/// O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

domenica 3 aprile 2011

La dodicesima puntata di "Parma da riscoprire"

PARMA
DA RISCOPRIRE:
L'AREA
DI SAN PIETRO
MARTIRE

Elvis Piovani ci accompagna sui sentieri della nostra città che non c'è più, alla riscoperta di monumenti, chiese, palazzi, intere vie, spesso capolavori che sono stati cancellati o spostati, o divisi in più parti e spesso "nascosti" in qualche angolo - Oggi ci fa la storia dell'area della chiesa di San Pietro Martire, attualmente una parte di Piazzale della Pace
Nell'undicesima puntata della sua bella rubrica "Parma da riscoprire", Elvis Piovani aveva raccontato la storia, purtroppo finita miseramente dell'ex chiesa di San Pietro Martire. Oggi approf0ndisce l'argomento, ricostruendo la storia dell'intera area, a partire dall'abbattimento della chiesa. Una vicenda molto interessante e in un certo senso molto sorprendente perché è l'ennesima prova come gli uomini che hanno in mano le sorti amministrative di una città possano stravolgerla, cancellando pezzi di storia. Anche stavolta Piovani ci presenta un servizio molto documentato, tutto da leggere.
(Nelle foto: 1) Elvis Piovani; 2) Il logo di "Parma da riscoprire; 3) Ai tempi di Maria Luigia al posto dell'ex chiesa di San Pietro Martire c'era un giardino con una fontana circolare
(da "La città delle acque", di Giancarlo Gonizzi, PPS Editrice)

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Bellissima e accurata descrizione di come era questo angolo di Parma prima e durante i vari cambiamenti a cui è stato sottoposto nel corso di questi " insani" decenni speculativi. Ma ora, caro Elvis, prenderà vita un' ulteriore progetto che trasformerà via Verdi in quella "autentica" City di cui si sente tanto il bisogno. Dopo aver demolito il monumento a Verdi, aver costruito quell' abominevole palazzo giallo e vetro ( cosa abbia in comune con il Palazzo dei Ministri lo sà solo chi ha dato la concessione edilizia vero??) ora sorgeranno dall' asfalto colonne verticali che ricorderanno a chi arriva in città dalla stazione, il Genio del nostro sommo Maestro. Mah. le soluzioni più semplici e più vicine alla storia del luogo. Mi chiedo se questo abbia ancora un significato.Un sentito ringraziamento a chi ha voluto realizzare il manto erboso con i due platani superstiti , così maestosi da far venir voglia di "barattare" il palazzo osceno con la fontana presente nella stampa pubblicata da Elvis in questa nuova, interessantissima puntata del suo (nostro) Amore per la città.

e.piovani ha detto...

grazie mille per il commento. In effetti anche io non capisco come mai se si vuole onorare Verdi e la sua strada, non si ricostruiscono le statue del monumento abbattuto nel dopoguerra di cui abbiamo foto e bozzetti, piuttosto che riempire una intera strada con delle fredde ed anonime colonne che non hanno nessun significato apparente e sembreranno più degli scarti industriali che qualcosa di bello da vedere....
Misteri delle menti di chi li studia e soprattutto di chi fa queste scelte....

pramzanserass ha detto...

...colonne che permetteranno ai passanti di poter ascoltare l' opera a cui quella stele sarà dedicata. La targa in bronzo ricorderà il titolo della fatica verdiana. Chi scommette con il sottoscritto sulla durata di tale innovativo ( e sicuramente costoso) dispositivo??? La zona non ispira tali magnificenze , al momento. Le statue ( degne memoria del monumento abbattuto) sarebbero un ottima soluzione. Purtroppo chi potrebbe/dovrebbe ponderare con attenzione idee e alternative a freddi progetti, non lo fa.