/// O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

mercoledì 1 febbraio 2012

L'Editorialino - Parliamoci chiaro

LA PARMIGIANITÀ
E LE “PARROCCHIETTE”
Riflessioni a voce alta su quella che molti di noi inguaribili “malati” della nostra città chiamiamo “parmigianità” -
Che cos’è, innanzitutto, la “parmigianità”? - È davvero quello spirito particolare, unico, che distingue (o distingueva) un parmigiano dagli abitanti di altre città d’Italia? E sopravvive ancora? - E vivrà? - Pramzanblog, in quasi quattro anni di attività,  è diventato un piccolo “osservatorio a distanza” e comincia ad avere qualche dubbio...
Per Tonino Fereoli è “una cosa che ti trovi dentro e che non ti va più via”. Per Franco Nero “mettersi a tavola a mangiare tortelli e anolini”. Per Ilaria Notari “la voglia di rinnovare le nostre radici, anche in modo un po' esasperato”. Per Corrado Medioli “la cadenza sbragata del dialetto, e la nostra gastronomia e mille cose ancora”. Per Mario Lanfranchi “quella specie di scintilla, quel fervore che ti esplode all'interno, quel qualcosa che riesce a darti nei rapporti umani qualcosa di più”. Per Ferdinando Sandroni “fare squadra nel segno della solidarietà”. Per Michele Pertusi “il piacere di fare le cose con calma, senza nevrosi”. Per Giuliano Molossi “un senso di appartenenza molto forte, molto spinto. Possiamo riconoscerci tra noi senza che nessuno parli”. Per Giancarlo Dondi “la genuinità, che ci viene dalla nostra origine campagnola”............
(Nella foto: Parma dall'alto negli Anni Sessanta)
LEGGETE L'EDITORIALINO

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