, nello stesso istante. A Parma l'azione decisiva cominciò lunedì 23 aprile (l'anniversario del primo bombardamento inglese sulla città, l'anno prima). L'ottava armata alleata sferrò l'attacco decisivo nella valle del Po. Bologna cadde nelle mani alleate. Alle 19 tre carri armati americani arrivarono dalla Bassa a Cortile San Martino. Alle 20,10 la colonna, ora diventata di sette carri, entrò in Piazza Garibaldi, da due ali di folla. Il 24 aprile si costituì a Parma un comitato provvisorio di liberazione. Ancora si combattè contro i nazisti al campo sportivo, al Dopolavoro, in viale dei Mille. Alle 20 i tedeschi da Parma comunicarono al Comando superiore: "Siamo attaccati dagli americani. Questa è la nostra ultima telefonata". L'ultima battaglia alle 21,30. L'indomani, da via Trento, cominciarono ad arrivare, dalle montagne, le file dei partigiani, accolti festosamente dalla maggioranza della popolazione. La liberazione "ufficiale" di Parma avvenne il 26, quando fecero il loro ingresso in città i partigiani e le truppe alleate. La Gazzetta di Parma, che l'anno prima era gestita dal Governo repubblichino e considerava le incursioni alleate come "atti terroristici", era passata nelle mani del CNL, Comitato Nazionale di Liberazione e venerdì 27 aprile titolò a tutta pagina "Parma liberata". Con questo sommario: "Le ardenti ore di attesa di tutta la popolazione - L'insurrezione della cittadinanza" - L'attacco delle brigate dei Patrioti e delle colonne corazzate alleate - La trionfale entrata in città fra ali di popolo festante". L'articolo di prima pagina cominciava così: "Grido prorompente che sgorga possente dal petto di un popolo soggiogato da 23 anni da un regime impostosi con la violenza e col terrore. Sventola alfine in ogni casa, in ogni finestra, il Tricolore, simbolo della Patria Immortale liberata".

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