/// O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

mercoledì 30 gennaio 2013

Chiedi chi era... Sergio Lanfranchi


 IL LEONE DEL RUGBY PARMIGIANO
CHE FECE IMPAZZIRE I FRANCESI


Nacque in borgo del Naviglio e, orfano di madre da bambino, passò l’infanzia nei collegi e nell’orfanatrofio Vittorio Emanuele di Parma, dove scoprì la passione per la pallovale - Giovanissimo partigiano in Piemonte, durante la guerra, con il nome di battaglia di Dick, nel 1950 vinse lo scudetto con la Rugby Parma e poi emigrò in Francia per giocare nel Grenoble, diventando un beniamino anche dei transalpini - Grande lottatore in campo rimediò 127 punti di sutura in testa, ma non si arrendeva mai e scendeva in campo anche fasciato, dicendo: “ A s’ corra coj pè, miga con la tésta”
Oggi sono tredici anni che Sergio Lanfranchi, uno dei più grandi giocatori della storia del rugby, non c’è più. Ma l’ambiente, e non solo, non l’ha dimenticato. E ancora fa fatica a digerire che il “suo” stadio, quello a lui intitolato, sia stato demolito nel 2008 per far posto all’Efsa, l’Agenzia alimentare europea. Perché Lanfranchi non è stato soltanto un grande giocatore di rugby (nei ruoli di pilone, terzalinea-ala e seconda linea), ma anche un parmigiano vero, che è rimasto profondamente pramzàn anche quando,  .......
(Nella foto: Sergio Lanfranchi)

Le interviste di Pramzanblog: il maestro Enrico Tagliavini

“GRAZIE A ROMANO GANDOLFI SONO STATO IL PRIMO CHITARRISTA ITALIANO
A TENERE UN CONCERTO SOLISTICO ALLA SCALA”
“Sono cresciuto a chitarra e lambrusco nell’osteria che mio padre aveva in Pärma vécia”, dice Tagliavini, uno dei più grandi chitarristi italiani, che è stato anche allievo, a un corso di perfezionamento nella prestigiosa Accademia Chigiana di Siena, di Andrés Segovia - “Segovia era severo durante le lezioni, ma fuori andava al bar con i suoi allievi e pagava sempre lui” - “Al Conservatorio di Parma ho dato tutto me stesso” - “Le mie creature: Parma Musicale e il concorso nazionale di chitarra” - “La volta che in Francia il pubblico non riusciva a smetterla di applaudirmi”
di ACHILLE MEZZADRI
Parma, in campo musicale, non ha sfornato soltanto compositori, direttori d’orchestra e di coro, cantanti lirici, ma anche chitarristi. E che chitarristi. Per esempio Renzo Cabassi ed Enrico Tagliavini, che ne fu allievo. Già, Tagliavini: uno dei fondatori, e direttore artistico, dell’associazione “Parma musicale”, che proprio in questo periodo sta proponendo la ventiquattresima edizione dei “Pomeriggi musicali”. Un grande nome, il suo, nell’ambiente chitarristico nazionale (e non solo). Uno che è cresciuto a chitarra e lambrusco (il suo papà ai tempi della guerra aveva un’osteria (la “tomba ‘d Radamès), piena di strumenti musicali e di scudlén bevuti da avventori in tabarro. Un pramzàn ‘d Pärma Vécia, un musicista di primissimo piano, un uomo che .............
LEGGETE L'INTERVISTA COMPLETA

Oggi festeggiamo il compleanno di...


lunedì 28 gennaio 2013

La nuova puntata di "Su il sipario"


RICHARD WAGNER A FIRENZE E GIUSEPPE VERDI A PARMA
Nella puntata numero 150 della rubrica "Su il sipario" Paolo Zoppi ci parla del successo ottenuto a Firenze da "La Valchiria", prima opera della stagione 2013 del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino - La rubrica comprende anche la cronaca della giornata del tributo a Verdi, alle Roncole e a Parma per l'anniversario della morte del Maestro
Wagner e Verdi, due geni dei quali quest'anno si celebra il Bicentenario della nascita. Wagner e Verdi anche nella puntata odierna di "Su il sipario", la rubrica di Paolo Zoppi. L'apertura è dedicata alla "Valchiria", uno dei capolavori wagneriani, andata in scena a Firenze per l'inaugurazione della stagione 2013 del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino. Un grande successo e Zoppi lo spiega ampiamente nella sua recensione. La puntata prosegue poi con la cronaca della giornata verdiana, ieri, 112° anniversario della scomparsa del grande Maestro delle Roncole. "Su il sipariop" si conclude infine con l'annuncio del concerto "I giovani per Verdi" che avrà luogo sabato 2 febnbraio, ore 20,30, all'Auditorium della Casa della musica.
LEGGETE LA PUNTATA 150 DI "SU IL SIPARIO"

Oggi festeggiamo il compleanno di...

