O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìrt al nì / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vris andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär. / Int’il gróndi cuànd a pióva / l’àcua t‘ f a la sérenäda / e in-t-il tòrri traforädi / dvénta muzica anca al vént. /O lezgnolén ch’a t’ gh’é la góla dòra / indo ät imparé a cantär csi bén? / Al to gorghègg da ‘dentor tutti al fóra / e il coppiètti alóra is fan l’océn. / J’ò imparé a stär su ‘na pianta / cla se spécia in-t-un laghètt / indo gh’é un izolètta / con di ciggn bianch e morètt. / Tutt il siri là sentiva / i béj cant ädla coräla / e ’l me cór picén al capiva / che csì sól a s’ pól cantär.


sabato 27 novembre 2010

Una foto, una storia -132-

L'INTERMINABILE
TELENOVELA
DI SAN FRANCESCO
DEL PRATO
Quando negli anni Novanta il carcere di San Francesco traslocò per trasferirsi in via Burla, mezza Parma si augurò che l'antica Chiesa di San Francesco, capolavoro gotico del Duecento, sarebbe tornata all'antico splendore e al culto. Dimenticati i tempi del suo impiego carcerario (che Gion Guti ricorda in questa puntata con una bella foto) si raccolsero perfino 35mila firme. E recentemente anche Pranzanblog ha cominciato (ma non ha finito) a fare la sua piccola parte. Però, nonostante la bella e recente notizia che il Demanio ha deciso di affidare San Francesco del Prato ai frati, ci si trova ancora in una situazione di stallo. Quando la mossa definitiva?
☞ LA DOVE C'ERA UN CARCERE
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3 commenti:

e.piovani ha detto...

Speriamo che venga presto restaurata, riparata, che l'acqua non inzuppi più le pareti affrescate, che le tombe e le ossa vengano ricomposte e che torni ad essere un luogo aperto a tutti. Tornare chiesa garantirà tutto questo, oltre a un vero rispetto per un tale monumento che è nato per quello e la riporterà quotidianemente in vita.

pramzanserass ha detto...

E' quello che mi chiedo. Forse , caro Direttore, siamo noi gli " impazienti" di vedere finalmente assegnata ai frati la stupenda chiesa di San Francesco. Dopo anni di icuria e di inciviltà sarebbe veramente troppo bello che Parma potesse godere di questo suo gioiello. Occorre avere pazienza per vedere San Francesco risorgere.
non vorrei però scoprire che chi deve lasciare a mani fidate San Francesco non stia lavorando nel sommerso per NON cedere a questi il monumento. Sarebbe l' ennesima vigliaccata combinata ai danni della città.

ACHILLE MEZZADRI ha detto...

Be', sperèmma pròpja äd no!