/// O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

martedì 14 dicembre 2010

Quando i lettori scrivono

DOV’È FINITA
LA MIA GHIAIA

Il lettore Fabrizio Mazzali, strajè pramzàn, racconta un suo recente ritorno a Parma e le sue impressioni dopo aver visto la Nuova Ghiaia
di FABRIZIO MAZZALI
Questa domenica di dicembre mi vede, finalmente, percorrere la strada asolana in direzione di Parma, la mia amata città. Amata senza riserve per la storia che l'ha vista protagonista, per i suoi monumenti importanti (compresi quelli che normalmente non sono presi in considerazione), per gli illustri suoi figli del passato e del presente.
Il freddo è tenue e sopportabilissimo. Il sole illumina la pista di ghiaccio in piazzale Picelli e avvolge di rosa i palazzi dei borghi dell'Oltretorrente. Arrivo al semaforo di viale Mariotti. La vista della Ghiaia, anzi, della nuova Ghiaia mi si presenta come uno spot pubblicitario. La famosa scalinata che......
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2 commenti:

e.piovani ha detto...

io invece venerdi sera ero alla fiera dell'artigianato a Milano, nei nuovi padiglioni RHO - PERO...costruzione praticamente avveniristica e coperta....neanche a dirlo...dallo stesso tipo di struttura a vela trasparente che abbiamo noi a Parma...

In poche parole...sembrava di essere in piazza Ghiaia..... Che tristezza...

pramzanserass ha detto...

Potrebbe esser stato lo stesso architetto e aver usufruito dello stesso progetto usato per la scarna realizzazione di Piazza Ghiaia. Oltre alla mia forma espressiva ( alquanto deficitaria nell' occasione) un' altra cosa mi lascia sgomento: come si è potuto arrivare a tal punto??? Chiarisco:
com'è mai possibile realizzare simili progetti senza aver consultato quei tanti libri scritti da Pramzani che raffiguravano e spiegavano la storia degli spazi e degli edifici della Piazza??? Eppure , ricordo, che sono proprio coloro i quali hanno dato il via alla nuova costruzione che oggi si affiancano sorridenti e gioiosi alle pubblicazioni dei testi che potrebbero spiegargli nel dettaglio come fosse bella la Ghiaia e quanta vita si accalcava in quello spazio. Oggi, signori, la vita ha lasciato Piazza Ghiaia e solo un miracolo potrebbe riconsegnarcela per ciò che era e che ,purtroppo, non è più.