O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìrt al nì / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vris andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär. / Int’il gróndi cuànd a pióva / l’àcua t‘ f a la sérenäda / e in-t-il tòrri traforädi / dvénta muzica anca al vént. /O lezgnolén ch’a t’ gh’é la góla dòra / indo ät imparé a cantär csi bén? / Al to gorghègg da ‘dentor tutti al fóra / e il coppiètti alóra is fan l’océn. / J’ò imparé a stär su ‘na pianta / cla se spécia in-t-un laghètt / indo gh’é un izolètta / con di ciggn bianch e morètt. / Tutt il siri là sentiva / i béj cant ädla coräla / e ’l me cór picén al capiva / che csì sól a s’ pól cantär.


mercoledì 23 gennaio 2013

La recensione del primo spettacolo dedicato al Bicentenario verdiano

IL VERDI "SVELATO" AL THEATRO DEL VICOLO
Grande successo sabato scorso di "Casa Giuseppe Verdi: le spose del maestro", curato da Marzio Dall'Acqua da un'idea di Rossana Cagnolati - Nello spettacolo è in particolare l'animo di Giuseppina che affiora, si manifesta e racconta gioie, passioni, dolori e gelosie
Aveva incominciato a nevicare, sabato sera 19 gennaio, dipingendo un velo bianco su strade e marciapiedi, mentre il pubblico affluiva al Theatro del Vicolo in Parma, come quella notte d'inverno in cui Giuseppe Verdi, solo, senza famiglia, a Milano incontrò l'impresario Merelli che lo convinse, quasi con la forza, a guardare il copione di Nabucco, scritto da Solera, che avrebbe cambiato la sua vita, e la nostra, con quel seduttivo e trascinante "Va pensiero". Il Theatro del Vicolo, aprendo di fatto le celebrazioni del bicentenario della nascita del Maestro, ha voluto presentare con la propria produzione Casa Giuseppe Verdi: le spose del maestro articolata tra recitazione, filmati e musica, un ritratto inedito del grande compositore, raccontato dal punto di vista, tutto femminile, delle sue due mogli: Margherita Barezzi, con lui andata nella metropoli lombarda per realizzare i sogni che avevano maturato, insieme al loro amore, nella natia Busseto e strappata precocemente alla vita, e Giuseppina Strepponi, la seconda moglie, la grande soprano che a Verdi, appassionatamente, dedicò la propria vita, dopo una giovinezza di sacrifici, ma anche di sbandamenti sentimentali. La voce di Giuseppina Strepponi è quella, non meno calda e intensa, di Ilaria Ughi, che, attraverso la lettura della corrispondenza intercorsa con il Maestro, delineato dalla voce di Luca Maffezzoli, racconta le loro vicende estratte dai loro carteggi, giocate tra recitazione presente e passioni del passato, vivificate proprio dalla scrittura che diventa oralità. Tra loro un narratore, Stefano Dall'Asta, che consente al pubblico di seguire la coppia e contestualizzare le diverse lettere all’interno della loro storia. I testi dei carteggi sono stati curati da Marzio Dall'Acqua, che nel 1985 ha diretto la mostra colornese dedicata a Giuseppe Verdi: vicende, problemi e mito di un artista e del suo tempo, che occupava tutto un piano del palazzo ducale, visitata da 50.000 persone, e quella del 2001 dedicata alla mitologia e al kitsch verdiano, in palazzo Pigorini, a Parma, intitolata W Verdi, trasferita all'Università di Pavia. L'azione scenica, coordinata da Ilaria Ughi, è stata accompagnata da musiche, eseguite da Egidio Tibaldi, e scandita da tre filmati, la cui regia è dovuta a Rossana Cagnolati, mentre le riprese ed il montaggio sono di Idea Video di Enzo Guerci. E' in particolare l'animo di Giuseppina che affiora, si manifesta e racconta gioie, passioni, dolori, gelosie, fino all'atto finale di nominare Verdi come proprio erede universale, ancora una volta dichiarandogli il proprio amore appassionato. Diversi i momenti di forte tensione e commozione, che hanno coinvolto un pubblico attento e partecipe, che ha ampiamente applaudito. La Compagnia del Theatro del Vicolo sta preparando un calendario di rappresentazioni in modo da rendere lo spettacolo itinerante. (a.m.)
FOTOGRAFIE DI RINO BALOCCHI

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