/// O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

martedì 12 marzo 2013

Gabriele D'Annunzio nasceva a Pescara il 12 marzo 1863

IL VATE TRA INFERNO E PARADISO
Nell’immaginario collettivo, il celebre scrittore, poeta e drammatugo fu soprattutto un impenitente libertino - Ma intorno a lui si verificarono anche fatti e vicende di sconcertante valore spirituale, trascurati dai biografi, e che in questo articolo di Renzo Allegri vengono affrontati  con dettagli storici inediti

di RENZO ALLEGRI
Scrittore, giornalista, poeta, librettista, soldato, aviatore, avventuriero: Gabriele D’Annunzio è stato un personaggio discusso, controverso, ambiguo, estroso. Il grande pubblico ricorda soprattutto le sue imprese militari, che sono entrate nella leggenda, come l’occupazione di Fiume,  il volo su Vienna, la beffa di Buccari e le sue storie d’amore con nobildonne e celeberrime attrici, che riempirono le gazzette del tempo e scandalizzarono mezza Europa. Su di lui è stato scritto moltissimo. Gli esperti hanno analizzato tutto. Ma un aspetto della sua vita che  resta oscuro,  enigmatico, è quello religioso.  È difficile trovare negli scritti del poeta qualche cosa che faccia pensare a un sentimento vero e schietto verso il soprannaturale. Si conoscono le sue infatuazioni per San Francesco, per il francescanesimo, per Padre Pio, al quale nel 1924 scrisse una lettera. Ma tanto enfatico entusiasmo ha il sapore di una rappresentazione e non convince. 
Nell’immaginario collettivo, D’Annunzio era e continua ad essere soprattutto un impenitente libertino, uno che sfidava con sfacciataggine tutte le regole della morale del suo tempo. Si sposò ....

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