/// O rondanén'na bjanca njgra e znéla / ch'a t'gir al mónd par costruìr al ni / par ti che téra éla la pu béla? / parchè la vriss andär a vèddor mi. / Mo l'è Pärma ch'l'è speciäla / pjén'na äd vióli profumädi / e l'è tanta muzicäla / da fär tutti un po' cantär...

lunedì 8 novembre 2010

Pramzanblog intervista Ferdinando Sandroni

QUANDO PENSO,
PENSO IN DIALETTO

“Vivo Parma in maniera viscerale”, dice il responsabile dell’Agenzia per l’Associazionismo e la Cooperazione Internazionale – “Alle elementari il mitico maestro Missorini ogni mattina cominciava le lezioni con l’Inno di Mameli e l’alzabandiera” - “Fin da ragazzo sognavo di entrare in politica” - “Per me la politica è servizio, è darsi al prossimo” - “Ho due figlie laureate e una non trova lavoro: per guadagnare qualcosa fa le pulizie” - “In Comune parlo in dialetto solo con Pallini” - “Per la chiesa di San Francesco ci siamo: so che il Demanio la cederà ai frati e così potrà finalmente essere restaurata”
di ACHILLE MEZZADRI






Da bambino è stato per un giorno il “reggente” (il capoclasse) di una classe da libro Cuore, che alla mattina ascoltava l’Inno di Mameli e faceva l’alzabandiera. Da ragazzo è stato un boy scout. Da uomo è stato ed è uno che la vita la vede con occhi positivi, senza vederci sempre il male ovunque ma cercando, nei limiti del possibile, di trasformarlo in bene. Perché il dottor Ferdinando Sandroni, 59 anni il 26 novembre prossimo, responsabile dell’Agenzia del Comune di Parma per l’Associazionismo e la Cooperazione Internazionale, è uno fatto così. Appassionato della vita com’era una volta, appassionato di Parma, del prossimo, delle persone che hanno bisogno d’aiuto. “La mia mission”, sono parole sue, “è di cercare di fare le cose bene, di dare un senso, un’utilità alle cose che si fanno”. Sì, anche nel teatrino buffo (a volte tragedia buffa), della politica. Dovrebbe trovarsi come un pesce fuor d’acqua, Ferdinando Sandroni da Parma, invece addirittura ci si trova a suo agio. Provare per credere. Prima ancora che cominci la mia raffica di domande, è lui stesso che si racconta. “Sono nato”, esordisce “il 26 novembre 1951 da genitori parmigiani, figlio unico di papà ferroviere, mamma casalinga..........
(Nelle foto: 1) Ferdinando Sandroni; 2) ) La consegna dell'ambulanza donata dall'A.P. di Parma, al termine del corso di formazione. Con fascia il sindaco della Città di Pikine (sobborgo di Dakar con oltre 2 milioni di abitanti) ; 3) La chiesa di San Francesco del Prato: il "calvario" sta per finire)

2 commenti:

e.piovani ha detto...

La notizia più bella è quella della chiesa di San Francesco del Prato. Speriamo che questa volta la cosa si avveri e non sia solo una illusione. E speriamo che l'Università agevoli questo passaggio, senza ostacolarlo.
Quanto ai fondi per il restauro, una volta ridata ai frati, sono sicuro che si potranno trovare in breve tempo. Dopotutto si tratta di restituire alla città un luogo veramente fantastico nella sua funzione originale, quindi assolutamente la cosa migliore che si potrebbe fare per il luogo stesso e per tutti noi. Solo questo tipo di riapertura garantisce il rispetto totale per questo nostro monumento. Inoltre i frati garantiranno che chiunque possa entrare liberamente ogni giorno a godersi questo angolo di Parma magnifico ma ancora sconosciuto a molti. Sarà una scoperta impareggiabile per tutti.
Speriamo bene e cerchiamo di sostenere tutti quanti questo passaggio e la rinascita della chiesa.

pramzanserass ha detto...

San Francesco del Prato. Quasi non credo a ciò che leggo. Finalmente il sogno di tutti noi inizia a materializzarsi con un fatto che (spero) diventi concreto. Al più presto. Ora speriamo che i frati entrino in possesso del tempio quanto prima. Che i "prezzolati" burocrati se ne tengano a debita distanza come hanno fatto fino ad ora. Una chiesa come San Francesco darà ancor più lustro alla città. Scoprirla sarà immensamente bello.
Sarà come rivedere una persona cara assente da noi da tanti anni. Assente giustificata.