/// O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

martedì 27 marzo 2012

I corsi e i ricorsi della storia

VERDI SAPEVA
GIÀ TUTTO
123 ANNI FA...
Il Maestro, nel 1889, dalla sua dimora genovese, scrisse a un amico e compaesano, il senatore Giuseppe Piroli, una lettera in cui esternò il suo pensiero sulla grave situazione economica - un documento sorprendente, che delinea uno scenario molto simile a quello attuale
Giuseppe Verdi veggente? Certamente no. Il Cigno di Busseto, oltre a scrivere opere immortali, era ben radicato nel suo tempo e non faceva vaticini, però una lettera che scrisse il 10 febbraio 1889 dalla sua dimora genovese al senatore bussetano Giuseppe Piroli, suo compaesano ed amico, letta adesso, sembra talmente attuale che potrebbe essere considerata davvero ... un vaticinio. L'abbiamo tratta dal bel libro di Gustavo Marchesi Viva V.E.R.D.I, edito da Mup. La si trova a pagina 136. Leggetela!
LA LETTERA DI VERDI A PIROLI

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