domenica 27 gennaio 2013

Kiara Fontanesi atleta parmigiana dell'anno

I MAGNIFICI DODICI DELLO SPORT PARMENSE
(CON KIARA REGINA ASSOLUTA)
Domani alle 18, all'hotel Stendhal di via Bodoni, cerimonia di premiazione del "Premio Atleta dell'anno e Atleta del mese dello sport parmense 2012" organizzato dalla sezione di Parma dei Veterani sportivi e dal Panathlon - L'atleta dell'anno è Kiara Fontanesi, campionessa mondiale di motocross, che recentemente ha vinto anche il premio Sport Civiltà - Tutti i vincitori del premio (assente solo Adriano Malori, che ha appena concluso in Argentina il Tour de San Luis e che domani compirà 25 anni) saranno intervistati da Giuseppe Milano - Presente Monica Bertini
A breve distanza di tempo del premio Sport Civiltà, Kiara Fontanesi fa il bis con il premio "Atleta dell'anno dello sport parmense", organizzato dai Veterani sportivi e dal panathlon. La premiazione avrà luogo domani pomeriggio all'hotel Stendhal di via Bodoni. Kiara ritirerà anche il premio di "atleta del mese" (giugno). Dei premiati sarà assente soltanto il ciclista Adriano Malori (vincitore a maggio) perché ha appena finito di partecipare al Tour de San Luis in Argentina. A ritirare il premio per il campione di Traversetolo, che proprio domani compie 25 anni, sarà mamma Sandra. Presenti le telecamere di Tv Parma, tutti i vincitori del premio saranno intervistati da Giuseppe Milano, responsabile dello sport di Tv Parma. Presenterà Monica Bertini.
I PREMIATI:
Atleta dell'anno: Kiara Fontanesi (motocross)
Atleti del mese:
Gennaio (foto 1): Stefano Curti (sci)
Febbraio (2): Giorgia Benecchi (atletica leggera)
Marzo (3): Tommaso Saccardi (sci)
Aprile (4): Giulia Cantoni (judo)
Maggio (5): Adriano Malori (ciclismo)
Giugno (6): Kiara Fontanesi (motocross)
Luglio (7): Tommaso Monardi (football americano)
Agosto (8): Eleonora Boschi (equitazione)
Settembre (9): Alberto Cerri (calcio)
Ottobre (10): Amauri Carvalho de Oliveira (calcio)
Novembre (11): Jillian Harmon (pallacanestro)
Dicembre (12): Federico Bocchia (nuoto)

Quelle che il basket - Serie A1

TUTTO FACILE PER LAVEZZINI (77 - 60)
Contro il Cagliari fanalino di coda le gialloblu hanno vinto nettamente e sono tornate seconde in classifica - I parziali: 25-11; 44-29; 59-37; 77- 60 - Tre parmigiane in doppia cifra: Kireta (20), Harmon (18) e Corbani (10) - Le altre realizzatrici: Ajdukovic (9), Franchini (8), Zara (7) e Battisodo (5)
A sinistra, dall'alto: Franchini e Ajdukovic; Battisodo e Corbani; Kireta; Zara e Harmon. Nel tondo: coach Procaccini

Cór crozè - L'opinione di Michelotti

A N'ÈMMA MIGA MERITÈ 'D PERDOR
PARMA - NAPOLI 1-2 Dopa al parègg' 'd Sansone mi s'éra contént parchè al sariss stè un rizultät giusst... Invéci po el matador (Cavani) al l'à missa déntor... A m' dizpjäz dabón. Però a gh'é anca da dir che incó sèmma andè mäl in méza al camp. A gh'éra un Valdés inguardabil
Quindi sei deluso, amareggiato
A gh'é mäl. Nuätor èmma butè via un pónt presjóz. Però èmma fat anca sol un tir in porta. An' s' pól miga vénsor sensa tirär in porta...
Che mi dici di Mirante?
Grandioso, bravissimo. Al s'à salvè in pu d'un ocazjón. Par mi l'é stè al pu bón dal Pärma, insèmma a Palètta. Però lu äd pu.
La difesa?
In generale bene, guidata, come dicevo, da un ottimo Paletta. Mi dariss un séz a Santacroce, ch'al s'é fat mäl, séz e méz a Lucaréli, ch'l'à sostituì, un séz apén'na apén'na a Rosi e un séz anca a Gobbi. Sul finire è venuto su Belaouane mo l'à zughè trop poch... sensa valutasjón.
E là in mezzo?
Là in méza a m'é piazù Marchionni, séz e méz, un po' meno Biabiany, che in-t-al secónd témp al s'é mos apén'na apén'na e invéci, a dagh tri a Valdés, cme t'ò dit primma. A gh'é da mandärol par gruggn, ätor che bali.
Come hai visto gli attaccanti?
Belfodil, mama mia, l'à fat imbastigh, un semi dizastor, a gh dagh sinch e méz. Sètt invéci a Sansone, ch'al gh'à al mérit dal goll dal parègg'. Peccato che non è servito a niente. Amauri suficént pr'al témp ch'l'à zughè. Mo l'à fat un tir da riddor: l'à butè la bala finn' al Castlètt.
Quindi il migliore?
A t' l'ò belle dit: Mirante, seguì da Palètta.
E il peggiore?
Ripetition: Valdés.
Voto a Donadoni
Séz, mo l'à spetè trop a méttor déntor Amauri.
mez
(Si ringrazia Giuseppe Mezzadri per la supervisione delle parti dialettali)

Dallo Stadio Tardini: Parma - Napoli

Risultato finale
IL NAPOLI HA ESPUGNATO IL TARDINI 
PARMA - NAPOLI 1-2
Gol di Hamsik al 20' del Pt; gol di Sansone al 30' del St; gol di Cavani al 40'
Il gol di Hamsik
Il gol di Sansone
Il gol di Cavani

La commemorazione di Giuseppe Verdi di stamattina in Piazzale della Pace

MUSICHE VERDIANE PER RICORDARE IL MAESTRO
A sinistra il sindaco Federico Pizzarotti e Paolo Arcà, direttore artistico del Regio; al centro, dall'alto: Patrizia Monteverdi, presidente di Parma Lirica, Enzo Petrolini, presidente del Club dei 27, Andrea Rinaldi, presidente della Corale Verdi. A destra, sopra e sotto, la Banda "Giuseppe Verdi" diretta da Alberto Orlandi. (Foto  di "Teatro Regio di Parma")
Altre foto della commemorazione di stamattina in piazzale della Pace. In alto  da sinistra, l'ara verdiana e il Club dei 27. Qui sopra, il Coro del Regio e la Corale Verdi, a destra la folla presente (Foto di "Teatro Regio di Parma")

sabato 26 gennaio 2013

La commedia di ieri sera su Tv Parma, con Enrico Maletti

ED ECCO A VOI... IL "MALETTATTORE"
Una sequenza della commedia "Dònni dotór e sartór" con Enrico Maletti quando recitava nella compagnia "Teatro di Quartiere"

