/// O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

giovedì 30 giugno 2011

Davanti alla Casa dei musicisti a Milano

IL PEPPINO
INGABBIATO
Il monumento a Giuseppe Verdi che si trova a Milano in piazza Buonarroti e che fu inaugurato il 10 ottobre 1913, nel centenario della nascita del maestro, in questo periodo viene sottoposto ad un intervento di pulitura ed è stato "inscatolato" - La storia della sua nascita, che fu molto travagliata
Molti turisti che vanno a visitare "Casa Verdi", a Milano, si domandano che fine abbia fatto il monumento al Cigno di Busseto, che da quasi un secolo si trova al centro di piazzale Buonarroti, proprio davanti alla casa di riposo per musicisti (che Verdi definì la sua opera più bella). Niente paura. Il monumento è ancora lì, al suo posto, ma "ingabbiato", cioè circondato da un'intelaiatura metallica ricoperta con un telone. È in corso infatti un intervento di pulitura del monumento, che fu inaugurato il 10 ottobre 1913, nel centenario della nascita del Maestro. Non fu facile il "parto" di quest'opera, che era stata pensata fin dal 1904, tre anni dopo la scomparsa del compositore. Per la sua realizzazione fu bandito un concorso, ma allo scadere dei termini l'apposita commissione non trovò valido nessun bozzetto tra quelli presentati. Fu allora bandito un secondo concorso, ma anche in questo caso la commissione non ritenne soddisfacenti i bozzetti. Per cui, per non indire un nuovo bando, andò per esclusione e affidò la realizzazione del monumento ad Antonio Carminati. Ma lo scultore morì nel 1908, a opera incompiuta (aveva predisposto solo due delle figure allegoriche e aveva appena in iziata quella di Verdi), così, per evitare un nuovo concorso, il lavoro fu affidato allo scultore Enrico Butti, che era stato maestro di Carminati. Il monumento fu inaugurato appunto il giorno del centenario della nascita del Maestro e in quell'occasione Arturo Toscanini diresse alla Scala la Messa da requiem di Verdi.

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