/// O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

domenica 22 gennaio 2012

La grande impresa di Paolo Bucci

 “L’ULTIMA SALITA
SEMBRAVA UN MURO”
Intervista via Skype con l’ultramaratoneta parmigiano che si è piazzato 36° nella settima edizione della massacrante Brazil 135, con il tempo di 45 ore 35 minuti e 25 secondi - “Ho avuto due momenti molto difficili: il primo a Estiva, il secondo nell’ultimo tratto di salita” - Chiara De Carli, una delle supporter: “Eravamo l’unico equipaggio femminile e siamo state molto seguite e coccolate”
di ACHILLE MEZZADRI
Sei ore di sonno restauratore (quasi) ed eccoli già in piedi, Paolo e le sue tre donne tre, le grandissime supporter che l’hanno “supportato” (e sopportato - altrimenti che supporter sarebbero -) per 45 ore 35 minuti e 25 secondi, questo il tempo che Paolo ha impiegato per portare a termine la sua Brazil 135, corsa massacrante attraverso gli Stati di San Paolo e Minas Gerais. L’ha conclusa al 36° posto nella sua categoria (la più tosta, con un tempo massimo di 48 ore), mentre in un primo momento sembrava 48°. Misteri dell’organizzazione (tanta umanità, tanta simpatia, ma tante pecche) che aveva sbagliato perfino il nome del vincitore, prima il costaricano Kurt Lindemuller, di origine tedesca, poi il brasiliano Eduardo Calisto. Ma va, ormai è finita e Paolo e le sue tre donne tre, unico equipaggio tutto al femminile, seguitissimo e ....
LA LEZIONE DI PRAMZÀN A UN BRASILIANO...

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