O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìrt al nì / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vris andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär. / Int’il gróndi cuànd a pióva / l’àcua t‘ f a la sérenäda / e in-t-il tòrri traforädi / dvénta muzica anca al vént. /O lezgnolén ch’a t’ gh’é la góla dòra / indo ät imparé a cantär csi bén? / Al to gorghègg da ‘dentor tutti al fóra / e il coppiètti alóra is fan l’océn. / J’ò imparé a stär su ‘na pianta / cla se spécia in-t-un laghètt / indo gh’é un izolètta / con di ciggn bianch e morètt. / Tutt il siri là sentiva / i béj cant ädla coräla / e ’l me cór picén al capiva / che csì sól a s’ pól cantär.


venerdì 19 ottobre 2012

Intervista con Paolo Bucci dopo la “333"

LA QUIETE DOPO
LA TEMPESTA
Finalmente, dopo tre giorni e mezzo di dura corsa nel deserto, superando ostacoli di ogni tipo e perfino una tempesta di sabbia, l’ultrarunner parmigiano si sta concedendo il meritato riposo - “Poco fa ho visto arrivare il gruppetto degli ultimi sei: erano stravolti e mi sono commosso” - “Il momento più difficile è stato verso il check point 12, di notte, andavo su e giù per le dune, non trovavo la strada, i miei due GPS mi facevano dannare” - “Il più bello: quando ho visto a distanza le luci di M’hamid...” - “Stanotte ho avuto un sonno agitato: mi svegliavo ogni mezz’ora per i dolori muscolari - “Ritorno in Italia domenica: dovrei arrivare alla Malpensa intorno alle 13”
Paolo Bucci stamattina con il messicano Antonio Chalita, primo a sinistra e il francese Patrick Ostrowski
di ACHILLE MEZZADRI
Il ritorno del guerriero. O anche: la quiete dopo la tempesta. Paolo Bucci non ha passato una notte serenissima (“mi svegliavo ogni mezz’ora per dolori muscolari”) però adesso si sta godendo il “dopo 333”. Sulla linea del traguardo (si fa per dire) arriva il gruppetto degli ultimi sei. Tutti insieme, stravolti e piangenti. Quella che piange di più è una giovane donna. “Mi sono commosso”, dice Paolo “li ho visti così fragili, così disperati ma anche felici. Quei volti... Che differenza da quelli che avevo conosciuto la sera di domenica, l’ultima cena prima della gara, e poi alla partenza... Erano sorridenti, pieni di energia... Ora erano degli stracci. Io so bene cosa si prova. E comun-que ce l’hanno fatta ad arrivare entro il tempo massimo di 104 ore. E sono molto contento per loro”. Paolo Bucci, ormai lontano con il fisico ma non con la mente dai momenti difficili della corsa, ripassa con serenità la sua “tenera follia” nel deserto del Sahara marocchino. “Il momento.............
Paolo Bucci ieri sera all'arrivo, accolto dai fans...
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