/// O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

domenica 11 settembre 2011

Dieci anni da “quell’11 settembre”

CRISTINA CASTELLI:
“DI QUEL GIORNO
RICORDO

IL CIELO AZZURRO,
IL FUMO NERO,

GLI SGUARDI
DELLA GENTE”

Tra gli strajè parmigiani nella “Grande Mela” c’è anche la parmigianissima Cristina Castelli, da tempo nota ai lettori di Pramzanblog, che vive a New York dal 1999 - “Non potrò mai dimenticare quel giorno: ero al settimo mese di gravidanza ed ero a casa, con mio marito, quando apprendemmo dalla radio la terribile notizia” - “La prima cosa che feci fu telefonare a mio papà, a Parma, per dirgli che era capitata una cosa tremenda ma che a noi non era successo niente” - “Mio marito aveva rischiato di trovarsi in quella zona al momento dell’attacco, ma era a casa con me perché non stavo bene” - “Mi sono rimasti nel cuore e nella mente lo stridìo tra il cielo splendidamente azzurro e il fumo nero delle Twin Towers e gli sguardi attoniti delle persone, ammutolite e disperate”
di ACHILLE MEZZADRI

Quel giorno. Quel giorno. Undici settembre 2001. Una data entrata nella storia dell’uomo come una delle più terribili, se non la più terribile, in tempo di pace mondiale. Un giorno che, con l’attacco alle Twin Towers di New York, ci ha portato un po’ tutti, non solo i newyorchesi, in una nuova era. L’era della paura, del sospetto, dell’insicurezza, della tragica convinzione che in ogni attimo della nostra vita possa accadere, all’improvviso, anche in una giornata di sole e di cielo azzurro come non mai, la catastrofe che distrugge la nostra vita e i nostri sogni. Quel giorno l’ho vissuto anch’io, come tutti, con angoscia, in un senso..........
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