/// O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

lunedì 9 gennaio 2012

Così Carboni "lanciò" gli spaghetti Barilla

QUELLA PASTA BARILLA
"DISEGNATA"
DA ERBERTO CARBONI
Sugli scaffali dei supermercati e dei negozi di alimentari abbiamo trovato, nelle ultime settimane, un'edizione limitata delle storiche prime confezioni della Pasta Barilla disegnate dal grande designer parmigiano Erberto Carboni (1899 - 1984) - Ricordiamo chi fu questo genio del design
Le casalinghe più giovani si saranno un po' meravigliate a trovare, sugli scaffali degli alimentari, nei supermercati e nei negozi, confezioni di pasta Barilla un po' "vintage". Infatti erano la fedeli riproduzioni delle confezioni disegnate da Erberto Carboni, gandissimo designer parmigiano scomparso nel 1984. La spiegazione è scritta sulle confezioni di spaghetti e fusilli: "Barilla celebra i 150 anni dell'Unità d'Italia con la sua prima storica confezione. Erano gli anni '50 e il designer Erberto Carboni (1899 - 1984) realizzava la prima confezione di pasta Barilla". Ecco, a beneficio delle generazioni più giovani vogliamo ricordare, usando la scheda che a suo tempo scrivemmo noi stessi su Wikipedia, chi era questo genio pramzàn del design, la cui opera ha lasciato il segno. Erberto Carboni, l'uomo delle grandi campagne pubblicitarie, dei fulminanti slogan (Barilla, la pasta del buon appetito, Con pasta Barilla è sempre domenica, È sempre l'ora dei Pavesini) del monoscopio Rai, delle prime sigle televisive. Nato a Parma il 22 novembre 1899, si diplomò al Toschi ed esordì sul periodico umoristico parmigiano La puntura, con lo pseudonimo di Lince. Poi si occupò di grafica pubblicitaria e divenne anche illustratore, collaborando a numerose riviste italiane, tra le quali la famosa Le grandi firme, diretta da Pitigrilli. Nel 1932, a 33 anni, divenne uno strajè, trasferendosi a Milano, dove si impose presto come allestitore di padiglioni espositivi all'interno di fiere e di rassegne culturali. Fu per altro lui, nel 1961, a Torino, a curare l'allestimento del Padiglione Italia 61 per il centenario dell'Unità d'Italia.Ma Erberto Carboni fu soprattutto uno straordinario pubblicitario, perché, tra gli anni Trenta e gli anni Sessanta, firmò le campagne di grandi aziende, come l'Olivetti, la Shell, la Motta, la Barilla (dal 1952 al 1960), la Bertolli, la Pavesi.
Legò, indissolubilmente, il suo nome alla Rai, l'ente nazionale televisivo con il quale cominciò nel 1948 una collaborazione che durò fino agli ultimi anni della sua vita. Nel 1949 realizzò il primo marchio, con le lettere squadrate e il puntino sulla i, al quale, nel 1953, aggiunse il logo Tv, on la T grigia sopra una V bianca, su una base nera. Fu anche il creatore della sigla del primo Telegiornale, del 3 gennaio 1954. 
Così come fu sempre lui a disegnare il monoscopio della Rai e a realizzare le prime sigle televisive, quelle dell'inizio e della fine delle trasmissioni, che furono trasmesse dal 1954 al 1986, due anni dopo la sua scomparsa. Negli ultimi anni della sua vita, ridotta l'attività di progettista grafico, si dedicò alla scultura e alla pittura, esponendo anche alla Biennale di Venezia, nel 1972. (a.m.)

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