/// O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

sabato 9 febbraio 2013

Tamara Baroni racconta dal Brasile il suo dramma


TAMARA: "SIAMO TUTTI CAVIE
PER UN FARMACO
HO RISCHIATO LA VITA"
L'ex attrice parmigiana, che vive in Brasile da 25 anni, ieri ha dovuto ricorrere, dopo un drammatico viaggio di sessanta chilometri, alle cure dei sanitari dell'ospedale di Natal dopo aver assunto un farmaco da poco in commercio nel Paese sudamericano e che è indicato tra l'altro per combattere disordini funzionali gastrointestinali - "Mentre mio marito mi portava all'ospedale ero in preda a convulsioni in tutto il corpo e la lingua mi si era ritorta" - "I medici mi hanno detto che le pillole che avevo preso mi avevano causato una specie di morbo di Parkinson, se avessi continuato ad assumerle, chissà..." - "Dopo dolori lancinanti, sono stata dimessa dopo nove ore" - "Nel bugiardino c'era scritto che il farmaco è approvato ma che se si riscontra qualcosa di anomalo bisogna avvertire immediatamente il proprio medico e la casa farmaceutica: è come dire che siamo tutti cavie, che attendono da noi le indicazioni per apportare modifiche al farmaco..."
Tamara Baroni all'ospedale, d'urgenza, dopo aver assunto un farmaco di una casa farmaeutica tedesca (ma prodotto in Italia) indicato per combattere, tra l'altro, la sindrome dell'intestino irritabile, di cui soffre da tempo. L'ex attrice, diventata nella sua seconda vita un'apprezzata poetessa e scrittrice, giovedì si trovava con il marito Gianni nella sua casa di Pipa, a 60 chilometri da Natal, quando ha cominciato ad accusare i soliti disturbi ed ha assunto, secondo le dosi indicate, qualche pillola del farmaco che le è stato prescritto dal medico curante, ma che, commercializzato in Italia già da un anno, è ancora "nuovo" per il Brasile. Dopo aver assunto il farmaco nella notte si è sentita male e nella prima mattinata, in preda a convulsioni in tutto il corpo, si è fatta accompagnare dal marito all'ospedale di Natal. "In quei sessanta chilometri di viaggio ho visto l'inferno", dice ora Tamara Baroni, che si sta lentamente riprendendo nella sua dimora. "Gianni guidava come un pazzo, io ero più di là che di qua. Tremavo così tanto che sembravo una foglia al vento. Il tremito convulso mi era passato alle gambe e io cercavo di tener ferma la lingua, che mi si era ritorta. Gianni andava sempre più forte, io gli gridavo: vai più piano, vai più piano! Al pronto soccorso dell'ospedale mi hanno detto che le pillole assunte mi avevamo completamente privato di acqua e potassio e  mi avevano causato, per un giorno e mezzo, una specie di morbo di Parkinson. Mi hanno somministrato quattro litri di liquido fisiologico e mi hanno detto che dovevo interrompere immediatamente l'assunzione di quel farmaco. Se non fossi andata all'ospedale e avessi continuato a prenderlo... Gianni, mio marito, ha letto attentamente il foglietto illustrativo del farmaco, il cosiddetto "bugiardino", che nel capitoletto riservato alle controindicazioni indica proprio tutti i sintomi che ho provato io. Per questo non posso intraprendere alcuna azione nei confronti della casa farmaceutica. Ma nel foglietto, scritto ovviamente in portoghese visto che è commercializzato qui in Brasile, c'è anche una frase inquietante che la dice lunga su come veniamo trattati: come cavie. Dice infatti, più o meno: "il farmaco che qui in Brasile è nuovo, è approvato regolarmente e ha margini di sicurezza accettabili (capito? accettabili...) però può dare anche reazioni che non conosciamo ancora per cui, se dovessero verificarsi situazioni nuove, avvertite immediatamente il medico e la casa farmaceutica". Incredibile. Capito? Prima mettono in commercio il farmaco  e poi stanno a vedere che cosa succede. Siamo trattati come cavie... Per fortuna adesso, a casa mia, sto meglio, in un paio di giorni, mi hanno detto, dovrei rimettermi in sesto. Ma l'ho vista davvero brutta".

2 commenti:

mimmo ha detto...

E' veramente allucinante. Ormai siamo alla stregua di cavie! Io però farei presente alla casa farmaceutica cosa è successo alla Tamara. Devono saperlo e riconoscere che sono dei disgraziati!
A me è successo lo scorso anno con un antibiotico per la febbre alta. Preciso che era uno di quelli " che costano meno". Per carità, state attenti io non ci vedevo quasi più. Poi è passata ma ho avvertito il mio medico.
Aristide

tamara baroni ha detto...

ho scritto alla casa farmaceutica brasiliana che lo fa a s.Paulo :janssen-Cilag e al farmacista legalmente responsabile:Marcos R.Pereira, ma qui il Carnevale fermerá tutto fino a giovedí! grazie!
tamara baroni