Domani il 112° anniversario della scomparsa di Giuseppe Verdi

E IL GIORNO DELLA MORTE DI GIUSEPPE VERDI
AL REGIO ANDÒ IN SCENA LA "TOSCA" DI PUCCINI
Domani a Parma e Busseto si celebrerà l'anniversario della morte del grande Maestro - Lo storico giornale locale pubblicò la notizia con una "ribattuta", lo stesso giorno - Concluse il breve articolo, intitolato "La morte di Verdi" con una nota polemica: questa sera al Regio si fa rappresentazione!" - Era "Tosca", di Giacomo Puccini
La salma di Verdi sul letto di morte e l'articolo della Gazzetta di Parma
Domani, 27 gennaio, l'anniversario della scomparsa di Giuseppe Verdi sarà commemorato come sempre alle Roncole, a Busseto e a Parma. Nella prima mattinata una delegazione del Club dei 27, capeggiata dal presidente Enzo Petrolini, andrà a deporre una corona di fiori davanti alla casa natale del Maestro, alle Roncole, per poi tornare subito a Parma dove alle 11,30 ci sarà la consueta celebrazione dell'anniversario, alla quale prenderanno parte il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, i rappresentanti del Regio, dell'Istituto Nazionale di Studi Verdiani, della Casa della musica, del Conservatorio, del Club dei 27 e di tutte le associazioni musicali e culturali cttadine. Il corpo bandistico "Giusepe Verdi" di Parma, diretto da Alberto Orlandi, eseguirà alcuni brani verdiani e a conclusione della cerimonia il Coro del Teatro Regio e la Corale Verdi, guidati dal maestro Martino Faggiani, intoneranno, come sempre, il "Va pensiero". Sempre in mattinata, a Busseto, alle 10,30, nella chiesa Collegiata di San Bartolomeo, Santa Messa in suffragio del maestro. Nel pomeriggio, alle 15,30, al Regio andrà in scena l'ultima rappresentazione del "Ballo in maschera" (con Francesco Meli, Virginia Tola e la direzione di Francesco Ivan Ciampa), mentre in serata (mentre a Parma il cast di "Un ballo in maschera" andrà a trovare i soci del Club dei 27 nella loro sede) al Teatro Verdi di Busseto,  alle 20,30 comincerà il concerto della "Verdi" di Milano con il Quartetto d’archi formato dalle prime parti dell’Orchestra (Luca Santaniello e Lycia Viganò, violini; Gabriele Mugnai, viola; Mario Shirai Grigolato, violoncello)  e con il Coro Sinfonico di Milano “Giuseppe Verdi”. Maestro del coro Erina Gambarini. Al pianoforte Luigi Ripamonti. Il programma: Verdi, Quartetto per archi; Liszt, Grande parafrasi da concerto su Ernani di Verdi; Cori verdiani da I Lombardi alla Prima Crociata, Nabucco, La forza del destino, Ernani, Il Trovatore, Macbeth, La Traviata.
La lapide commemorativa al Grand Hotel et de Milan dove è morto Verdi e la tomba del Maestro alla Casa di riposo per musicisti a Milano
Detto degli eventi verdiani di domani, vogliamo ricordare la scomparsa del grande Maestro bussetano con l'articolo che la "Gazzetta di Parma" lo stesso 27 gennaio 1901, con una "ribattuta" (cioè quando si inseriscono notizie dell'ultima ora mentre il giornale è in stampa) dette la notizia. 
Ecco la primissima cronaca, integrale, della "Gazzetta" (con quello che noi attribuiiamo a un "refuso": un bollettino datato Genova piuttosto che Milano):
LA MORTE DI VERDI

Stanotte alle 2,50 si spegneva il maestro Giuseppe Verdi. Pubblichiamo gli ultimi telegrammi di ieri:
Milano 26 - Il bollettino delle 7,30 dice: "Il polso dà dalle 170 alle 180 pulsazioni, irregolarissimo, filiforme. Respirazione 44; pupille strettissime ed inerenti allo stimolo luminoso. Abolizione completa della coscienza e generale dei riflessi. La vita del Maestro va lentamente spegnendosi. La lunga durata di questo periodo terminale rileva sempre più la sua straordinaria resistenza"
Firmati: Grocco, Caporali, Odescalchi
Genova 26, ore 11,15: L'ultimo bollettino dice eloquentemente la condizione delle cose. Verdi si spegne tranquillamente fra l'ansia di tutta una cittadinanza, della nazione intera. Ormai la diminuzione di forze è in costante progresso; ma la robusta natura può ritardare di varie ore la catastrofe. Il volto disfatto, pallido, ma tranquillo, posa sui guanciali, più bianco di essi. L'affannoso respiro soltanto indica che la vita non ha ancora abbandonato quell'organismo eccezionale; del resto l'inerzia completa della morte lo domina tutto. Impossibile descrivere l'emozione della cittadinanza.

