/// O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

sabato 4 febbraio 2012

Chiedi chi era... Parmenio Bettòli

GIORNALISTA, SCRITTORE,
COMMEDIOGRAFO
Firmò commedie e drammi di grande successo, diresse per quattro anni la Gazzetta di Parma, se la prese con “le maestrine” e organizzò una storica burla nei confronti di un capocomico e di un bibliotecario
Aveva quasi 13 anni, Parmenio Bettòli, quando nel dicembre 1847 morì la duchessa Maria Luigia e tornarono i Borbone, con Carlo II. Figlio di Carlo, impiegato e di Clementina Dall’Argine, Bettòli fu un suddito del Ducato destinato a lasciare il segno nel giornalismo, nella letteratura e nel teatro. Studente non proprio modello, fu attratto molto presto dalle scene e non era ancora diciottenne quando, il 4 dicembre 1852, al Teatro Regio, la compagnia Caracciolo rappresentò il suo dramma in tre atti Il falsario e il traditore, ovvero Le cambiali e il carteggio.
Dovette aspettare 13 anni (e ormai il Ducato era soltanto un ricordo) quando il 10 marzo 1865, riuscì a far rappresentare a Torino, ancora per pochi mesi capitale del Regno d’Italia, al Teatro Gerbino, Il Boccaccio a Napoli, cinque atti in versi. Quattro anni dopo, il 15 marzo 1869, andò in scena, al Teatro Re di Milano, L’emancipazione della donna. E una settimana dopo, a Firenze (allora seconda capitale del Regno d’Italia) al Teatro delle Logge, la commedia in tre atti Un gerente responsabile, satira della retorica giornalistica, felicemente interpretata dalla Compagnia di Bellotti-Bon. Il 2 novembre dello stesso anno ........
(Nella foto: Parmenio Bettòli)

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