/// O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

martedì 5 marzo 2013

Dopo la prima: la recensione di "Nabucco" al Teatro Regio



UN BUON SUCCESSO DEI CANTANTI
CON APPLAUSI MERITATI
(qualche “buu” per la direzione di Palumbo)
La seconda opera verdiana in cartellone è stata accolta favorevolmente dal pubblico, l’unica nota negativa è stata la parziale contestazione al maestro Renato Palumbo, accusato di un’eccessiva sonorità dell’orchestra - Bene i cantanti -   Protagonista assoluto Roberto Frontali, che è stato il più applaudito - Michele Pertusi, che giocava in casa, non ha fatto mancare al personaggio di Zaccaria la forza, il coraggio e l’ardore di questo Gran Sacerdote guerriero - Anna Pirozzi ha reso con grande sensibilità le sofferte sfumature sentimentali di Abigaille - Di lusso la Fenena di Anna Malavasi e l’Ismaele di Escobar
Testo e foto di PAOLO ZOPPI
Ci sono voluti 18 mesi di angosce, dubbi, riflessioni per operare lo scatto decisivo e passare dalla mediocrità di Un giorno di regno all’immortalità di Nabucco. Fama corroborata e irrobustita da produzioni sempre più convincenti e innovative, ma che fissa il proprio punto di partenza proprio dal libretto del Solera in quella serata magica del 9 marzo 1842. Dell’afflato risorgimentale dell’opera molti critici hanno scritto e chi più chi meno tutti concordano sull’effetto “garibaldino” della sinfonia, della preghiera invocazione di Zaccaria, del Va pensiero fino a quel “O prodi miei” vera e propria chiamata al risveglio delle coscienze. Dovranno passare ancora sei anni prima di quel 21 aprile 1848 quando scrivendo a Piave, Verdi esprimerà tutta la sua partecipazione alla lotta per l’unità “Tu mi parli di musica!! Cosa ti passa in corpo?.. Tu credi che io voglia ora occuparmi di note, di suoni?.. Non c’è né ci deve essere che una musica grata alle orecchie delli Italiani del 1848. La musica del cannone!”, ma che già in Nabucco siano presenti queste spinte risorgimentali è innegabile. Nabucco, opera corale per eccellenza, si sostanzia da un lato con un testo, quello del Solera, che ...... 

LEGGETE LA CRITICA COMPLETA DI PAOLO ZOPPI

Nessun commento: