/// O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

mercoledì 21 novembre 2012

Incontro telefonico (e calvario di quattro interruzioni) con Adriano Malori

“PER IL 2013 HO UN SOGNO:
LA CRONO MONDIALE DI FIRENZE” 
Il campione traversetolese sta cominciando a prepararsi per la prossima stagione agonistica, durante la quale correrà ancora con la Lampre Isd - “Ho ripreso da poco”, dice “palestra, lunghe camminate, le prime brevi uscite in bicicletta” - “Dal 4 al 7 dicembre rivedrò i miei compagni di squadra, ma non sarà un ritiro come gli altri anni” - “Andremo subito a correre al caldo, in Argentina, Australia e Africa” - “Alla Lampre mi trovo benissimo e non mi sento sminuito quando devo svolgere mansioni da gregario: anche a me vengono riservate chance da protagonista” - “Per il mio futuro punto soprattutto su qualche breve corsa a tappe e sulle cronometro” - “Sono sicuro di avere ancora margini di crescita” - “Penso già alla prova a cronometro del 25 settembre, al mondiale di Firenze” - “Lance Armstrong ha vinto sette Tour e secondo me hanno sbagliato a toglierglieli” - “Se ci fossero ancora Bartali e Coppi sarei bartaliano” - “Non ho la morosa: per ora ho solo il ciclismo nella testa” - “Non sono un gran ballerino, ma a ‘Ballando con le stelle’ ci andrei di corsa”
di ACHILLE MEZZADRI
“Come ogni anno, in questo periodo, quando riprendo ad allenarmi con la bici, provo le stesse sensazioni che prova... una donna incinta che fa idrobike! Ah ah ah”. L’ha scritto Adriano Malori su Facebook. Il popolare social network è infatti il salotto dove i giovane campione di Taversetolo, che compirà 25 anni il prossimo 28 gennaio, dialoga e scherza con amici, parenti e tifosi. “No, non sono un malato di Facebook”, dice Adriano “ma so che ai tifosi piace sapere che cosa facciamo noi atleti e allora li accontento. Mi diverto”. Comincia così il nostro incontro telefonico, piacevole e divertente anche se funestato da ben quattro interruzioni per caduta di linea. Un calvario. Mentre è tutt’altro che un calvario, parlare con questo ragazzo dalla faccia simpatica che da dilettante spaccava il mondo e che da professionista ci sta ancora provando, essendosi levato, però, già qualche bella soddisfazione, tipo la maglia rosa al Giro d’Italia, una fuga solitaria di 218 chilometri al Tour de France e un decimo posto nella cronometro iridata di Valkenburg. “Sì questo è il periodo...............
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