/// O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

venerdì 10 giugno 2011

Parma che non c'è più -4-

L'HOTEL CROCE BIANCA
Chi è nato dopo il 1944 non ha mai visto l'Hotel Croce Bianca, di piazzale del Parmigiano. Le bombe americane, in quell'anno di guerra, lo danneggiarono, ma non mortalmente (come il monumento a Verdi in piazzale della Stazione). A ucciderlo furono gli amministratori cittadini, che lo fecero demolire. L'Hotel Croce Bianca, un gioiello Liberty, era stato l'albergo più prestigioso della città. Progettato nel 1904 dall'architetto fontanellatese Moderanno Chiavelli (lo stesso che progettò un altro gioiello Liberty, il Palazzo delle Poste) e dall'ingegnere Guido Albertelli, fu inaugurato nel 1907. Ospitò illustri personaggi e tantissimi cantanti che si esibivano al Regio e al Reinach (diventato Paganini durante il fascismo, perché non venivano tollerati i nomi stranieri) e nell'agosto del 1922 vi si installò anche il comando fascista (prima guidato da Roberto Farinacci, subito dopo da Italo Balbo) nei giorni delle barricate dell'Oltretorrente.

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