/// O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

venerdì 22 luglio 2011

Il ricordo dello chef Gianfranco Soncini

CIAO "BAULE", SARÀ DIFFICILE DIMENTICARE IL TUO SORRISO Pramzanblog ricorda il popolarissimo chef che, dopo l'esordio con la trattoria di borgo Cocconi, nel cuore dell'Oltretorrente, ha scalato il successo fino a diventare il cuoco della nazionale azzurra di calcio - Il ricordo di uno che lo conosceva bene, Giovanni Ferraguti di ACHILLE MEZZADRI
Ciao "Baule". Viene spontaneo salutare così Gianfranco Soncini, scomparso per un malore a 74 anni, uomo così solare, così simpatico, così parmigiano, che con la sua bravura e la sua simpatia ha visto crescere la sua popolarità fino a farle superare i confini della nostra città. Io, arrivo a dire, l'ho visto nascere Baule. Nel senso che già della seconda metà degli anni Sessanta ero tra i suoi clienti nella trattoria di borgo Cocconi, cuore dell'Oltretorrente. Un luogo già a me caro, perché lì, a due passi, c'era la scuola elementare dove aveva insegnato una mia zia. E lì, addirittura di fronte, c'era la casa dove abitava Ercolén Manfredi, bravissimo poeta dialettale, alfiere di parmigianità. E proprio lì Gianfranco Soncini ("Baule" perché da bambino giocando a nascondino si era chiuso dentro una cassapanca, e "Baule" per via della stazza) aveva voluto cominciare la scalata al successo. Ricordo molto di quel tempio di parmigianità: si apriva la porta e ci si imbatteva nel sorriso della signora Anna, faccia da rezdóra, sorriso tutto pramzàn. Un piccolo corridoio, una scala e si scendeva nello scantinato, che diventava, all'improvviso, un paradiso di profumi. E arrivava lui, Baule", con il suo sorriso, la sua allegria, il suo dolcissimo parlare parmigiano. Non fu lunghissima la mia frequentazione della trattoria "Baule" di borgo Cocconi, perché lasciai Parma per trasferirmi a Milano. Ma ho sempre seguito con grande simpatia la "scalata" di "Baule": il suo arrivo ai Cavalli, nel luogo già a me caro perché lì era stato "patròn" Schiaretti, il papà di Maurizio, ex compagno lasalliano, ex collega alla Gazzetta e soprattutto amico. Da Milano seguivo le tappe di "Baule". Parma Alimentare, la Nazionale di calcio... Sapevo bene che quell'alfiere di parmigianità meritava il successo. Ed è stata una fitta al cuore, ieri, quando ho appreso la sua scomparsa. Affido il suo ricordo, in particolare relativamente ai tempi in cui io ero ormai a Milano, a Giovanni Ferraguti, mio amico e prezioso collaboratore di Pramzanblog, che lo conosceva bene. (a.m.)
(Foto di Gianfranco Soncini "Baule" tratta dalla Gazzetta di Parma)
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IL RICORDO DI GIOVANNI FERRAGUTI

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