L'illustrazione di Beltrame sulla "Domenica del Corriere" relativa alle ultime ore di Verdi
Milano 26, ore 22,10 - L'agonia continua dolorosa, fra ansie enormi. Il maestro assopito sembra dormire.
Stamane alle 6,45 il comm. Mussi spediva al nostro sindaco il telegramma seguente: Ho il dolore di parteciparle che oggi in Milano Giuseppe Verdi fu rapito all'affetto e all'ammirazione del mondo civile che in lui onorò il genio italiano. Mussi"

Le finestre degli edifici comunali e governativo sono parate a lutto. La campana maggiore del Comune fa sentire i suoi funebri rintocchi. Mentre scriviamo si sta pubblicando un manifesto del Sindaco Mariotti. Fu sospeso il concerto della musica militare. Per quanto da diversi giorni tutti prevedessero la fine dell'illustre Vegliardo, la ferale notizia ha nondimeno destato nella cittadinanza vivissima impressione, sentito dolore. Non sappiamo al momento quali disposizioni verranno prese, ma siamo certi che ai funerali che si terranno a Milano, la nostra città sarà degnamente rappresentata.  Fra tanta manifestazione di lutto profondo e sincero c'è una nota discordante che offende il sentimento generale della città: questa sera al teatro Regio si fa rappresentazione!"
L'opera in questione era "Tosca" di Giacomo Puccini (nuova per Parma) con Carmen Bonaplata Bau e Carlo Barrera. La prima rappresentazione era andata in scena la sera prima (con Verdi moribondo).

Il vaticinio di Alberto Michelotti per Parma - Napoli

A Tv Parma la commedia "Dònni dotór e sartór", tratta da Feydeau

STASIRA A V'DÈMMA MALETTI PICÉN
(PARCHÈ, CO' ÉL ADÉSA?...)
Alle 21 sull'emittente cittadina, conclusa la serie delle commedie dialettali della Famìja Pramzàna, comincia quella di sei commedie messe in scena negli anni '80 e '90 dalla compagnia "Teatro di quartiere" - La prima è "Dònni dotór e sartór", tratta da "Sarto per signora" di Georges Feydeau e adattata in dialetto da Umberto Tamburini - Tra gli attori c'è un giovanissimo Enrico Maletti
di ACHILLE MEZZADRI
Enrico Maletti, simpatica bonjärba pramzàna, autore con moglie e figli di Parma in dialetto, nonché "insegnante" nelle scuole della nostra bella parlata assieme ad Alberto Michelotti, Maurizio Trapelli e Vittorio Campanini e nonché, ancora, perfetto dicitore di poesie, tanti anni fa calcava le scene teatrali con la compagnia "Teatro di quartiere", poi ha dovuto smettere per impegni di lavoro. Ma di quella lontana esperienza ("a s'éra picén", dice, e noi aggiungiamo scherzosamente: "parché, co' él adésa?) sono rimasti i video e da stasera Tv Parma, conclusa la serie delle commedie della Famìja pramzàna, ne ripropone sei. La prima (con Maletti giovanissimo, appunto) si intitola "Dònni dotór e sartór" e, tratta dalle celebre commedia di Feydeau "Sarto per signora", è stata adattata in dialetto da Umberto Tamburini. Una commedia molto divertente, con tanti intrecci (com'è in tutte le pièce di Feydeau) che vede protagonista un medico galante. Gli interpreti sono: Ivo Campanini (anche regista della commedia), Enrico Maletti (e scenografia firmata dal fratello Livio, purtroppo scomparso nel 2004), Antonio Ruzzi, Luca Avanzini, Andrea Concari, Daria Soffientini, Federica Pattini, Ilaria Civa Del Fonte, Silvia Reverberi, Daniela Villa, Raffaela Bonitatibus. Nei sabati a seguire Tv Parma trasmetterà anche altre cinque commedie della compagnia "Teatro di qiuartiere": I guäi äd l'avocät, di Piero Piriastri, La vritè, di Italo Ferrari, La reginètta dal marchè, di Saturnino Giampepe, I guai äd Crispén, di Italo Clerici e Padre Lino da Parma, sritta da Padre Pietro Rossi insieme con Umberto Tamburini.

Mentre Alberto Bevilacqua è grave in clinica, parla l'ex moglie Marianna Bucchich

MARIANNA, L'EX MOGLIE DI BEVILACQUA:
"MI HA FATTO DEL MALE, MA CHE DIO L'AIUTI"
La Bucchich, poetessa di fama internazionale, che abita a pochi passi dall'ex marito, commenta l'attuale drammatica situazione dello scrittore che è ricoverato in gravi condizioni nella clinica romana "Villa Mafalda" e che è al centro di una disputa tra la compagna, Michela Macalauso e la sorella Anna - La compagna ha denunciato i medici della clinica che non consentono il trasferimento in un altro ospedale - Ma occorre la firma di un familiare e la sorella di Alberto non ha firmato - "Non so chi la spunterà", dice Marianna Bucchich "io ormai, anche se siamo vicini di casa, non ho rapporti con il mio ex marito da tempo" - "Il nostro matrimonio finì male, lui si comportò con me furiosamente e io finii perfino all'ospedale, e addirittura siamo in causa da trent'anni, però io di fronte alla malattia e alla morte non sono vendicativa: mi dispiace per lui e spero che Dio l'aiuti"

di ACHILLE MEZZADRI
“Di fronte alla malattia o alla morte io non sono mai vendicativa e quindi sono dispiaciuta per quello sta succedendo ad Alberto, l’uomo con cui sono stata sposata per trent’anni. Il nostro matrimonio finì male, dopo un terribile litigio, andai perfino all’ospedale, ma adesso mi sento di dire: che Dio l’aiuti”. Chi parla è Marianna Bucchich, poetessa di fama internazionale, nata a Parma. Suo padre Alberto apparteneva a una nobile famiglia dalmata, originaia di Hvar, l’antica Lésina, vicina a Spalato, e sua madre, Gina Ponzi, era parmigiana, anche lei di famiglia nobile. Marianna è stata la prima, e unica, moglie di Alberto ...........
LEGGETE L'INTERVISTA COMPLETA

