/// O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

giovedì 24 febbraio 2011

"Il naso": la recensione

SI PUÒ DIRE
ANCORA
CHE PARMA
È UNA CAPITALE
DELLA MUSICA?

Chiamare Parma “capitale della musica” in presenza di un teatro con vistosi posti vuoti sia in platea sia nei palchi e addirittura dimezzato nella seconda parte, è quanto mai ingiustificato e assai presuntuoso - Gradito ritorno, con gli stessi interpreti che già portarono l’opera di Šostakovič a Parma il 26 gennaio 1979
Recensione di PAOLO ZOPPI
È stato un gradito ritorno quello di Nos ieri sera al Teatro Regio, quale secondo titolo del cartellone della stagione lirica invernale e ancor più quelle di Evgenij Bolučevskij nella parte Platon Kovalëv, Boris Družinin in quella di Ivan, Viktor Borovkov nel funzionario del giornale, Ljudmilla Sokolemko la venditrice di ciambelle e Irina Barteneva la venditrice di colletti, che già avevano calcato le scene del nostro teatro quel 26 gennaio 1979 quando l’opera di Šostakovič venne rappresentata per la prima volta a Parma. Nonostante i trentadue anni, l’allestimento.............
(Foto dalla diretta di Teleducato)
LEGGETE LA RECENSIONE COMPLETA

2 commenti:

pramzanserass ha detto...

Carissimo Zoppi,
seguo con piacere le recensioni che scrive sul "nostro" blog. Da anni mi chiedo se Parma sia veramente la Capitale della Musica.
Il pubblico di Parma si fonde con le opere verdiane ( diverse), accetta di buon grado le rappresentazioni pucciniane. Wagner ha dei simpatizzanti tra il pubblico del Regio ma non tantissimi. se la cava Mozart con Don Giovanni, Rossini non è da meno. Poi ? Poi il vuoto. Mancanza di stimoli, di una vera educazione musicale. Brutto lo spettacolo offerto ieri sera.Troppo facile credersi amanti della lirica davanti alla Traviata o all' Otello. Concordo con lei. Ma questo ci insegni che potremmo offrire ai loggionisti come ai profani qualche "pillola" di musica novecentesca attraverso canali già collaudati a larga diffusione come sono le tv locali e/o i quotidiani locali. Oltre a questi valenti musicisti si potrebbero recuperare anche i celebri compositori che resero grande il settecento italiano. E' un' idea.

Anonimo ha detto...

Parma è la capiale della musica in Emilia ma non ne sono per niente sicuro.
A livello nazionale e mondiale non scherziamo...

Popsylon