/// O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

venerdì 23 novembre 2012

Commento di Paolo Zoppi sull'Editorialino di Mezzadri sullo spirito pramzàn

EH NO, CARO MEZZADRI, QUELLO
DI FEDERICO BOCCHIA NON È SPIRITO PRAMZÀN
Pubblichiamo volentieri la lettera che ci ha scritto il nostro collaboratore e amico Paolo Zoppi, l'autore della bella rubrica "Su il sipario", a commento del nostro "Editorialino" su Federico Bocchia e su quelle che consideriamo "guasconate alla parmgiana" - Pramzanblog è anche una palestra di democrazia e siamo ben felici di accogliere la "voce contro", con motivazioni ben circostanziate, di Zoppi
Federico Bocchia in atteggiamento da King Shark e l'Editorialino "contestato" simpaticamente da Paolo Zoppi
Caro Mezzadri,
consentimi di dissentire da quanto hai espresso nel tuo “Editorialino”. “Est modus in rebus” così come ci sono spazi e luoghi deputati al divertimento e alle “guasconate” e francamente un centro sportivo mi pare più adatto e consono ad un confronto leale e “decoubertiniano” anche se ormai la partecipazione ad un evento sportivo è solo finalizzata al record e alla vittoria. Non sono certo un bacchettone ma troppo spesso dimentichiamo che i canali di comunicazione di massa oggi rappresentano l’unica via di insegnamento o meglio, di apprendimento, a cui troppi giovani ricorrono e allora anche il gesto sportivo, poiché fatto da giovani, diventa un esempio per i tantissimi giovani che guardano lo sport o che lo praticano. Sappiamo benissimo come le “mode”, siano esse di abbigliamento, della persona e più spesso di comportamento, traggano linfa vitale dai cosiddetti Vip siano essi attori, cantanti o sportivi. Quindi la responsabilità, che io giudico primaria ma che primaria lo è per pochi, è quella di avere un comportamento corretto e leale dove a colpire non debbano essere creste, tatuaggi, vittimismo o peggio ancora doping ma prestazione sportiva, quella che sia e comunque con l’orgoglio e la dignità della partecipazione. Valori che si sono persi, ma che facciamo di tutto per non recuperare scusando qualsiasi comportamento purché suffragato dal “mito” del migliore, del forte, del bello. L’accostamento di una “guasconata” assolutamente fuori luogo e di dubbio gusto nei confronti di pari età che potranno anche perdere ma che probabilmente sono più vittoriosi in altri e più importanti settori, con lo “spirito parmigiano”, scusami caro Mezzadri ma mi sembra ancor più fuori luogo. Lo spirito del “pramzàn” come lo chiami tu, quello Ded'là da l'acua tanto per capirci non esiste più e men che meno in un ragazzo di vent’anni, poi mai e poi mai un pramzàn dal sass avrebbe deriso gli avversari. È stato un  atteggiamento derisorio, non rispettoso e non una guasconata, né tanto meno arlìa. Se questo atteggiamento è stato fatto, come suppongo, con leggerezza e superficialità, la cosa è anche peggiore perché vuol dire che non ci si rende conto delle proprie azioni.  
Con stima
Paolo Zoppi

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