Alberto Bevilacqua in gravi condizioni in una clinica romana

LA COMPAGNA DI BEVILACQUA: ALBERTO È PRIGIONIERO
LA SORELLA ANNA: NON È VERO, LUI VUOLE RESTARE LÌ
Lo scrittore, poeta e regista, 78 anni, è ricoverato in gravi condizioni nella clinica romana "Villa Mafalda" ed è peggiorato nelle ultime ore - La sua compagna, Michela Macaluso, diventata nota come attrice con lo pseudonimo di Michela Miti, si sta battendo contro i medici della clinica perché vorrebbe farlo trasportare in un ospedale adeguato - Di parere diverso la sorella di Bevilacqua, Anna, che vive a Parma, che ha dichiarato in una telefonata al TG1: "Non è vero, sono andata a trovare Alberto in clinica e gli ho chiesto se voleva o no restare dov'è: lui mi ha guardato con un sorriso e mi ha detto che vuole restare dov'è"
L'articolo di oggi a pagina 27 del "Corriere della sera" 

venerdì 25 gennaio 2013

Scosse di terremoto (modeste) sentite anche a Parma

EPICENTRO IN GARFAGNANA:
UN PO' DI PAURA
ANCHE A PARMA E IN PROVINCIA
GAZZETTA DI PARMA
 PARMA.REPUBBLICA

Domenica alla Famìja Pramzàna le poesie di Vittorio Campanini

“MOCCHÈ POETA! MI SÓN ‘D CAMPAGNA CME N’ÓLOM”
Per gli appuntamenti del dialetto nella Sala Barilla della storica associazione di viale Vittoria domenica pomeriggio saranno lette le poesie di Campanini, uno degli alfieri della nostra “antica parlata”, che porta nelle scuole assieme ad Alberto Michelotti, Enrico Maletti e Al Dsèvod - Lui si schermisce: “Non sono un poeta, ma un appassionato” - “Cuand i m’ dizon ch’al djalètt l’é destinè a morir a vagh zò ‘d tésta” - “Fin che ci sarò mi batterò per far conoscere il dialetto ai bambini e ai ragazzi: è in mano a loro il futuro della nostra lingua”
Vittorio Campanini e i "moschettieri del dialetto" (foto da Parma in dialetto)
di ACHILLE MEZZADRI
Classe 1938, spirito battagliero da gionvòt. Guai a dirgli che è un poeta. “Mi són d’ campàgna cme m’ ólom”, dice Vittorio Campanini “non sono un poeta, ma soltanto un appassionato. I poeti volano alto, io sto giù, volo basso. Ma scrivo poesie in dialetto perché la nostra antica parlata è la più bella del mondo e cuand i m’ dizon ch’al djalètt l’é destinè a morir a vagh zò ‘d tésta. No, non può morire il nostro dialetto ed è per questo che ci voleva un libro per le scuole, un libro da far conoscere ai bambini, ai ragazzi. È per questo che due anni fa è stato pubblicato il libro Impariamo il dialetto parmigiano, rivolto ai bambini delle scuole, un libro con le mie poesie e i testi di Vittorio Botti, Eugenio Caggiati, Giuseppe Mezzadri, Lorenzo Sartorio. È per questo che dall’anno scorso, vado in giro per le scuola di Parma e provincia con Alberto Michelotti ..........
LEGGETE L'ARTICOLO COMPLETO

Una grande foto di Gianni Minischetti è diventata un quadro

E LA SCIARPA DI VERDI FECE IL GIRO DEL MONDO... 
Il celebre fotografo e artista, che vive tra Monaco di Baviera e Stresa, ai tempi in cui lavorava presso il settimanale “Gente” si recò a Villa Sant’Agata con il giornalista parmigiano Giuseppe Barigazzi, scomparso dieci anni fa, per fotografare quella che fu la residenza del Maestro - La sua attenzione si fermò in particolare su una bacheca che conteneva la sciarpa e il cilindro (appiattito a fisarmonica grazie a invisibili e sottilissime molle in acciaio) che Verdi indossava quando Giovanni Boldini lo ritrasse nel suo studio parigino il 9 aprile 1886 - Minischetti ottenne di far aprire la bacheca e riannodò la sciarpa intorno al cilindro, nello stesso modo in cui Verdi se l’era annodata intorno al collo. La foto fu pubblicata da Gente e poi divenne un quadro, di 100 x 70 che è stato esposto in diversi musei e gallerie, in Italia e anche all’estero, in Germania, a Londra e in altri Paesi
Il quadro di Gianni Minischetti intitolato "La sciarpa di Giuseppe Verdi", esposto in vari musei e gallerie in Italia e all'estero
Gianni Minischetti e il celebre ritratto di Verdi eseguito da Giovanni Boldini il 9 aprile 1886

L'inaugurazione dell'Ospedale dei bambini, con il ministro Renato Balduzzi

TAGLIATO IL NASTRO: DA FEBBRAIO I BAMBINI
AVRANNO UN OSPEDALE TUTTO PER LORO
È diventata realtà stamattina, con il taglio del nastro da parte del ministro Renato Balduzzi, il grande progetto dell'Ospedale dei bambini (14mila metri quadrati) realizzato dall'Azienda Ospedaliera di Parma con Barilla, Fondazione Cariparma e Impresa Pizzarotti - L'ospedale, che è dedicato a Pietro Barilla nel ventenario della nascita entrerà in funzione da metà febbraio, con l'inizio de, trasporto dei reparti, a partire da quello di oncoematologia pediatrica, di cui è direttore il professor Giancarlo Izzi. Pramzanblog celebra l'avvenimento ripubblicando la  poesia "Al dotór di putén" del poeta dialettale Vittorio Campanini,  dedicata al professor Izzi e scritta espressamente per il Sant'Ilario 2009 di Parma nostra. Per chi vuole conoscere da vicino l'Ospedale dei bambini, domani, sabato 26 e domenica 27 sono in programma visite guidate all'interno della struttura. È indispensabile la prenotazione telefonica ai numeri 0521 704868 e 0521 704869 attivi fino alle ore 18 di oggi
L'Ospedale dei bambini (foto dalla Gazzetta di Parma), il professor Giancarlo Izzi, il poeta dialettale Vittorio Campanini e la poesia "Al dotor di putén"

