O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìrt al nì / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vris andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär. / Int’il gróndi cuànd a pióva / l’àcua t‘ f a la sérenäda / e in-t-il tòrri traforädi / dvénta muzica anca al vént. /O lezgnolén ch’a t’ gh’é la góla dòra / indo ät imparé a cantär csi bén? / Al to gorghègg da ‘dentor tutti al fóra / e il coppiètti alóra is fan l’océn. / J’ò imparé a stär su ‘na pianta / cla se spécia in-t-un laghètt / indo gh’é un izolètta / con di ciggn bianch e morètt. / Tutt il siri là sentiva / i béj cant ädla coräla / e ’l me cór picén al capiva / che csì sól a s’ pól cantär.


giovedì 7 giugno 2012

Che concerto a Parma Lirica

GRAZIE BRUSON
Il grande baritono, 76 anni, cittadino onorario di Parma, ha celebrato i suoi 50 anni di carriera nell’auditorium della storica associazione di via Gorizia - Salone stracolmo di gente e pubblico anche fuori - Si sono esibiti anche il tenore Vladimir Reutov, il soprano Alexandra Zabala e il Coro Renata Tebaldi diretto dal maestro Sebastiano Rolli
di ACHILLE MEZZADRI
foto di MASSIMILIANO ORTALLI




















Che spettacolo. Auditorium di Parma Lirica stracolmo di gente, di parmigiani melomani desiderosi di stringersi intorno a un grande della lirica, il baritono Renato Bruson, 76 anni, per celebrare con lui i 50 anni della sua straordinaria carriera, che l’ha visto primeggiare in tutti i teatri del mondo. “Abbiamo dovuto tenere aperte le porte e le finestre del salone perché un sacco di gente era rimasta fuori”, mi ha detto il presidentissimo di Parma Lirica, Paolo Ampollini (che ha consegnato a Bruson una bellissima targa ricordo) “così anche loro hanno potuto seguire il concerto. Una grande serata”. Grande serata sì, con un Bruson sempre in grande spolvero nonostante l’età, che nemmeno gli sembra appartenere.
Con un Bruson perfino gioioso, che scatena l’ilarità del pubblico mentre, subito dopo aver cantato “Oh, de’ verd’anni miei” dall’Ernani e pronto ad attaccare “Oh Sommo Carlo”, viene interrotto dall’abbaiare di un cagnolino e commenta: “È un collega”. Cagnolino che, per altro, sembra un grande appassionato di lirica, perché già durante le prove del coro ha più volte approfittato delle pause per dare il suo contributo “canoro”. Evidentemente conosce anche i tempi giusti, il cagnolino, per intervenire soltanto durante le pause... Insomma, cagnolino melomane a parte, spettacolo tutto applauditissimo, con tanta bella musica e anche due giovani cantanti a far da cornice al Maestro, il tenore............
(Nelle foto: 1) Bruson durante il concerto; 2) Bruson con Giovanni Ferraguti)
LEGGETE L'ARTICOLO COMPLETO 
IN ALTO UN'AMPIA GALLERIA FOTOGRAFICA CON LE FOTO DI MASSIMILIANO ORTALLI

Nessun commento: