O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìrt al nì / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vris andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär. / Int’il gróndi cuànd a pióva / l’àcua t‘ f a la sérenäda / e in-t-il tòrri traforädi / dvénta muzica anca al vént. /O lezgnolén ch’a t’ gh’é la góla dòra / indo ät imparé a cantär csi bén? / Al to gorghègg da ‘dentor tutti al fóra / e il coppiètti alóra is fan l’océn. / J’ò imparé a stär su ‘na pianta / cla se spécia in-t-un laghètt / indo gh’é un izolètta / con di ciggn bianch e morètt. / Tutt il siri là sentiva / i béj cant ädla coräla / e ’l me cór picén al capiva / che csì sól a s’ pól cantär.


giovedì 5 gennaio 2012

La prossima chiusura della libreria Battei

ANTONIO BATTEI:
“ECCO PERCHÉ HO DECISO
DI CHIUDERE
LA MIA STORICA LIBRERIA”
L’editore rende pubblica la decisione di chiudere i battenti della storica libreria di famiglia, dopo 140 anni, in una lunga intervista al giornalista Roberto Longoni che uscirà domani sulla Gazzetta di Parma - L’abbiamo raggiunto telefonicamente in serata e ci ha detto: “Ormai la decisione è presa, la chiusura avverrà nei prossimi mesi. Però non muore la casa editrice: andremo avanti con il solito stile” - “I motivi sono tanti, e tra questi lo strapotere dei supermercati e il crescente disinteresse del pubblico nei confronti dei libri”
di ACHILLE MEZZADRI
Quando ho letto, un’ora fa il titolo in pramzàn “Dòpa 140 àni a sära la libreria Battei in via Cavour. N’ätor tòch äd Pärma ch’al s’in va”, mi è venuto, lo ammetto, il magone. Perché non me lo aspettavo, perché conosco Antonio Battei, lasalliano come me, e so quanto sia fiero ed orgoglioso di questo storico gioiello di famiglia, perché mi sono subito domandato che senso avrà via Cavour quando non ci sarà più la storica insegna della “Libreria L. Battei”. Poi subito mi sono anche chiesto che fine farà la casa editrice, la prima a pubblicare, nel 1978, un mio libro. Allora non ho perso tempo e, nonostante l’ora un po’ tardina, ho telefonato al Cavaliere di Gran Croce Antonio Battei, classe ’49, una vita dedicata al libri. “Allora è proprio vero?” ................
LEGGETE L'INTERVISTA COMPLETA

1 commento:

Anonimo ha detto...

Se davvero crea una certa "indignazione" la chiusura di questo pezzo storico di Parma, visto che di intellettuali, amanti del libro e gente con grana non dovrebbe mancare (sino a non molto tempo fa Parma era una delle cittá piu´"facoltose" d´Italia) perché da nessuno viene l´idea di promuovere un salvataggio di questa , diciamo, istituzione pramzan che se ne sta andando????
O oramai le chiacchere valgono piu´dei fatti??