Stagione lirica 2013 - I protagonisti: Julia Gertseva

“HO UN SOGNO NEL CASSETTO:
CANTARE AL TEATRO FARNESE”


Il mezzosoprano russo, l’Ulrica di “Un ballo in maschera”, parla del suo debutto al Regio - “ Avevo un gran timore perché dicono che Parma è un teatro difficile e tradizionalista, ma sono contenta del mio debutto e sono orgogliosa di aver cantato Verdi a Parma” - “La città è molto bella e sono rimasta estasiata dal Teatro Farnese: sarei felice di cantarci” 
La foto di Julia Gertseva nel ruolo di Ulrica è di Roberto Ricci
di PAOLO ZOPPI

A proposito della prima del Ballo in maschera, scrivevo su questo giornale che a fianco dei meritati applausi per l’Ulrica di Julia Gertseva, adombravo il fatto che non fosse un contralto “come prevede non solo la partitura ma anche il ruolo stesso, grave tra i più gravi” e da questa considerazione è iniziata la simpatica e schietta chiacchierata con il mezzosoprano russo. “Ma non sono un contralto”, ha chiarito subito sorridendo la Gertseva “il teatro tende ad uniformare le voci, ma la tradizione si può modificare, i tempi cambiano. Ognuno.........

Oggi festeggiamo il compleanno di...

giovedì 24 gennaio 2013

Buona prova di Adriano Malori nella "crono" in Argentina

MALORI QUINTO: PER SOLI 8 SECONDI È FUORI DAL PODIO
Nella quarta tappa del Tour de San Luis, in Argentina, il corridore parmigiano della Lampre Merida è stato tra i protagonisti, conquistando il quinto posto, a 19 secondi dal vincitore, Svein Tuft, a 12 dal secondo, Leandro Messineo, a 8 dal terzo, Michal Kwiatkowski e a 5 dal quarto, l'italiano Vincenzo Nibali - Ha però battuto specialisti delle corse contro il tempo come Van Garderen, Chavanel, Castroviejo e Contador (tredicesimo)
La partenza di Malori e a destra il campione traversetolese con la nuova maglia della Lampre Merida
Ancora un'ottima prova a cronometro di Adriano Malori, il ciclista traversetolese della Lampre Merida che sta partecipando con il team di Giuseppe Saronni alla settima edizione del Tour de San Luis, in Argentina. Nella quarta tappa di oggi, la prova a cronometro, si è battuto come un leone contro altri grandi specialisti delle  prove contro il tempo ed ha mancato il podio per una manciata di secondi, soltanto otto. Viene da ricordare che nel 2012 si dovette sfilare la maglia tricolore di campione italiano a cronometro per soli due secondi, a vantaggio di Dario Cataldo. Oggi Malori ha confermato le sue grandi qualità di cronoman conquistando la quinta piazza, con il tempo di 22'33", dietro al vincitore, il canadese Svein Tuft, l'argentino Leandro Messineo, il polacco Michal Kwiatkowski e l'italiano Vincenzo Nibali. Ha però avuto la soddisfazione di battere fior di cronomen come Van Garderen, Chavanel, Castroviejo e Contador, che è arrivato solo tredicesimo. Un ottimo inizio di stagione per il campione di Traversetolo, il cui massimo obiettivo del 2013 sarà il mondiale a cronometro, il 25 settembre, a Firenze. Se Adriano rappresenterà l'Italia al mondiale, Contador e soci dovranno fare i conti anche con lui.

La nuova esibizione di Gino e Dino a "Striscia la notizia"

GINO E DINO, I NUOVI DIVI DI "TALENT E QUALENT"
Nuova esilarante apparizione dei due comici parmigiani che sono tornati stasera nell'anteprima del Tg satirico di Canale 5, al fianco di Ezio Greggio e Enzo Iacchetti - Hanno interpretato le parti surreali di un improbabile Mangiafuoco e della sua impresentabile assistente
Nuova gag irresistibile di Gino e Dino (Luigi Furlotti e Aldo Musci) a "Striscia". Nell'anteprima del Tg satirico di Antonio Ricci sono stati presentati da Enzo Iacchetti come vincitori del surreale concorso "Talent e Qualent": Gino nella parte di un Mangiafuoco (rivelatosi poi, invece, come uno Sputasulfuoco) e Dino, già perfetto in passato in abiti femminili (quando interpretò un personaggio molto somigliante a Cosima Misseri) in quella della sua impresentabile assistente. Già i nomi affibbiati da Iacchetti ai due artisti del "Talent e Qualent" fanno capire quanto sia stata divertente la gag: Boris Putacchio e Mary Pugnante.

