/// O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

lunedì 14 gennaio 2013

Le 82 primavere di Mario Percudani

TRE VOLTE CAMPIONE ITALIANO NEL RUGBY, CON 67 METE
Oggi ha compiuto 82 anni Percudani, una delle leggende del rugby parmigiano, che con la Rugby Parma, in 17 anni di carriera, collezionò tre scudetti, 215 presenze nel massimo campionato e nove con la maglia azzurra
I ragazzi che, a Parma, amano il rugby, hanno solo sentito parlare di Mario Percudani, terza linea centro del tempo che fu. Non l’hanno mai visto giocare, ma sanno che è stato una delle bandiere della nostra pallovale, ai tempi in cui la Rugby Parma (della quale, è ora presidente onorario) era fortissima e si divideva gli scudetti con il Rovigo. I gialloblu ne vinsero tre (1950, 1955 e 1957) e Percudani, che giocò nella squadra della nostra (e sua) città per 17 anni ininterrotti, partecipò a tutti e tre quei trionfi. Assieme ad altri grandi del rugby locale e nazionale dell'epoca, Mario Pisaneschi, Gianni Del Bono, Primo Masci, Gennaro "Mimmo" Mancini, Giorgio Fornari, Gianni Aiolfi...). Un grande, ai tempi in cui si giocava un rugby molto diverso da quello attuale. Nove presenze nella Nazionale maggiore, con esordio il 17 maggio 1952 all'Arena di Milano nella finale di Coppa Europa, Italia - Francia (8 - 17). 

2 commenti:

bedo ha detto...

Percudani e' stato un "Grande", e' un pezzo importante nel mosaico del nostro sport!

Anonimo ha detto...

Per noi ragazzi Mario e ' sempre stato un idolo e tutti noi volevamo diventare come lui.In allenamento era sempre prodigo di susserimenti e consigli per aiutarci a migliorare anche se noi giocavamo nei campionati inferiori,e spesso veniva in campo quando giocavamo e questo ci trasformava in leoni per fare bella figura nei suoi confronti.
Quando poi giocava lui con la prima squadra era uno spettacolo vederlo in campo .Sempre sorridente sapeva con uno scatto partire dalla terza linea con unoa velocita'e una potenza che lasciavano di stucco gli avversari e lui intanto era già arrivato a segnare la meta.
Nella vita era un bellissimo ragazzo molto simpatico e semplice ed era molto ammirato dalle ragazze di Parma che andavano a sbirciarlo attraverso le vetrine del Bar Centrale in via dellaRepubblica dove si radunavano tutti i rugbisti.Mario ai tempi possedeva una moto BMW nera e quando passava per Via Cavour er tutto un grido di ammirazione.
Caro Mario tanti auguri e grazie perché 'sei stato non solo un modello di gioco ma anche un modello di vita.

Giovanni Lunardi