/// O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

sabato 25 agosto 2012

L'Editorialino - Parliamoci chiaro

LO SPORT MODERNO

E LO SPREAD
Si può parlare di “spread” in campo sportivo? Sì se per spread si intende il confronto con due realtà - E allora a che quota siamo arrivati se raffrontiamo lo sport di oggi, nell’era degli sponsor, a quello di ieri? - Lo spread, per quanto riguarda i campioni, la corruzione, il doping, è da vertigine - Vediamone alcuni esempi

Lance Armstrong
di ACHILLE MEZZADRI
Da mesi ci riempiono la testa con questo spread. Ormai hanno capito più o meno che cos’è anche quelli dotati di meno sale in zucca. Lo spread, mettetelo bene in testa, ci hanno detto, è quel marchingegno che misura la nostra distanza dall’efficiente economia tedesca. Più scende e meglio stiamo, più sale e più siamo in braghe di tela e i nostri risparmi vanno a farsi fottere. E adesso mi domando: se lo spread è una specie di unità di misura che mette a confronto due realtà. È possibile usarla anche nello sport? Io dico di sì. Usiamolo allora, questo spread, per paragonare lo sport di ieri allo sport di oggi, i campioni di ieri a quelli di oggi, gli stimolanti di ieri al doping diffuso di oggi, la corruzione di ieri alla corruzione di oggi. Se generalizziamo e facciamo di tutta l’erba un fascio, decidendo per un valore unico, direi che lo spread dello sport moderno, rispetto a quelli di ieri, non è ............

LEGGETE L'EDITORIALINO

1 commento:

pramzanserass ha detto...

Mi trovo d' accordo i9n linea di massima su quanto il direttore afferma nel suo editorialino. Occorre anche considerare che diventa scandalo vedere un campione come è stato Lance Amstrong, costretto a rimangiarsi tutti i sette titoli vinti al Tour de France. Ancor più scandaloso a mio parere è sapere che il texano si dopava(?) e negli anni d' oro in cui vinceva titoli su titoli nessuno ha mai scoperto l' arcana messa in scena. Profondamente vergognoso che oggi il campione debba essere inseguito per anni prima di vedere assegnata la pena. Estremamente diseducativo vedere tanti altri campioni(?) procedere per la strada del doping a passo certo, senza remore. Diversi anni fa non si sapevano ancora i tremendi risultati a cui si andava incontro dopandosi. Oggi più di uno di questi beniamini del grande pubblicoha pagato il prezzo più alto per raggiungere il traguardo più ambizioso. Se si pensa che anche nel tennis e nel golf sono in corso esami anti-doping ci possiamo facilmente rendere conto di quanto diffuso sia la scorciatoia per raggiungere la gloria,la ricchezza e la popolarità. Degno del peggior racconto di Goethe la confessione del podista altoatesino. Lo sport gli ha procurato ricchezza, notorietà, una fidanzata...e non poteva mollare, lasciare. Chi avrebbe potuto crocifiggerlo se presentatosi davanti alle telecamere avesse annunciato il ritiro? Oggi Schwazer deve rispondere di un raeto che gli procurerà non solo gravi conseguenze sportive ma anche civili e (forse) penali. ne valeva la pena? Non era meglio ricordarsi di lui, di Amstrong , di altri atleti come di campioni a cui all' improvviso è venuta a mancare la voglia di lottare, di impegnarsi fino in fondo, di spremersi per la marcia longa o la gara dei Kinder Ferrero. caro Direttore altrochè spread. Quì si parla di anni bui non solo dal punto di vista economico ma anche dal punto di vista umano e morale. Manca ancora una crociata no doping nei riguardi del calcio. ma se diminuiranno ancora gli investimenti, forse...