Le interviste di Pramzanblog: Pier Paolo Mendogni

“COME RIMPIANGO LA PÄRMA ‘D ‘NA VOLTA”
“C’era il senso di colleganza, di conoscersi o riconoscersi, dominavano le battute in dialetto, c’era uno spirito naturale di aggregazione, molto prima del tempo delle movide”, dice Mendogni, uno dei maestri del giornalismo di casa nostra, ex condirettore della “Gazzetta di Parma” nonché direttore di “Aurea Parma” - “Della mia infanzia ricordo le bombe del ’44: a tremare nel rifugio sotto il chiostro della chiesa di San Giovanni e poi a guardare terrorizzato gli aerei che passavano sulla mia testa, dai miei zii, a Lesignano” - “Quanti ricordi all’istituto de La Salle e al Romagnosi” - “Avevo 16 anni quando scrissi il mio primo articolo per il Resto del Carlino” - “Seguivo anche il Parma, ai tempi della presidenza di Agnetti” - “Fu Baldassarre Molossi, nel ’77, a volermi alla Gazzetta” - “Quando ero nella commissione toponomastica del Comune sono riuscito far intitolare strade a molti giornalisti, come Montanelli, Molossi e Paoletti” - “Sono sconcertato per la piega che ha preso la città”
di ACHILLE MEZZADRI
Era nella logica che prima o poi avrei ospitato, nella galleria degli intervistati di Pramzanblog, Pier Paolo Mendogni, giornalista di razza, uno dei maestri del giornalismo di casa nostra, uomo che ha messo la sua firma al servizio delle cose belle, dell’arte, della storia, della cultura tout court. Prima al Resto del Carlino, poi alla Gazzetta di Parma per concludere la sua ascesa sul gradino più alto, con la condirezione, a fianco di un altro grande, Bruno Rossi. Dire Mendogni, a Parma, vuol dire tante cose: l’esperto d’arte, che ancora oggi va in giro per l’Italia .....
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Adriano Malori all'assalto del Tour di San Luis, in Argentina

CHE LA "CRONO" SIA CON TE, ADRIANO...
Oggi il corridore traversetolese della Lampre Merida di Giuseppe Saronni, specialista delle corse contro il tempo, si mette alla prova nella sua prima "crono" dell'anno, nella quarta tappa della settima edizione del Tour de San Luis, in Argentina - Il percorso, 19,200 chilometri, si  svolge nela città di San Luis - Malori, che ha il pettorale 93, avrà tra gli avversari molti specialisti delle "crono": Van Garderen, Chavanel, Castroviejo, Tuft  e... un certo Contador


Anche i burattini in festa per Daniela Ferrari

E BARGNOCLA GRIDÒ: "TANTI AUGURI DANIELA!"
Oggi è il compleanno della popolare burattinaia, figlia di Luciano Ferrari e nipote di Giordano, e Pramzanblog interpreta il desiderio dei burattini di famiglia che vogliono farle tanti auguri

Oggi festeggiamo il compleanno di...


mercoledì 23 gennaio 2013

Il tour del pianista Barrali per il Bicentenario

L'OMAGGIO DI ROBERTO BARRALI A VERDI E WAGNER
Tra le numerose iniziative proposte quest'anno, Bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi e di Richard Wagner, è certamente degno di attenzione il tour del pianista Roberto Barrali, adottato dalla nostra città, che comincerà con l'anteprima che avrà luogo domenica 27, ore 16, nella chiesa di Gaiano, la frazione di Collecchio - Nel corso del recital, intitolato "Verdi e Wagner: musica nel Bicentenario", Barrali eseguirà musiche del Maestro di Busseto (dal Trovatore a Aida, da Nabucco a Ernani) e del compositore tedesco
Tra gli appassionati di musica non c'è nessuno, a Parma, che non conosca il maestro Roberto Barrali, artista di valore, che suona il pianoforte da quando aveva cinque anni e che ha studiato presso i Conservatori di Parma e di Palermo, distinguendosi poi in vari concorsi nazionali e internazionali, per poi esibirsi, molto apprezzato, nei più importanti teatri italiani e anche all'estero.  Ebbene, Barrali non aveva alcuna intenzione di starsene alla finestra proprio nell'anno del Bicentenario della nascita di due geni della musica, Giuseppe e Verdi e Richard Wagner, così, nel bel mezzo di un florilegio di iniziative, s'è mosso con anticipo, preparando il tour intitolato "Verdi e Wagner: musica nel Bicentenario", che prenderà il via domenica 27, alle 16, nella chiesa parrocchiale di Gaiano, frazione di Collecchio. "Il mio concerto consiste", spiega Barrali "nell'esecuzione solistica di parafrasi virtuosistiche di Franz Lizst su opere del titano di Lipsia, Wagner: da Tannhäuser a Lohengrin, da Parsifal a Tristano e Isotta) e su brillanti trascrizioni ottocentesche delle opere verdiane più famose, da Aida a La traviata, dal Trovatore a Rigoletto, a Nabucco". Il programma è sicuramente stimolante e a Gaiano l'attesa è già viva. (Ingresso a offerta libera). Ma, dicevamo, il recital di domenica a Gaiano è soltanto l'inizio del tour di Barrali, che continuerà venerdì 1° febbraio, ore 21,15, al Theatro del Vicolo di Parma (ingresso 10 euro). Tra le date seguenti del tour si segnala quella del 6 marzo prossimo, al Palazzo Cavagnis di Venezia, sede del Centro Culturale Valdese. In quell'occasione si esibiranno, con il maestro Barrali, anche due note soprano:  Angela Gandolfo e l'islandese ormai "parmigiana" Halla Margret (a.m.)

Renzo Oddi ricorda Manfredo Manfredi, il braccio destro di Pietro Barilla

FU LA COLONNA CHE TENNE IN PIEDI LA BARILLA
PRIMA, DURANTE E DOPO GLI AMERICANI
Ieri sera, dopo una lunga malattia, è scomparso nella sua abitazione di via Catalani l’ingegner Manfredo Manfredi, che affiancò Pietro Barilla nel decollo e nel consolidamento dell’azienda, della quale rimase alla guida anche durante il periodo in cui era di proprietà della Grace, dal ’70 al ’79 - “Fu proprio lui ad assumermi, nel ’53”, ricorda Renzo Oddi - “ Io fui il primo tecnico a vestire la vestaglia bianca” - “Un grande dirigente e un uomo di cultura” - “L’artefice della costruzione della nuova Barilla” - “Quando accadeva qualche problema tecnico non esitava a correrere in azienda ed entrare con noi negli essicatoi per risolverlo” - “La volta che una domenica, al tempo degli americani, mentre ero di turno a Pedrignano, Pietro Barilla venne da me e io l’accompagnai a rivedere gli impianti dell’azienda che era stata sua” - “La sera mi telefonò: Renzo, sto tornando”
Manfredo Manfredi nel suo studio, con Pietro e Guido Barilla, in immagini tratte dalla Gazzetta di Parma e da TG Parma. Nel tondo:  Renzo Oddi 
di ACHILLE MEZZADRI
La notizia è rimbalzata sul Web, come un tam tam. È morto l’ingegner Manfredo Manfredi, il grande manager, il grande uomo di cultura. Un’altra grossa perdita per la città, proprio nel tempo in cui l’immagine di Parma si sbiadisce con storie di corruzione, intrighi, arresti. L’uomo, l‘ingegner Manfredi, che prima fu il braccio destro di Pietro Barilla, nel decollo e nel consolidamento dell’azienda e che poi, oltre a ricoprire altri importanti incarichi, fu l’illuminato presidente della Fondazione Magnani Rocca. I lettori di Pramzanblog sanno bene che...........
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La recensione del primo spettacolo dedicato al Bicentenario verdiano

