/// O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

giovedì 22 marzo 2012

I parmigiani nella storia

ASDENTE, IL CALZOLAIO INDOVINO
Fu citato da Fra Salimbene, di cui era amico, nella sua “Cronica”, Dante lo cacciò all’Inferno e Ireneo Affò ne parlò nei suoi libri - Anche Parma non l’ha dimenticato e gli ha dedicato il vicolo dove si trova la sede della Corale Verdi - Pramzanblog vuole ricordarlo, oltre che con i riferimenti storici, attraverso un prezioso cimelio, il lunario di Battistein Panada del 1903
di ACHILLE MEZZADRI
Tutti i parmigiani (quelli veri) sanno dov’è vicolo Asdente. Per forza... lì c’è la sede della Corale Verdi, cuore pulsante della musicalità di Parma. Ma forse non tutti sanno che Asdente, il personaggio al quale è dedicato questo borghetto, fu molto popolare nel Duecento e fu perfino citato da Fra Salimbene, che era suo amico, nella “Cronica” e da Dante Alighieri nella “Divina Commedia”, nonché, più tardi, da Ireneo Affò nella “Storia di Parma” e in “Memorie degli scrittori e letterati parmigiani”.
Perché tanta fama? Non certo per la sua capacità di cibach, ma per quella di indovino. A lui si rivolgevano principi ed ecclesiastici (anche il Vescovo di Parma del suo tempo, Obizzo Sanvitale) anche perché, dissero e scrissero di lui.... ci prendeva. Sembrò infatti che ..........

1 commento:

Anonimo ha detto...

Grazie, ancora oggi ci hai fatto un regalo, sei l'uomo pulsante di Parma!