/// O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

sabato 16 aprile 2011

La "prima" del "Barbiere di Siviglia"

UNO SPETTACOLO DIVERTENTE
Abbastanza unanimi i commenti sullo spettacolo di ieri sera al Regio - Una buona rappresentazione, che ha divertito il pubblico - Grande soddisfazione, in particolare, per la prova del protagonista, Luca Salsi, l'idolo di casa - Domani la recensione del nostro critico musicale Paolo Zoppi
di ACHILLE MEZZADRI
Tutto sommato, a parte qualche "distinguo" da parte degli addetti ai lavori, è andata bene. La "prima" del Barbiere di Siviglia, ultima opera in cartellone della Stagione Lirica del Regio, ha "funzionato" bene e alla fine il pubblico se ne è andato a casa soddisfatto. Bello spettacolo, divertente, in linea con il capolavoro rossiniano che è, infatti, un'opera buffa. Ha funzionato bene perfino l'orologio di sala, che era rimasto inerte per lungo tempo e che ieri sera segnava il tempo come Dio comanda, ogni cinque minuti. Purtroppo l'atmosfera gioiosa è stata turbata dalla notizia arrivata dalla Turchia: l'improvvisa scomparsa, per un malore, mentre era in tournée, di uno dei più apprezzati tenori italiani, Vincenzo la Scola, 53 anni, che nel 2004 fu nominato docente principale e direttore artistico dell'Accademia Verdi Toscanini della Fondazione Toscanini di Parma. Comunque, tornando allo spettacolo di ieri sera, rimando per i particolari alla recensione, molto più tecnica e competente, del nostro critico musicale Paolo Zoppi, del quale però potete già leggere l'opinione "a caldo", raccolta subito dopo la fine della rappresentazione, assieme a quelle di Gabriella Corsaro, Fausto Zatorri e Giuliano Molossi.
I PARERI A CALDO
FAUSTO ZATORRI, loggionista
"Questo Barbiere non mi ha soddisfatto completamente dal punto di vista musicale. L'allestimento, invece, nonostante abbia più di 15 anni, l'ho trovato ancora funzionale. Quindi, in questo momento di difficoltà economiche, ben vengano le riprese di spettacoli ancora validi, piuttosto che proporre nuovi allestimeni spesso deludenti. Invece non mi ha convinto completamente l'orchestra, che ho trovato a tratti pesante e priva di brio. In alcuni momenti mi è sembrato anche che mancasse l'amalgama. Per quanto riguarda il cast vocale, Luca Salsi si è confermato baritono dalle grandi qualità e anche il migliore del cast. La mezzosoprano Kemoklidze se l'è cavata discretamente, ma la voce mi è sembrata un po' piccola. Comunque è carina e il personaggio di Rosina le calza bene. Passabile il tenore, fino all'infelice idea di riaprire il taglio dell'aria "Cessa di più resistere". Praticò si è imposto soprattutto per la dirompente comicità a volte anche un po' sopra le righe. Il basso Furlanetto si è distinto per le ottime qualità attoriali, più che vocali. Nel complesso uno spettacolo piacevole, anche se non particolarmente memorabile".
PAOLO ZOPPI, critico musicale
"Una serata direi senz'altro positiva. Risente del fatto che non siano state fatte molte prove. Perché c'è una buona differenza tra la recita per gli under 30 e l'anteprima, che sono comunque prove (e come tali devono essere valutate) e lo spettacolo di stasera che è ancora diverso. Io sono convinto che la seconda e la terza rappresentazione andranno ancora molto meglio. Luca Salsi è un buon Figaro, mi è piaciuto molto perché è vocalmente nella parte e anche ha fatto un'interpretazione non oleografica, ma elegante, che impersonifica la nuova borghesia, la borghesia medio piccola, però in un modo non troppo caricaturale. Come invece, giustamente, deve essere don Bartolo, che rappresenta il vecchio tipo dell'aristocrazia. Io sono abbastanza purista per quello che riguarda queste gag che ci possono stare, stando in coerenza con l'opera buffa, però io farei anche a meno di questi inserimenti, di queste gag comiche. Per il resto, il tenore ha una parte che conosciamo bene, molto impervia, la voce non è cristallina, ha qualche impurità, però direi che ci è saltato fuori. C'è stata qualche imperfezione, che ci può stare alla "prima", però la voce è interessante ed è tipicamente rossiniana. Lei brava nella parte, sia vocalmente sia dal punto di vista del palcoscenico, insomma anche la parte attoriale mi è sembrata buona. Praticò è quel marpione che conosciamo, ormai è navigato, ha cantato con grandissima sicurezza. Forse un tantino modesto don Basilio, però nella parte, buona la Berta, la direzione di Battistoni è buona. Ha ribadito le prove positive fatte con l'Attila. Publico entuis asta. L'enfant du pays è stato gratificato.Insomma, c'è qualcosa di meglio, come in tutte le cose, ma c'è anche molto di più modesto. Per cui direi serata positiva. Abbiamo finito non col botto, ma lo spettacolo è stato molto più che dignitoso, direi piacevole".
GABRIELLA CORSARO, direttrice del coro delle Voci bianche del Regio
"La serata per me è stata deliziosa. Ricca sia di elementi di modernità, che sono nella gestualità degli interpreti, in alcune variazioni inserite nelle arie, in alcuni elementi scenici. E anche nella tradizione, nei costumi. L'apertura della scena col fondale dipinto e anche nella scelta dei tempi, che ricalca molto la tradizione. Quello che mi ha colpito è come la maggior parte del cast sia stata con voci importanti, rotonde, sonore, che potresti vedere anche in altri repertori. Viceversa il tenore è prettamente rossiniano e potrebbe apparire timido. In verità è partito timido, invece poi ha rivelato la sua profonda natura rossiniana, che poteva sembrare fuori luogo. Però non era fuori luogo lui, lui era perfettamete rossiniano, è che gli altri possono permettersi anche un altro repertorio. L'eccezionalità di questa serata, a parte la freschezza di Luca, l'intelligenza scenica e interpretativa di Praticò, bella la morbidezza di Rosina e mi ha incuriosito molto l'aspetto di Basilio, anche vocale, così arcigno, così perfido e mi ha invece veramente "saziato", musicalmente parlando, il fatto che il tenore abbia scelto quell'aria spaventosa "Cessa di più resistere", che è un'aria che viene sempre tagliata. E' una rarità infatti che venga eseguita, perché è estremamente difficile, richiede grandi virtuosismi ed è qui che il tenore ti dimotra di essere assolutamente rossinino. Poco conta se l'acuto nell'aria può sembrare meno bello".
GIULIANO MOLOSSI, direttore della Gazzetta di Parma
"E' andata bene, un'opera divertente, ottima a regia, le scene, molto bravo queso fenomeno che è Battistoni il direttore dorchstra ventiquattrenne. Sentiremo sicuramente ancora parlare di lui. Mi è piaciuto un po' tutto il cast, fatta eccezione il conte, forse quello che ha brillato meno. Il loggione non gli ha perdonato un passaggio un po' delicato. Però poi tutto sommato alla fine non ha infierito ed è finita tra gli applausi. Un Barbiere divertente, leggero, piacevole, con qualche carina trovatina di regia".


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