IL VERDI "SVELATO" AL THEATRO DEL VICOLO
Grande successo sabato scorso di "Casa Giuseppe Verdi: le spose del maestro", curato da Marzio Dall'Acqua da un'idea di Rossana Cagnolati - Nello spettacolo è in particolare l'animo di Giuseppina che affiora, si manifesta e racconta gioie, passioni, dolori e gelosie
Aveva incominciato a nevicare, sabato sera 19 gennaio, dipingendo un velo bianco su strade e marciapiedi, mentre il pubblico affluiva al Theatro del Vicolo in Parma, come quella notte d'inverno in cui Giuseppe Verdi, solo, senza famiglia, a Milano incontrò l'impresario Merelli che lo convinse, quasi con la forza, a guardare il copione di Nabucco, scritto da Solera, che avrebbe cambiato la sua vita, e la nostra, con quel seduttivo e trascinante "Va pensiero". Il Theatro del Vicolo, aprendo di fatto le celebrazioni del bicentenario della nascita del Maestro, ha voluto presentare con la propria produzione Casa Giuseppe Verdi: le spose del maestro articolata tra recitazione, filmati e musica, un ritratto inedito del grande compositore, raccontato dal punto di vista, tutto femminile, delle sue due mogli: Margherita Barezzi, con lui andata nella metropoli lombarda per realizzare i sogni che avevano maturato, insieme al loro amore, nella natia Busseto e strappata precocemente alla vita, e Giuseppina Strepponi, la seconda moglie, la grande soprano che a Verdi, appassionatamente, dedicò la propria vita, dopo una giovinezza di sacrifici, ma anche di sbandamenti sentimentali. La voce di Giuseppina Strepponi è quella, non meno calda e intensa, di Ilaria Ughi, che, attraverso la lettura della corrispondenza intercorsa con il Maestro, delineato dalla voce di Luca Maffezzoli, racconta le loro vicende estratte dai loro carteggi, giocate tra recitazione presente e passioni del passato, vivificate proprio dalla scrittura che diventa oralità. Tra loro un narratore, Stefano Dall'Asta, che consente al pubblico di seguire la coppia e contestualizzare le diverse lettere all’interno della loro storia. I testi dei carteggi sono stati curati da Marzio Dall'Acqua, che nel 1985 ha diretto la mostra colornese dedicata a Giuseppe Verdi: vicende, problemi e mito di un artista e del suo tempo, che occupava tutto un piano del palazzo ducale, visitata da 50.000 persone, e quella del 2001 dedicata alla mitologia e al kitsch verdiano, in palazzo Pigorini, a Parma, intitolata W Verdi, trasferita all'Università di Pavia. L'azione scenica, coordinata da Ilaria Ughi, è stata accompagnata da musiche, eseguite da Egidio Tibaldi, e scandita da tre filmati, la cui regia è dovuta a Rossana Cagnolati, mentre le riprese ed il montaggio sono di Idea Video di Enzo Guerci. E' in particolare l'animo di Giuseppina che affiora, si manifesta e racconta gioie, passioni, dolori, gelosie, fino all'atto finale di nominare Verdi come proprio erede universale, ancora una volta dichiarandogli il proprio amore appassionato. Diversi i momenti di forte tensione e commozione, che hanno coinvolto un pubblico attento e partecipe, che ha ampiamente applaudito. La Compagnia del Theatro del Vicolo sta preparando un calendario di rappresentazioni in modo da rendere lo spettacolo itinerante. (a.m.)
FOTOGRAFIE DI RINO BALOCCHI

Gino e Dino domani a Canale 5

GINO E DINO RITORNANO A "STRISCIA LA NOTIZIA"
I due comici parmigiani hanno evidentemente lasciato il segno con le loro partecipazioni al TG satirico di Antonio Ricci e sono stati richiamati per nuove gag al fianco di Ezio Greggio e Enzo Iacchetti
Lui... GINO Furlotti e Al... DINO Musci, vale a dire Gino e Dino, i due popolari comici - cabarettisti lanciati due anni fa da “Striscia la notizia”, il celeberrimo Tg satirico che ha dato loro una notorietà nazionale, tornano alla corte di Antonio Ricci, in attesa di riprendere il tour, nella prossima stagione teatrale, con la commedia "Una giornata piena di sorprese".  Domani sera, ore 20,30, saranno protagonisti, nella consueta “anteprima” della trasmissione, di una nuova gag che li vedrà impegnati insieme con Ezio Greggio e Enzo Iacchetti. “Evidentemente le nostre “gag” nelle precedenti stagioni hanno lasciato un buon ricordo”, hanno detto i due attori parmigiani “e così siamo stati richiamati. Ovviamente non possiamo svelare in che cosa consisterà il nostro nuovo intervento nel programma di Antonio Ricci, ma noi, che lo stiamo preparando, stiamo già ridendo...”