/// O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

venerdì 11 marzo 2011

Grande spettacolo domenica all’Arena del Sole

ANDRÀ IN SCENA
UN SOGNO:
FAR RINASCERE
IL MONUMENTO
A VERDI

Dopodomani nel teatro di Roccabianca, alle ore 16, sarà rappresentato lo spettacolo “Un pomeriggio monumentale”, organizzato dall’associazione “Verdissime”, di cui è presidente Luciana Dallari (Leonora de “Il trovatore”) - Diviso in otto episodi, racconterà la storia del celebre monumento, insensatamente demolito dopo i bombardamenti del ‘44 che l‘avevano danneggiato solo parzialmente - “Il nostro sogno”, dice la Dallari “è riportare in vita entro il 2013, bicentenario verdiano, se non l’intero complesso monumentale, almeno tutte le statue: ci sono i bozzetti originali, quindi si possono ricostruire quelle andate perdute” - Allo spettacolo, che sarà presentato da un’altra “Verdissima”, Ilaria Notari (Azucena de “Il Trovatore”) prenderanno parte il soprano Alice Quintavalla, il baritono Giuseppe Altomare, l’attrice Mariangela Granelli, il violoncellista Ivan Leon, il pianista Lorenzo Fornaciari e la Corale Verdi, diretta da Fabrizio Cassi

di ACHILLE MEZZADRI
Fatti, non parole. È dal ’46 che a Parma si discute dell’insensata deci-sione dell’amministrazione comunale di allora, di demolire il monumento a Verdi che era stato danneggiato, ma solo parzialmente, dai bombardamenti del ’44. Parole, parole. Ma le “Verdissime”, l’alter ego al femminile del maschile Club dei 27, sono donne di poche parole e di molti fatti. Così, sempre ben guidate dal loro presidente Luciana Dallari (che impersona Leonora de Il trovatore), hanno messo in piedi uno spettacolo, pardon, uno “spettacolo - indagine” in otto episodi, per dimostrare che è inutile continuare a lamentarsi a parole e che invece si può fare qualcosa per far rivivere il monumento. Prove alla mano. Si sono documentate, hanno tirato su..........
LEGGETE L'ARTICOLO COMPLETO

2 commenti:

e.piovani ha detto...

leggendo il tutto mi dispiace veramente di non poterci essere di persona. E' vero, ricostruire le statue si può. Ci sono i bozzetti e tantissime fotografie. Non scordiamo infatti che il monumento a verdi era la prima immagine di sè stessa che Parma dava a chi arrivava con il treno. Ma si sa, la speculazione edilizia oggi come allora è fortissima e se ne frega di quei patrimoni che appartengono alla collettività se c'è la possibilità di guadagnare con la loro distruzione. E cosi' fu, e così accade tutt'ora purtroppo.
I posti a Parma per ricollocare le statue non mancano di sicuro. Qualche esempio? I portici giganteschi e disadorni di via Mazzini, i piloni del ponte di Mezzo. Oppure si potrebbero spargere per l'intero centro storico, creando una sorta di Percorso che congiunge tutti i luoghi più belli della città e attualmente magari del tutto anonimi. Sarebbe bellissimo caratterizzarli con la presenza di una di queste statue. E' una occasione da non perdere! E speriamo che questa volta il sogno si realizzi veramente! tutto il mio sostegno!

pramzanserass ha detto...

...e ora chi arriva a Parma che immagine ne trae??? Scomparso il monumento a Giuseppe Verdi, allontanato Bottego dalla vetta del monumento a lui dedicato, vogliamo solo per un' attimo pensare all' immagine che si ha della città arrivando in stazione??
Qualche povero immigrato con la bottiglia in mano. Un via vai frenetico di persone che ardono solamente di allontanarsi il più velocemente possibile dal piazzale. I "bellissimi " palazzoni di via Verdi che si intersecano con il centro storico dando l' idea della periferia della città. Chi potrebbe mai non dare il proprio aprezzamento a queste persone che almeno, un' idea di cosa andrebbe fatto lo hanno pensato. Chi potrebbe pensarci, invece, latita e si nasconde sempre dietro alle solite frasi pro- forma, facendo finta di non capire che i turisti potrebbero anche non solo visitare Piazza Duomo e la Camera di S.Paolo.